Archive for aprile 2019

Avviso

aprile 29, 2019

Vodafone ha cessato il contratto fibra a seguito di recesso giustificato per cambio tariffa, senza attendere il subentro di Tiscali. Non so altro…
Vogliate scusare l’occorso. Le attività sono sospese.

Meeting Minutes

aprile 29, 2019
Meeting Minutes del 29/4/2019
 
YOUR WILL
I seek
your will divine
And pray that
Your will is mine
David Herr
 
 
E’ la paura che ci domina, una paura onnipresente e devastante. Perché l’individuo contemporaneo ha paura di tutto, sopratutto degli altri.
 
Michela Marzano
 
* 1944 Rivolta del Ghetto ebraico di Varsavia
 
* 1978 Prima grande manifestazione antinucleare in Gran Bretagna. 10.000 contro l’atomo
 
* Nono giorno della Festa di Ridvan (Baha’i)
 
* Santa Caterina da Siena , dottore della chiesa e patrona dell’Italia
 
* 1967 nasce a Inverbervie John Arbutnot, statistico, medico e scrittore scozzese
 
 
” Dimenticare è un po’ cadere fuori dalla fede. Tuttavia nella memoria quotidiana di Gesù Crtisto mi viene ribadito che Dio mi ama per l’eternità e non mi ha dimenticato”
 
Dietrich Bonhoeffer
 
 
Sul sito quaccheri.it trovate la pagina unica in Italia, tutta da leggere e costata diversi mesi di digitalizzazione di un volume costoso: sono l’unico teologo allineato su queste posizioni teologiche socialiste nonviolente e antimilitariste :
La fede dei socialisti religiosi.

Algeria. La morte del leader del FIS rimette sul tavolo la questione dell’Islam politico

aprile 29, 2019

28.04.2019 – Karim Metref

Algeria. La morte del leader del FIS rimette sul tavolo la questione dell’Islam politico

E’ deceduto il 24 aprile scorso a Doha, nel Qatar, dove era residente, il vecchio leader islamista algerino Abbassi Madani. In piena ondata di proteste per la democrazia in Algeria, la morte del vecchio «cheikh» risveglia i fantasmi del decennio nero. E i suoi funerali celebrati ieri (27/04/2019) ad Algeri a suon di slogan  pro stato teocratico ripongono sul tavolo con forza la questione del posto dell’Islamismo politico nell’Algeria Post Bouteflika. 

La strada verso la leadership

Abbassi Madani  (o, per l’esattezza: Madani ABBASSI) era un uomo politico che ha lasciato un triste segno nella storia contemporanea dell’Algeria.

E’ nato il 28 febbraio 1931 a Sidi Oqba (Provincia di Biskra, a circa 400 km a sudest di Algeri). Figlio di Imam, sin da piccolo riceve una educazione religiosa, ma frequenta anche la scuola pubblica (francese). Da giovane adulto, nel 1950, aderisce al movimento nazionale algerino nelle fila del Movimento per il trionfo delle libertà democratiche (MTLD) di Messali Hadj.

Il 1° novembre 1954, partecipa alle prime azioni armate della guerra di Liberazione Nazionale, ma viene presto arrestato e passa in carcere tutta la durata del conflitto. Esce nel 1962.

Dopo l’indipendenza si iscrive all’Università di Algeri per studiare filosofia, poi si specializza in psicologia educativa e nello stesso tempo milita nel partito-stato del Fronte di Liberazione Nazionale (Fln) e fonda l’associazione Qiyam Islamya (valori islamici) per l’istituzione della legge tradizionale islamica. Associazione che sarà bandita nel 1970 dal presidente Houari Boumediene.

Tra il 1975 e il 1978, studia a Londra dove prepara un dottorato  in psicopedagogia. Al suo ritorno insegna all’università di Algeri e nello stesso tempo comincia a frequentare gli ambienti dell’opposizione islamista.

Il 27 novembre 1982, alla testa di migliaia di persone, Abbassi Madani in compagnia di altri leader islamisti, organizzano una preghiera collettiva sulla piazza centrale di Algeri e rendono pubblica una piattaforma di rivendicazioni per il passaggio a uno « Stato Islamico, l’applicazione della Sharia, l’epurazione degli elementi anti-islamici dalle istituzioni dello stato e la separazione tra maschi e femmine in tutti i luoghi pubblici di lavoro, studio, trasporto, svago e sport. »

Dopo quella azione i leader di quella protesta vengono arrestati e il nostro Madani che ha ormai mollato il titolo di dottore per quello di Sceicco rimane in carcere fino al 1984.

