Archive for 10 aprile 2019

Meeting Minutes

aprile 10, 2019

Meeting Minutes del 10 – 4- 2019

I WISH

I wish

I could fully see

All that God

Has done for me

David Herr

Il bene è come la pioggia: cade sui buoni e su chi non lo merita.

Giannozzo Pucci

* 1931 muore a New York Kahlil Gibran, poeta libanese

” Onorare è qualcos’altro  che amare : è più incondizionato e comprendente . La cosa principale è cercare e onorare Dio.”

Dietrich Bonhoeffer

Ci fu uno sparuto gruppo universitario che si oppose al nazismo col volantinaggio nella sede universitaria: morirono tutti e sono ricordati oggi come la “Rosa Bianca”: sul nostro sito c’è spazio anche per questi giovani sopratutto cattolici,  coraggiosi e fedeli a Gesù e non al regime.
https://anpimedioolona.wordpress.com/tag/la-rosa-bianca/

Adesione e sostegno alla campagna “Balconi salvagente”

aprile 10, 2019

10.04.2019 – Redazione Italia

Adesione e sostegno alla campagna “Balconi salvagente”

Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo esprime adesione e sostegno alla campagna “Balconi salvagente”.

L’appello dei promotori della campagna

Come scrivono le persone promotrici dell’iniziativa, “Balconi Salvagente” e’ una campagna volta a chiedere la riapertura dei porti e l’accoglienza dei migranti con gesti semplici, richiamando all’impegno civile con piccole azioni concrete, visibili e alla portata di tutti. Appendiamo un salvagente al balcone per dichiarare che non intendiamo essere complici di questa barbarie e perche’ diventi un barcone di salvataggio per tante persone in fuga da guerra e miseria. Un gesto semplice, alla portata di tutti, che ci permette di avere visibilita’, di contarci e quindi di contare. Ci opponiamo alla barbarie dei porti europei chiusi ai migranti: questa decisione dei nostri governi non ci rappresenta. “Non in nome mio”. Non vogliamo essere complici di queste atrocita’, vogliamo invece che l’Europa ritrovi la sua natura accogliente. La pagina Facebook della campagna e’: https://www.facebook.com/balconiSALVAGENTE/Per contatti: balconi.salvagente@gmail.com

Una iniziativa pubblica sabato prossimo

Le persone promotrici stanno anche organizzando un flash-mob a sostegno degli sbarchi dei migranti per la mattina di sabato 13 aprile in alcune citta’ italiane e non solo. Nell’appello specifico per questa iniziativa scrivono: “Ci piacerebbe avervi con noi, quindi vi chiediamo la cortesia di rispondere a questa e-mail per aderire all’evento e avere i dettagli in modo da poter partecipare. Se inoltre ritenete di poter fare da punto di riferimento nella vostra citta’, vi invieremo il materiale e le indicazioni per realizzarlo: bastano 15 persone. Vi ringraziamo per ogni forma di diffusione che riterrete di poter attuare. Per chiedere che l’Europa ritrovi la propria natura accogliente. Per ridare umanita’ a chi fugge da guerra e fame. Per contrastare le false notizie che diffondono la paura dell’altro”. Incontri organizzativi sono gia’ in programma a Bologna, Pisa, Varese, Verona, e si stanno aggiungendo altre citta’.

Le ragioni del nostro sostegno

E’ evidente che – sia in relazione all’esposizione di salvagente sui balconi, sia in riferimento al flash-mob proposto per sabato – si tratta di un’iniziativa di testimonianza; ed è ovvio che per salvare le vite di tante persone innocenti e inermi abbandonate alla violenza dei lager libici e alla morte per annegamento nel Mediterraneo, brutalmente perseguitate e fin schiavizzate in Italia e in Europa, occorrono innanzitutto azioni concrete; ma in questo tragico momento in cui il governo italiano commette mostruosi crimini razzisti, ogni iniziativa che richiama al primo dovere di ogni essere umano, il dovere di salvare le vite, è benvenuta e benedetta.

Aderiamo quindi alla campagna “Balconi salvagente” come abbiamo già aderito a varie altre iniziative di testimonianza nonviolenta (come il “Digiuno di giustizia  in solidarietà coi migranti”, che proprio per oggi, mercoledì 10 aprile 2019, dalle ore 15 alle ore 19, da’ appuntamento in piazza a Roma, davanti a Montecitorio, sede della Camera dei Deputati) ed invitiamo chi ci legge ad aderire e a diffondere la notizia dell’iniziativa.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.

Il razzismo e’ un crimine contro l’umanita’.

Salvare le vite e’ il primo dovere.

Sii tu l’umanita’ come dovrebbe essere.

Per contattare i promotori della campagna “Balconi salvagente” per ulteriori informazioni, richieste di materiale e adesioni, inviare una e-mail a: balconi.salvagente@gmail.com
La pagina facebook della campagna e’: https://www.facebook.com/balconiSALVAGENTE/

Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

 

Ancora su Bonhoeffer..

aprile 10, 2019

DIETRICH BONHOEFFER
(Fulvio Ferrario)

74 anni fa, il 9 aprile 1945, veniva assassinato, nel campo di concentramento di Flossenbürg, Dietrich Bonhoeffer. Egli è divenuto, nel frattempo, non solo un simbolo, ma addirittura un mito. Le ragioni sono numerose.

