Archive for 30 Maggio 2019

Meeting Minutes

Maggio 30, 2019
Meeting minutes serale: domani riprende l’invio mattutino
 
“Fare e osare non qualunque cosa, ma la cosa giusta;
 
non restare sospesi nel possibile, ma afferrare arditi il reale;
 
non della fuga dei pensieri, ma nell’azione soltanto è la libertà.
 
L’obbedienza sa cosa è bene,
 
e lo compie,
 
La libertà osa agire, e rimette a Dio il giudizio
 
su ciò che è bene e male.
 
L’obbedienza segue ciecamente,
la libertà ha gli occhi ben aperti.
 
L’obbedienza agisce senza domandare,
la libertà vuole sapere il perché.
 
L’obbedienza ha le mani legate, la libertà è creativa.
 
Nell’obbedienza l’uomo osserva i comandamenti di Dio,
nella libertà l’uomo crea comandamenti nuovi.
 
Nella responsabilità trovano realizzazione entrambe, l’obbedienza è libertà.”
(Dietrich Bonhoeffer)

Posta ricevuta

Maggio 30, 2019
Ciao,
per quanti e quante di voi volessero comunque dedicare la disponibilità che ci avevate fornito ad altri gruppi sempre in sostegno alle persone migranti abbiamo qualche contatto da segnalarvi.
Per quanto riguarda la Grecia:

-un’associazione attiva ad Atene che fa diverse attività nella città per tutti coloro che sono per strada (dai migranti ai senzatetto), dal corso per bambini alla distribuzione di siringhe pulite. Conosciamo una ragazza italiana che collabora con loro ormai da diversi mesi e che da anni è in giro per la rotta, è una degli autori dei due autori del sito/blog: https://lungolarottabalcanica.wordpress.com Qui non danno limiti di tempo, si può stare quando si vuole. Questa è la loro pagina fb: https://www.facebook.com/stepsgr/ e il sito: https://steps.org.gr/en/the-organization.
–  i No name Kitchen che sono attivi a Patrasso, abbiamo collaborato con loro in diverse occasioni, c’è chi si trova più o meno con le loro modalità di lavoro. E’ da un po’ che non abbiamo contatti diretti ma se vi interessa sappiamo chi contattare. https://www.facebook.com/NoNameKitchenBelgrade/
–  La luna di Vasilika che lavora a Diavata con sui siamo in contatto ultimamente, in realtà per l’estate avrebbero già abbastanza volontari ma si può provare a chiedere (le condizioni di ingaggio sono differenti: chiedono un contributo di 15€ al giorno ai volontari). https://www.facebook.com/lalunadivasilika/
Ci sono una marea di altre associazioni in Grecia più o meno valide, queste però sono quelle con cui siamo in contatto.
Bosnia:
– Ipsia lavora nel campo governativo Bira a Bihac dove gestisce il social café, un’area comune di socializzazione e svago per le persone (tutti uomini) del campo che è orribile (un’ex fabbrica abbandonata). Ipsia è la ong di Acli, sono presenti in BiH da anni (anche se non nel campo delle migrazioni) ed hanno il vantaggio di essere più che conosciuti e riconosciuti dalle istituzioni. Sono in cerca di aiuti e hanno bisogno di più forze https://www.facebook.com/ipsia.acli/
– i NNK sono tornati attivi a Velika Kladusa e si occupano di distribuzione cibo, vestiti, materiale vario, raccolta di pushback reports e di una piccola “clinica” di primo soccorso. Sono riusciti ad ottenere la registrazione come associazione in BiH qualche giorno fa! Questa è di certo una buona garanzia, ma la situazione a Kladusa è piuttosto instabile.
Se qualcuna di queste opzioni vi interessasse fateci sapere che vi facciamo da canale di contatto, in ogni caso qualsiasi cosa voi scegliate di fare ci piacerebbe tenerci in contatto!!
Per chi potesse: vi aspettiamo a Verona il 20 giugno nel caso riusciste a raggiungerci per la giornata internazionale del rifugiato. (Ci saranno incontri, musica e cibo).
Serena, Matteo e lo staff OBTI