1989, Nascita del FIS

Il 5 ottobre 1988, il paese entra in insurrezione generale contro il partito unico. La repressione è dura. centinaia i morti e migliaia sono arrestati e in maggioranza umiliati e torturati. L’allora governo di Chadli Bendjedid e i suoi apparati di sicurezza fanno di tutto per far apparire i leader islamisti come portavoce della rabbia dei giovani algerini e in qualche modo ci riescono.

Abassi in compagnia di Ali Benhadj. Gli anni del FIS trionfante

Ma alla fine il regime annuncia la fine del sistema del Partito unico, cambia la costituzione e apre il campo alla pluralità politica e culturale. Ne consegue una stagione straordinaria di libertà e speranze, che però durerà solo fino al 1992.

Il 18 febbraio 1989, i due sceicchi più in vista dal 5 ottobre 1988 Abbassi Madani e Ali Benhadj (la star del nascente movimento salafita) annunciano ufficialmente la creazione di un partito politico noto come Fronte islamico della salvezza (FIS).

Nel caos del giovane multipartitismo algerino il Fis è l’unico partito che cresce veramente e si organizza con velocità notevole. I soldi arrivano dalle solite monarchie del Golfo e i militanti molto attivi fanno un lavoro straordinario nei quartieri poveri di tutto il paese. Oltre all’occupazione delle moschee, organizzano aiuti economici, sostegno scolastico, e attività culturali. Si sostituiscono allo Stato nella lotta alla povertà e colmano il vuoto culturale con la loro propaganda. Il fronte si allarga e comprende quasi tutte le tendenze islamiste: Dagli estremisti djihadisti del «Hijra wal Takfir» (Esilio e apostasia) Fino alla corrente Djaz’ara (Fratelli musulmani versione algerina).

Nel 1990 il Fis vince 70 % dei comuni del paesi e fa pressione per l’organizzazione immediata delle elezioni legislative. Sanno di avere i numeri e puntano all’occupazione del parlamento e al cambiamento della costituzione.

Un anno dopo, vincono la maggioranza relativa del parlamento al primo turno delle elezioni politiche e rimangono in ballottaggio in molti altri. E’ chiaro a tutti che da soli stavano per prendere la maggioranza assoluta del parlamento, potendo così riscrivere la costituzione e i codici istituzionali a loro piacimento. Ali Behhadj avverte gli Algerini: « preparatevi a cambiare comportamenti, vestiti e abitudini alimentari ».

Il decennio nero

L’11 gennaio 1992, il Presidente Chadli Bendjedid è costretto a presentare le sue dimissioni dai generali dell’esercito che prendono il potere e fermano il processo elettorale.

Comincia una escalation di proteste e azioni e controazioni violente che porteranno il paese al caos e alla guerra civile, che durerà fino ai primi anni 2000.

Quello che in Algeria chiamiamo il decennio nero (1992 -2002) è stata una guerra spietata tra vari gruppi islamisti armati tra i quali Esercito Islamico della Salvezza (AIS), braccio armato del Fis e l’Esercito regolare e le forze dell’ordine algerini. Dieci anni di attentati, scontri, imboscate, rapimenti, uccisioni extragiudiziali, torture e massacri veri e propri di intere popolazioni di alcune località. Il bilancio sarà pesantissimo: tra i 200 e 300 mila vittime. La maggioranza civili inermi.

leader del Fis sono tutti agli arresti o in esilio all’estero. Abbassi Madani già in carcere prima del golpe è processato da un tribunale militare che lo condanna a 12 anni di carcere. In detenzione rimarrà fino al 2 luglio 2003. Quando esce ormai la guerra tirava alla fine e il processo avanzato di negoziati porterà presto all’amnistia generale.

Alcuni giorni dopo la sua liberazione, Abbassi Madani lasciò il paese per l’Arabia Saudita, poi verso la Malesia prima di trasferirsi in Qatar, sua dimora fino al decesso avvenuto pochi giorni fa.

Vittima o carnefice?

L’opinione algerina rimane ancora divisa tra chi considera il Fis solo responsabile della morte delle oltre 200.000 vittime del conflitto armato degli anni 90’, mentre l’altra parte considera che il Fis è stato vittima del Colpo di Stato e i militari unici responsabili del bagno di sangue che ne è seguito.