Anzitutto, l’intreccio tra il suo pensiero e la sua biografia, suggellati dal martirio, ne hanno fatto per le chiese l’occasione (o anche, per usare una parola non bella, ma pertinente) lo strumento, per recuperare credibilità dopo i compromessi e i silenzi che hanno caratterizzato l’epoca dei fascismi. La prosa incisiva di Bonhoeffer accompagna un coraggio personale non comune, frutto della ferrea disciplina spirituale, in parte ereditata dal contesto familiare, in parte coltivata mediante una severa spiritualità, fatta di lettura biblica e preghiere quotidiane, ascesi “laica”, ma molto pronunciata, controllo sui propri sentimenti. E’ persino troppo facile trovare nei suoi scritti, o negli episodi della sua vita, la citazione folgorante per concludere un sermone, l’intuizione suggestiva che mette in moto il pensiero, la parola che commuove. Bonhoeffer è il cristiano che molti vorrebbero essere, l’uomo di chiesa che non teme di sporcarsi le mani con la politica, il pacifista che non si rende schiavo nemmeno dei propri ideali, e prepara un attentato dinamitardo contro Hitler.

Non vorrei criticare superficialmente la mitizzazione di Bonhoeffer, è anche più che dubbio che io abbia, personalmente, le carte in regola per farlo. Anche i miti hanno la loro funzione, nella chiesa e nella società. Non ha torto, però, Alberto Gallas, il maggiore studioso italiano del teologo, cattolico, prematuramente scomparso, quando pone, come epigrafe della sua importante monografia, un passo di Rilke: “…come sono andati a recuperarti nella tua gloria! Appena ieri erano contro di te, fino in fondo, e ora ti frequentano come un loro pari. E portano in giro con sé le tue parole nelle gabbie della loro presunzione e le mostrano nelle piazze e le eccitano un po’, standosene al sicuro”.

In effetti, è facile, oggi, celebrare Bonhoeffer, che ha visto la centralità della “questione ebraica” quando nemmeno Karl Barth, come egli stesso ha riconosciuto, l’aveva fatto; o che ha scritto parole sull’idea di responsabilità che sono fondamentali anche per chi non conosce il suo nome; che è andato incontro alla morte affermando: “E’ la fine. Per me è l’inizio della vita”.
Meno facile è leggere la critica bonhoefferiana nei confronti di un protestantesimo esangue, che utilizza le parole di Lutero sulla salvezza per grazia al fine di sottrarsi all’obbedienza quotidiana ai comandamenti; che straparla di “libertà evangelica” senza sapere che essa nasce dalla disciplina; che celebra la centralità della Bibbia senza una pratica quotidiana di lettura e di meditazione. Una delle costanti nell’opera bonhoefferiana, peraltro ricca di svolte e innovazioni, è la consapevolezza che un cristianesimo, e in particolare un protestantesimo, fatto di consuetudini e di acquisizioni culturali, anche sacrosante, non ha futuro, e nemmeno presente.
Bonhoeffer aveva capito benissimo già negli anni Trenta quello che ad alcuni non è chiaro nemmeno ora, cioè che l’epoca di un protestantesimo nominale, che può permettersi di vivere, o almeno vivacchiare, contando sulla propria grande eredità (che ora, appunto, include Bonhoeffer stesso!) è finita per sempre. Già dal punto di vista sociologico, una minoranza può vivere solo investendo nella propria testimonianza un alto tasso di motivazione.

Dal punto di vista spirituale, poi, la situazione minoritaria costituisce un’occasione: la scarsa rilevanza (o, per quanto riguarda noi, evangelici italiani: l’assoluta irrilevanza) sociologica della chiesa sottolinea che solo la parola della quale essa è, indegnamente, portatrice è rilevante. Ben venga, dunque, anche il mito di Bonhoeffer, se esso contribuisce a ricordarci quel che conta. La nostra testimonianza, oggi, non richiede il sangue: “solo” il tempo per andare al culto, per leggere la Bibbia e per pregare ogni giorno; “solo” i quattrini di una contribuzione che non voglia essere vergognosa (come diceva, un po’ rudemente, ma non senza efficacia, un mio amico: “Gesù Cristo non può valere meno di un cappuccino al giorno”); “solo” la concentrazione spirituale per provare, fallendo, ma ricominciando ogni giorno, ad essere qualcosa come degli aspiranti cristiani. Chi tenta di farlo può, forse, permettersi di emozionarsi per le grandi parole di Bonhoeffer, che non fanno altro che echeggiare quelle della Bibbia. Troppo grandi e troppo alte per noi, forse (cfr. Salmo 131): ma se Dio ce le ha rivolte, siamo autorizzati, “nell’insanabil nostra debolezza”, ad accoglierle.

Fulvio Ferrario professore universitario e ex mio pastore valdese. Un anno solo ho aderito ai calvinisti. Nel 2002…. Per intenderci


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