One Bridge To Idomeni Onlus
CF: 93271360237
c/o Mag Verona, Via Cristofoli 31 A – 37138 – VERONA
www.onebridgetoidomeni.com

Sudafrica: metà dei ministri del nuovo governo sono donne

Maggio 30, 2019

30.05.2019 – Agenzia DIRE

Sudafrica: metà dei ministri del nuovo governo sono donne
Per la prima volta nella storia del Sudafrica, metà dei ministri saranno donne.
Il presidente Cyril Ramaphosa ha annunciato oggi la composizione del nuovo governo, pubblicando poi il video del suo discorso sui social network.
“Per la prima volta nella storia del nostro Paese, la metà dei ministri sono donne – ha dichiarato Ramaphosa – abbiamo inoltre incluso un numero significativo di giovani”.
I 28 ministri entrano in carica dopo la conferma dell’African National Congress (Anc) di Ramaphosa alle ultime elezioni legislative, svoltesi l’8 maggio. Il partito che fu di Nelson Mandela si è riconfermato primo nel Paese, perdendo tuttavia una ventina di seggi.
“Sembra – osserva oggi la testata locale ‘Mail&Guardian’- che, rompendo con la tradizione, il gabinetto presidenziale abbia seguito un processo consultivo approfondito, descritto come inedito rispetto a quelli tenuti dai presidenti dell’Anc”.

Anti-occupation coalition grows stronger in the face of Israeli military violence

Maggio 30, 2019

30.05.2019 – Waging Nonviolence

Anti-occupation coalition grows stronger in the face of Israeli military violence
Activists were arrested by the Israeli Defense Forces on May 3 (Image by All That’s Left/Sam Fine vía Waging Nonviolence)

When diaspora Jews and those living in Israel join with Palestinians, they forge a more powerful and just movement to end the occupation.

I watched the Israeli Defense Forces throw several stun grenades — one right after the other — deep into a crowd of my friends earlier this month. I saw people dear to me get choked by soldiers, thrown forcefully onto the ground and dragged away by their limbs. Following this, the army arrested 17 people — including many Jewish activists from around the world, two Palestinian journalists and three Palestinian residents from the area.

The crime? Presumably, the IDF’s harsh punishment would be because our protest turned violent. However, we were steadfastly nonviolent. We were simply fixing a dirt road that would enable Palestinians in the area to access food, water and basic supplies.

The IDF’s behavior in this situation is sadly not shocking nor inconceivable, but to see it up close with my own eyes was deeply unsettling and upsetting.

The rehabilitation of this road was planned by a broad coalition of groups. Palestinians from the South Hebron Hills assembled a wide array of Palestinian partners. Meanwhile, the anti-occupation collective All That’s Left organized diaspora Jews based in Israel-Palestine, and the Center for Jewish Nonviolence brought 40 North American Jews to the action as part of a nine-day delegation to Israel-Palestine to learn about the occupation.

In my own activist community in Israel-Palestine — which is the collective All That’s Left — we bring Jews together who are unequivocally committed to ending the occupation and building the diaspora angle of resistance. We leverage our position and privilege as diaspora Jews living in Israel-Palestine to bring more people into our cause, take part in educational activities, and engage in nonviolent activism in collaboration with our Palestinian and Jewish-Israeli partners. We grant diaspora Jews accessibility to what’s happening in Israel-Palestine and to other anti-occupation activism, which can be daunting given that neither Arabic, Hebrew, nor cultural competency come naturally.

We were founded in 2012 in Israel-Palestine by diaspora Jewish activists to create a coalition that includes people with different stances on Zionism and what the solutions to the conflict should be. We are all equal members of a community that seeks to work alongside those fighting the occupation on the ground. We do this work with an intentional effort to minimize hierarchy among ourselves. We also work with and learn from our Palestinian partners, whose leadership in the struggle is essential.

All That’s Left, delegations from the Center for Jewish Nonviolence, and other groups made up of international activists demonstrate the growing coalition of Jews who originate outside of Israel and are hungry to fight for what they know is right. They come with different knowledge and perspectives, and they want — and need — to connect to each other.