La realtà è che in quel decennio nero, i due campi si sono macchiati di crimini gravi e entrambi hanno responsabilità chiare nell’inizio e nell’inasprimento delle violenze. E se non si può considerare Abbassi Madani come unico e nemmeno come principale responsabile della guerra, il fatto è che il movimento che ha co-fondato ha preso attivamente parte alla guerra tramite L’AIS e che lui non ha mai preso le distanze e non ha nemmeno mai condannato l’uccisione di intellettuali, giornalisti e rivali politici inermi.

Oggi dopo la sua morte, ci si chiede come un personaggio così insignificante, che sembrava quasi timido e timoroso, ha potuto arrivare alla testa di un movimento così forte, popolare e violento? Con i suoi modi discreti e falsamente affabili, era sicuramente considerato come la faccia presentabile di una nebulosa islamista algerina altrimenti rappresentata solo da predicatori «sputafuoco» e in quanto tale ha beneficiato di appoggi interni e esterni, riuscendo così a intrufolarsi da qualche porta posteriore della storia tormentata del paese. E sempre da una porta posteriore è uscito in questi giorni.

La questione del posto dell’Islamismo politico si pone di nuovo

La morte del vecchio leader riporta sulla scena politica di oggi, i fantasmi degli anni 90. Le proteste di strada ogni venerdì da 10 settimane continuano ad essere imponenti e il popolo saldamente unito intorno alla volontà di vedere la fine del regno del clan mafioso al potere. Ma le idee sul dopo Bouteflika rimangono poco chiare.

Imagine dei funerali di Abbassi Madani ad Algeri

I funerali del vecchio sceicco con migliaia di militanti islamisti che gridavano quello stesso slogan che fu all’origine della guerra civile: «Alayha nahia alayha namut», Per lui viviamo, per lui moriamo. Dove «lui» indica lo stato teocratico della Sharia. Questi funerali grandiosi mostrano chiaramente che l’elemento islamista non è scomparso magicamente dalla scena politica algerina. C’è. è presente con forza in tutto il paese.

Non ha probabilmente più la forza che aveva negli anni 90. Sarà per quello che, nella fase attuale di contestazione del potere, non è intervenuto in piazza. Ma sta aspettando il momento giusto per entrare in gioco.

Questa folla impressionante che ha accompagnato il vecchio sceicco alla sua ultima dimora nel cimitero del suo quartiere feudo di Belouizdad nel centro della capitale Algeri, ricorda alle forze democratiche che lottano per la caduta del sistema attuale che quella che si gioca attualmente è solo una semifinale e che se passano questa fase, la finale sarà da giocare contro quelli che vogliono scambiare lo stato poliziesco con una dittatura teocratica.

Un nuovo testo da digitalizzare

aprile 28, 2019
Iniziata oggi pomeriggio la digitalizzazione di un testo di 45 pagine: siamo alla prima… ma arriveremo al traguardo entro giugno (fatto le fotocopie su scanner). Poi l’ultimo testo più impegnativo di Angiolo Maros Dell’Oro “Giorgio Fox e i quaccheri” Editrice esperienze. 202 pagine da scrivere sul web
 
!
Giorgio Fox e la religione laica degli “Amici”
 
Contributo alla formazione delle coscienze religiose
 
Di Giovanni Pioli , nel terzo centenario della origine del Movimento (anni ’45-49)
 
 
 
Circa un terzo della popolazione del nostro pianeta professa nominalmente il Cristianesimo, e di questi, meno della metà il Cattolicesimo.
 
Il tipo di Cristianesimo ortodosso, che al cercatore indipendente di verità offre un Credo antiquato e una raccolta voluminosa di Concilii e di Sillabi; che , quale mezzo per sublimare e trascendere se stesso, offre al fedele riti e sacramenti dotati di virtù magica; che al viandante desideroso di un amico, esperto compagno di via, offre di arruolarsi in un gregge e seguire docilmente il pastore autoritario, – il quale a sua volta dipende da un pastore supremo, assoluto sovrano, – questo tipo di Cristianesimo voi lo conoscete: come volontari frequentatori di prediche e di catechismi, ovvero come uditori obbligati nelle scuole di Stato italiane, alle quali il Concordato impose l’insegnamento cattolico: e non occorre che io ve ne parli. Con la sua teologia d’origine ellenica, liturgia orientale, e organizzazione romana; grazie ad abilità e virtù di suoi membri e agli stessi difetti e alle debolezze del sistema, , e livellan dosi all’umanità media , esso ha posto radici vaste e tenaci, se non profonde, e offre un aspetto massiccio e coerente a chi, sfornito di acuto senso critico e di esigenze spirituali superiori, ne esamini l’architettura esteriore e l’apparente solidità strutturale.
 
Vorrei oggi presentarvi invece un altro tipo di Società religiosa largamente cristiana, caratterizzata: dall’assenza di qualunque credo dottrinale, pur con libertà ai suoi membri di aderire a dottrine fondamentali e tradizionali cristiane; dall’importanza prevalente, assorbente assegnata a una concezione morale ispirata specie dal “Discorso del Monte”, ma presa sul serio, e non giocando a rimpiattino con la propria coscienza, dall’eliminazione completa , radicale , di qualunque sacerdotalismo, di qualunque sacramentalismo e ritualismo; quindi dalla completa laicità in religione, senza intermediari di sorta, ma non senza una valida fraterna assistenza nel cammino della vita spirituale: e governata da una teocrazia democratica, che riconoscendo la rivelazione dell’anima dell’universo nella voce di tutte le coscienze che riconoscono nell’uomo Dio. Giacchè è solo dall’esperienza di ciò che di divino abbiamo constatato nell’uomo che ci è possibile indurre l’idea di Dio , e non già viceversa. “Qualunque cosa sia Dio, l’uomo è divino” (Pandit Nehru).
 
(…)
 
 
Continua dopo il 9 maggio, a conseguimento dell’esame di teoria della Patente B. …Se non va coi” trucchi” nei quiz, pazienza, rinuncio a pagare una autoscuola guida per aver fatto magari 4 errori. Viaggio coi mezzi pubblici dal lunedì al sabato (escluso la domenica) come faccio da 4 anni.

MEETING MINUTES

aprile 28, 2019
Meeting Minutes del 28/5/2019: buona domenica
 
Ciò che è scritto senza sforzo è generalmente letto senza piacere
 
Samuel Johnson
 
 
* 1945 Leonard Dallasega, soldato delle SS nato in Trentino, viene fucilato ad Ala (TN) per essersi rifiutato di sparare ad un prete
 
* Pasqua ortodossa
 
*2 domenica di Pasqua (occidentale) o della Divina Misericordia
 
* Giornata mondiale dell’amianto: ricordiamo nelle nostre preghiere odierne il Prof. Bori di Bologna, unico italiano iscritto a Londra alla Società degli Amici, ex sacerdote e prof. dell?unesco oltre che universitario, morto vent’anni dopo l’esposizione all’amianto mentra insegnava in una scuola vicina a uno stabilimento contaminato.
 
*Sa die sa Sardegna (giornata del popolo sardo).
 
* 1926 nasce a Monroeville Haeper Lee, scrittrice statunitense (Il buio oltre la siepe)
 
 
” “Dio” non è per noi un concetto generale con cui indichiamo teoricamente il Sommo, il Santo dei Santi, l’Onnipotente, bensì è un Nome , la cosa più sacra che abbiamo.
 
Dietrich Bonhoeffer
 
Il Sito ormai abbandonato del prof. Bori è stato riportato quasi interamente sui nostri siti attuali: il suo lavoro sul web non è andato perso. La stessa cosa per i quaccheri Davide Melodia e uno scritto di Penna sul suo vagabondare nel mondo per essersi rifiutato di fare il servizio militare quando era obbligatorio. La pena da cui fuggiva era l’arresto! E’ anziano ormai e felicemente sposato con una musulmana vicino a Desenzano del Garda o in Madadascar, nella stagione bella.

Trieste: lo sfruttamento degli atleti non si combatte con l’esclusione dallo sport

aprile 28, 2019

27.04.2019 – Trieste – ASGI Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione

Trieste: lo sfruttamento degli atleti non si combatte con l’esclusione dallo sport
(Foto di runners.it)

L’ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) esprime sconcerto per le dichiarazioni del presidente dell’associazione organizzatrice della mezza maratona “Half Marathon Runners” di Trieste, secondo le quali non saranno invitati a partecipare alla gara atleti provenienti dal continente africano in ragione dello “sfruttamento” di cui sarebbero soggetti dalle agenzie che si occupano delle pratiche relative alla loro partecipazione alle gare.

L’ASGI ricorda come le norme del diritto sportivo e quelle dello stesso regolamento della gara non consentono discriminazioni fondate direttamente sulla nazionalità o sul continente di provenienza, né tanto meno, direttamente o indirettamente, sull’elemento etnico-razziale.