Like many of my American-Jewish peers, I grew up being told that Israel was a home for me. In my case, it actually became one. The sabbatical year my family spent in Israel was life-defining. I have joyful memories from my childhood of living in Jerusalem every summer, and Israel’s centrality was reinforced over and over again during summer camp and my day school education. These childhood lessons contributed to my decision to move to and live in Jerusalem at this point in my life.

Similarly, my rearing was heightened with lessons of social justice — of standing up and fighting for what was right and rejecting what was wrong. I knew the sting of xenophobia, anti-Semitism and otherness, and so I must work to ensure that no one else ever feels it.

But this connection to Israel and my understanding of justice are hard to reconcile. During our action to repair the road on May 3, cognitive dissonance abounded, but I did what I could to remain focused on the plain and present reality of the moment — no matter how disturbing it might be.

Along with our Palestinian partners in the villages of Susiya, Umm Al-Khair, A-Tuwani and elsewhere, we watched in anger as the IDF demolished homes in Area C — a part of the West Bank that’s under Israeli military control — and violently responded to our simple attempts at filling in potholes.

Nevertheless, we will continue to bear witness to these hateful acts. We will livestream, post pictures, tweet, hashtag and enact every nonviolent action we can think of — however big or small — so that those who can’t be there alongside us can also see the cruelty.

We refuse to stand idly by as the Palestinians we live alongside face ongoing violence, and we will use our bodies and the privileges they carry to do all we can to defend them. These are the same people who welcome us into their villages and homes. They make us tea, feed us pita and laugh with us while we work with them to rehabilitate their homes.

When Jews living in the diaspora and those living in Israel come together, we make a formidable force. When groups like All That’s Left, the Center for Jewish Nonviolence, and other groups from abroad work in collaboration with each other, both our Judaism and our activism are strengthened. And when we work under the guidance of our Palestinian partners — with whom we have been able to cultivate longstanding relationships — we forge a more powerful and just movement.

There’s an importance in cultivating relationships with each other. After the army violently evacuated us, we went to a nearby village where our partners live in the South Hebron Hills. Activists from the Center for Jewish Nonviolence and All That’s Left were intermixing, sharing food and stories. People used to this common violence shared their coping tactics and their trauma with newcomers who were processing what had just happened. Though all were upset, shaken and angry, there was genuine camaraderie born from difficulty.

The army may have tried to halt our work, and our collaboration, but our partnership began long before and will assuredly continue long after.

 The original article can be found on our partner’s website here


Yolanda - "Det här är mitt privata krig"

Kreativ text, annorlundaskap, dikter, bipolaritet, Aspergers syndrom, samhällsdebatt

Pioniroj de Esperanto

esplori la pasinton por antaŭenrigardi = esplorare il passato per guardare avanti

Haoyan Do

stories about English language and people in Asian communities in America and in Asia.

Il Blog di Roberto Iovacchini

Prima leggo, poi scrivo.

Luciana Amato

Parole e disincanto

friulimosaicodilingue

*più lingue conosci più vali*

Acquistaditutto.com

acquistionline,venditeonline,sport,casa,smartwatch,smartphone,iPhone,integratori,cucina,motori,pizza,pasta,

Giornalista Indipendente

Riproduzione Riservata - Testata Giornalistica n.168 del 20.10.2017

Nonapritequelforno

Se hai un problema, aggiungi cioccolato.

among Friends

the blog of four Quakers

Medicina, Cultura, e Legge

Articoli su Medicina, Legge e Diritto, ma anche Aforismi, Riflessioni, e Poesie. Autore: Stefano Ligorio

Quaker Scot

Occasional thoughts from Troon and beyond

Gioia per i libri

Recensioni - Poesie - Aforismi

Manuel Chiacchiararelli

Scrittore, Fotografo, Guida Naturalistica, Girovago / Writer, Photographer, Naturalist Guide, Wanderer

Pensieri spelacchiati

Un piccolo giro nel mio mondo spelacchiato.