Le dichiarazioni ed il conseguente comportamento annunciato dal Presidente della “Half Marathon Runners Trieste” costituiscono pertanto una modifica unilaterale e, dunque, del tutto arbitraria, delle norme del diritto sportivo e dello stesso regolamento della gara che, preannunciando il mancato invito di atleti provenienti dall’Africa, fonda una inammissibile discriminazione direttamente basata sulla nazionalità e, indirettamente, anche sull’elemento etnico-razziale, in contrasto con il sistema internazionale dei diritti dell’Uomo, il principio costituzionale di uguaglianza, le direttive europee in materia di non discriminazione (direttiva 2000/78) e la stessa legislazione sportiva.

L’ASGI ricorda che un comportamento o una prassi suscettibile di determinare nei fatti una disparità di trattamento fondata indirettamente sul colore della pelle, costituisce una discriminazione vietata da norme anche internazionali (la Convenzione ONU sull’eliminazione della discriminazione razziale) ed europee se non è sorretta da una finalità legittima perseguita con mezzi appropriati e necessari tali da soddisfare un requisito di proporzionalità.

A tale riguardo, se anche il fine proclamato fosse legittimo (la lotta all’asserito sfruttamento degli atleti africani da parte delle agenzie), i mezzi con i quali verrebbe perseguito (l’esclusione tout court degli atleti africani dalle gare) sarebbero incongrui e sproporzionati. E’ di tutta evidenza, infatti, che se vi sono situazioni di sfruttamento queste vanno superate intervenendo a sostegno degli atleti sfruttati e non precludendo loro la partecipazione a gare che, oltre a essere espressione del diritto di libertà che presiede anche all’attività sportiva, rappresentano una occasione per emergere e superare la situazione di sfruttamento che gli organizzatori dichiarano di voler contrastare.

Ugualmente, nella modalità in cui tale prassi o comportamento è stata presentata e messa in atto, la misura rischia di rafforzare atteggiamenti di esclusione e pregiudizio razziale sempre più diffusi socialmente nel nostro Paese, con l’ulteriore effetto negativo di stigmatizzazione nei confronti delle persone di origine africana che viene a prevalere sui proclamati ed asseriti obiettivi di pubblica utilità.

L’ASGI ricorda che sussiste discriminazione razziale per il fatto obiettivo dei risultati e delle conseguenze attese da un determinato comportamento, a prescindere delle intenzioni del soggetto che lo mette in atto.

Risultando evidente la natura discriminatoria e, dunque, illegittima, del comportamento annunciato, l’ASGI ha inviato all’associazione organizzatrice della gara una diffida a cessare il comportamento discriminatorio, così come inoltrerà appositi esposti sulla vicenda alla FIDAL, al CONI, all’UNAR (Ufficio Nazionale Anti-Discriminazioni Razziali c/o la Presidenza del Consiglio dei Ministri), così come si riserva di avviare un’azione giudiziaria antidiscriminazione presso il tribunale competente, chiedendo una sanzione effettiva, proporzionata e dissuasiva per la discriminazione operata, in linea con quanto previsto dalle norme antidiscriminatorie italiane ed europee.

L’attività sportiva- conclude ASGI – dovrebbe riflette i valori della fratellanza, della tolleranza, del rispetto del pluralismo e delle diversità e non certo veicolare messaggi divisivi e discriminatori tali da danneggiare la coesione sociale ed inficiare l’inclusione sociale dei soggetti appartenenti a minoranze sociali.

Pubblicato su Uncategorized | Leave a Comment »

Meeting Minutes straordinario

aprile 27, 2019

Meeting Minutes straordinario : Buon lavoro a La Fonte e a One Bridge To Idomeni ONLUS

STRENGTHEN ME
Strengthen me,God
In my search for peace
So I may go on
And never cease
David Herr

Il gruppo gay cristiano La Fonte mi ha donato la domenica delle Palme una preghiera che condivido oggi con tutti voi: è una buona occasione per diventare amici oggi dell’ Associazione di Verona, a cui donare sacchi a pelo (e tende) per i profughi della rotta dei Balcani, oscurata dai media ma gravissima come emergenza cronica umanitaria: Per noi quaccheri senza riti e senza chiesa anche oggi è Pasqua, Natale e Pentecoste. Noi laici religiosi la vediamo così.

Signore, tu ci hai comandato di amare tutti gli uomini in te e per te: per tutti imploro la Tua clemenza.   Ci sono però molti per i quali Tu hai impresso nel mio cuore un affetto più intimo e familiare: a loro voglio bene con più ardore, per loro voglio pregare con più intensità.

Abbracciali nel Tuo amore, Tu che sei la fonte dell’amore, Tu che mi comandi di amarli e insieme me ne dai la capacità. Se la mia preghiera non vale ad ottenere per loro dei vantaggi perché ti è offerta da un peccatore, valga almeno perché nasce in risposta ad un Tuo comando.

Per te, dunque, che sei l’autore e la fonte dell’amore, per Te, e non per me, continua ad amarli, e fa’ che essi pure Ti amino con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l’anima, così che possano volere, dire e fare solo quanto piace a Te e giova al loro bene.

La mia preghiera è troppo tiepida, poiché debole è la fiamma del mio amore, ma Tu, che sei ricco di misericordia, non misurare i doni che Ti chiedo per gli amici sul torpore delle mie invocazioni, ma come la Tua benignità supera ogni amore umano, così la Tua risposta trascenda lo scarso fervore della mia supplica.

Fa’ per loro e con loro, Signore, quanto li aiuta a procedere nel cammino che hai tracciato per loro, così che siano sempre e ovunque guidati e protetti da Te, fino a che raggiungano la sicurezza gloriosa del cielo. (S.  Anselmo)

Invito ad Associarvi e/o aderire alle campagne di info@onebridgetoidomeni.com

One Bridge To Idomeni Onlus
CF: 93271360237
c/o Mag Verona, Via Cristofoli 31 A – 37138 – VERONA
www.onebridgetoidomeni.com

CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA ORDINARIA DELL’ASSOCIAZIONE PER APPROVAZIONE BILANCIO

 

I Signori soci e socie dell’Associazione One Bridge To Idomeni Onlus sono convocati/e in Assemblea ordinaria che si terrà in prima convocazione   alle ore 01.00 del giorno 29 Aprile 2019 e se occorre, in seconda convocazione alle ore 21.00 del giorno 30 Aprile 2019 presso la casa di Pietro Albi in via San Salvatore Corte Regia 2, Verona per discutere sul seguente.

 

Ordine Del Giorno:

1) approvazione del rendiconto economico finanziario esercizio 2018

2) relazione illustrativa attività svolte e programmi futuri

3) varie ed eventuali

 

Verona, lì 18.04.2019

 

Giulio Saturni

Presidente One Bridge To Idomeni ONLUS

Pubblicato su Uncategorized | Leave a Comment »

Meeting Minutes: shabbat shalom

aprile 27, 2019
Meeting Minutes del 27/4/2019: Shabbat Shalom
 
PEACE
I seek peace
by a quiet stream
To find true peace
Is my greatest dream
David Herr
 
 
Siamo depressi quando ci lasciamo vivere pigramente, tristemente e senza prendere mai posizione.
 
Giuliana Martirani
 
 
* ultimo giorno di Pesach (ebraismo)
 
* 1867 muore a Firenze l’avvocato Carlo Poerio, patriota e politico
 
* Oggi è la Giornata mondiale del disegno.
 
 
“Chi mette in discussione il precetto divino prima di ubbidire l’ha già rinnegato”
 
Dietrich Bonhoeffer
 
Una pagina dedicata alla spiritualità quacchera fondata sul silenzio, interrotto solo da chi si sente ispirato da Gesù. Altrimenti si ascolta Dio.

Pubblicato su Uncategorized | Leave a Comment »

28 senatori chiedono lo scioglimento di CasaPound e Forza Nuova

aprile 27, 2019

26.04.2019 – Natale Salvo

28 senatori chiedono lo scioglimento di CasaPound e Forza Nuova

«Provvedimenti […] al fine di garantire il rispetto della normativa vigente in materia di scioglimento di organizzazioni e partiti di ispirazione fascista, che incitano all’odio e alla discriminazione razziale e che si sono macchiati ripetutamente di apologia del fascismo», sono stati chiesti dal senatore romano Bruno Astorre.

Pur senza citarla, il rifermento alla Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205); legge cui la Lega punta alla cancellazione.

La richiesta, svolta con un’interrogazione parlamentare dello scorso 16 aprile indirizzata al Ministero dell’Interno Matteo Salvini, prende spunto dai recenti fatti accaduti nel quartiere di Torre Maura in Romache, per l’esponente politico, sono di «una gravità inaudita e preoccupante per la tenuta democratica e civile».

Il senatore Astorre, assieme ai ventisette colleghi che hanno co-firmato l’atto, punta l’indice esplicitamente contro le «forze di estrema destra, dichiaratamente di ispirazione neofascista, come “Casapound” e “Forza Nuova”».

L’atto parlamentare ricorda come «gli accadimenti di Torre Maura non sono nuovi. Per rimanere nel perimetro di Roma capitale, già nel 2014 esponenti della destra estrema attaccarono, anche con lanci di bombe molotov, il centro “Morandi”, nel quartiere di Tor Sapienza; nel 2015 militanti di Casapound hanno tentato di impedire con la forza, fino ad arrivare allo scontro con le forze dell’ordine, l’arrivo di un gruppo di rifugiati nel centro di accoglienza allestito presso l’ex scuola Socrate, nel quadrante nord della città, presso Casale San Nicola; nel 2017 in via del Frantoio, nel quartiere Tiburtino III, si è verificata una irruzione nella struttura gestita dalla Croce Rossa di accoglienza per profughi».

Questi fenomeni di «istigazione all’odio razziale e discriminazione razziale» colpiscono tutti: «rom, sinti, immigrati, rifugiati, ebrei» e «con sempre maggiore frequenza e intensità nel nostro Paese», per il senatore Astorre.

Il ministro Salvini, al momento non ha risposto all’interrogazione.

Pubblicato su Uncategorized | Leave a Comment »

Solidarietà con i curdi in sciopero della fame

aprile 25, 2019

25.04.2019 – Redazione Italia

Solidarietà con i curdi in sciopero della fame
(Foto di ANF)

Rompiamo l’isolamento: è il silenzio che uccide. 11-12 maggio con i 7000 in sciopero della fame!!

In questo momento è in corso uno sciopero della fame di massa: nelle carceri della Turchia e non solo circa 7000 persone si trovano in sciopero della fame a tempo indeterminato, 8 persone hanno già posto fine alla loro vita per protesta, 7 delle quali in carcere. La richiesta è la fine dell’isolamento di Abdullah Öcalan: sequestrato in Kenya a seguito di un complotto internazionale nel febbraio del 1999, dall’aprile 2015 si trova in isolamento totale nell’isola prigione di Imrali. Questo isolamento è una tortura, una violazione dei diritti umani e delle leggi internazionali e nazionali.

La prima a iniziare lo sciopero della fame per rompere l’isolamento è stata una donna: Leyla Güven, deputata dell’HDP, in sciopero dal 7 novembre 2018; a lei dal mese di dicembre 2018 in avanti si sono unit* 14 attivist* curd* a Strasburgo, militanti in Iraq, Regno Unito, Canada, Germania, Francia. A partire dal 21 marzo, giorno del Newroz (capodanno curdo), Erol Aydemir, un giovane rifugiato curdo, ha iniziato lo stesso sciopero della fame a tempo indeterminato a Cagliari e prosegue la sua resistenza nel Centro Socio-Culturale Curdo Ararat a Roma.

All’interno del conflitto in Mesopotamia, Öcalan è una voce coerente che chiede la pace; Leyla Güven, la donna che diede inizio a questa protesta, dichiarò: “le politiche di Isolamento verso Öcalan sono imposte su un popolo intero attraverso la sua persona”.

Isolare Öcalan significa isolare colui che ha dato origine e forza al movimento di liberazione curdo, e quindi si tratta di un attacco al movimento di liberazione tutto. Isolare Öcalan significa isolare colui che ha ideato il confederalismo democratico, e quindi significa allontanare queste idee da chi in tutto il mondo le vuole mettere in pratica. Significa anche un attacco diretto alla rivoluzione del Rojava, sotto la costante minaccia delle potenze regionali e globali. Portare solidarietà a questa protesta significa combattere il fascismo di Erdoğan, significa porre le basi per costruire assieme un’alternativa sociale e globale al fascismo. Öcalan considera essenziale la liberazione della donna per la liberazione della società, essere solidali con questa lotta significa anche schierarsi attivamente per la liberazione delle donne e dei generi oppressi. Ricordiamo che questo movimento di protesta e resistenza è iniziato da una donna!

Per questo, lo sciopero della fame iniziato da Leyla Güven ci riguarda tutte e tutti: invitiamo tutte e tutti a una giornata di azione nazionale l’11-12 maggio. Invitiamo ciascun collettivo, gruppo, associazione, struttura, persona ecc… a prendere parola con i mezzi e modi che più considera adatti. I coinvolgimenti anche sul nostro territorio non mancano: la Turchia di Erdogan riceve fondi dall’Unione Europea per tenere lontani i migranti siriani; la Turchia si addestra nelle nostre stesse basi e acquista armi della Finmeccanica/Leonardo. I nostri media sono in silenzio – ma come si può rimanere in silenzio di fronte a 7000 persone in sciopero della fame a oltranza? Il CPT (Comitato europeo per la Prevenzione della Tortura) non interviene concretamente, né lo fanno le istituzioni nazionali ed europee. Addirittura Amnesty International, che si proclama così indipendente e in difesa dei diritti umani, resta in silenzio.

L’Italia inoltre sta mettendo sotto accusa coloro che hanno sostenuto attivamente la rivoluzione; tra Torino e Nuoro sei persone rischiano la misura di sorveglianza speciale (che comporta una grave limitazione delle libertà personali, prima tra tutte quella di movimento e di riunione) in quanto soggetti socialmente pericolosi, non perché hanno commesso crimini ma perché hanno pubblicamente dichiarato la loro partecipazione e sostegno alla rivoluzione siriana. Questo però non è solo il paese che vende elicotteri da guerra alla Turchia e mette sotto processo la solidarietà internazionale, è anche il Paese d’origine di Lorenzo Orsetti, partigiano d’oggi che per la rivoluzione confederale in Siria ha combattuto fino al 18 marzo, giorno in cui è caduto insieme ai suoi compagni in una delle ultime battaglie contro l’ISIS. Ascoltare e diffondere la voce di chi è in sciopero oggi è uno dei tanti modi con cui vogliamo prenderci la responsabilità della sua memoria e dell’importante compito per cui ha vissuto e che oggi ci ha lasciato; sentire che ogni popolo che lotta per la libertà è il nostro popolo, scegliere da che parte stare ovunque ci troviamo.

La forma con cui aderire alla giornata dipenderà dalla fantasia di chi vive le realtà locali e da cosa ciascun gruppo considererà più efficace. Dibattiti, striscioni, foto… chi più ne ha più ne metta!

Inoltre vorremmo che l’11 maggio non fosse una data isolata ma chiediamo che si arrivi a quel giorno con un crescendo di iniziative e di prese di posizione. Tra queste, alcune iniziative sono già iniziate, tra cui per esempio lo sciopero della fame a staffetta, a cui partecipano donne e uomini in tutta Italia e nell’ambito della quale è nata un’importante iniziativa collettiva a Firenze il 23 e 24 aprile; e la campagna #7000ControLisolamento, che invita ad appendere striscioni o cartelli visibili in solidarietà con lo sciopero della fame. Vi invitiamo a partecipare ad entrambe o comunque a darne visibilità, ad andare a visitare Erol in sciopero della fame a Roma; a continuare fino all’11 e oltre, a fare pressione sulle istituzioni perché si prenda posizione; ad informare, a evidenziare contraddizioni, ad essere visibili in ogni modo.

La lotta di Leyla Güven è la nostra lotta:

ROMPIAMO L’ISOLAMENTO!

Rete jin

Uiki Onlus

Retekurdistan Italia

ex-combattenti YPG/YPJ

Per adesioni scrivere a entrambi gli indirizzi:

solidarietadonnekurde@gmail.comjin.mediaitalia@gmail.com.

Pubblicato su Uncategorized | Leave a Comment »


Nonviolent Campaign Strategy

Learn how to plan and implement a nonviolent strategy for your campaign

Positive Peace Warrior Network

More People! More Power!! More Progress!!!

The Armchair Theologian

Disestablishmentarianism in the UK, okay?

Fronte Popolare

Organizzazione militante comunista

Quaccheri Medio Olona

Sempre antifascisti: ieri e oggi. Anche domani - creato e gestito dai quaccheri in Italia

Maurizio Benazzi

Resistenza olgiatese - Coalizione civica per l'alternativa - maurizio_benazzi@libero.it

A Friendly Letter

Chuck Fager -- Writer, Editor

ValleOlonaRespira

Basta veleni sul nostro territorio

lessicocristianoblog

Nuova alleanza: usalo come preghiera

Friends in Christ

(Primitive Quakers)

The Postmodern Quaker

An experiment in publishing by George Amoss Jr.

Partito Comunista Italiano Federazione di Varese

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. -- Antonio Gramsci

Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene

A cura del quacchero conservative Maurizio Benazzi

quaccheri e hutteriti in Italia

Io non vi chiamo più servi; perché il servo non sa quel che fa il suo signore; ma voi vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio (Gv 15,15)