Archive for 16 giugno 2019

Meeting Minutes

giugno 16, 2019
PEACE
I will find
Peace today
If I pause
And quietly pray
David Herr
 
 
* 1966 Sudafrica . Massacro di Soweto
 
* SS Trinità (cattolici)
 
* Pente oste (ortodossi)
 
 
“Il desiderio Di voler essere noi stessi ogni cosa è falsa di superbia. Anche ciò per cui ringraziamo altri ci appartiene ed è un pezzo della nostra vita.”
 
Dietrich Bonhoeffer
 
 
Davide Melodia
ARCOBALENO DI PACE
 
Tace.
Di fronte ai massacri,
alle angosce, alle paure,
alle fatiche atroci
delle marce forzate
e senza speranza,
di fronte al mancato asilo,
al mancato ascolto,
all abbrutimento del profugo,
del perseguitato,
alla disumanizzazione
di torturatori e torturati,
alle atrocità tutte
della guerra
il vile, l’ indifferente, l’ egoista,
tace,
e la guerra impazza.
 
 
L amante segreto della violenza,
in prima persona,
o in diretta televisiva,
tace ma esulta,
nutrendo le sue pulsioni
di morte.
E la guerra impazza.
 
 
Colpevoli o innocenti,
sotto la mannaia del boia
o della bomba pseudo intelligente,
cadono a migliaia in un sospiro
di odio e di dolore
perdendo a un tempo l’ appuntamento
con il presente ed il futuro
e Dio.
 
.
Uomini e donne, vecchi e bambini,
creati per vivere,
incontrano,
improvvisamente,
la morte.
 
 
Colpevoli son quelli
che la guerra l’ hanno scatenata,
dopo lungo lasso di tempo dedicato
a coltivare inimicizia e rancore
fra la gente.
 
 
Innocenti pure non sono
coloro che alla violenza rispondono
con pari violenza,
sì facendo ponendosi
sullo stesso piano
degli aggressori.
E sì facendo, tutti,
dei fabbricanti d armi
ingrossano le borse,
e tragicamente ingrassano
la terra dei campi minati.
 
 
La guerra è come un uragano
che esplode con potenza immane
su uomini e cose,
e fra i sopravvissuti libera
la violenza delle passioni
e delle azioni.
 
 
La pace, per converso,
assomiglia all arcobaleno
dopo la tempesta,
laddove e quando,
pei buoni uffici di gente
di buona volontà,
la guerra cessa.
 
 
Brillano allora,
nello spettro arcuato,
i colori dell iride di pace,
il bianco
per la Fede rinnovata nell umanità,
il verde
per la rinata Speranza,
il rosso
per il ritrovato Amore.
 
 
Chi ci impedisce
di far parte di quella schiera
di esseri umani
che pongono fine
alla violenza,
che s interpongono
fra l’ uno e l’ altro combattente,
che l’ uno e l’ altro invitano
ad una tavola rotonda,
sotto l’ arcobaleno,
in vista della Riconciliazione ?
 
 
E guerra e pace
sono proiezione
della volontà umana.
Sta a noi la scelta.
 
( Verbania, 29 marzo 1999 )
 
Parole di un vegliardo,
già guerriero mediocre,
quindi prigioniero di guerra
per sei lunghi anni,
e infine,
per amore,
per sempre,
predicatore nonviolento
di Pace.

Honduras: Fuori J.O. Hernandez! Il grido unanime del popolo

giugno 16, 2019

14.06.2019 – Redacción Ecuador

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Honduras: Fuori J.O. Hernandez! Il grido unanime del popolo

Nel programma radiofonico Pressenza Internacional En la Oreja , abbiamo parlato con Padre Ismael Melo, direttore di Radio Progreso, in Honduras. Offriamo ai nostri lettori la trascrizione dell’intervista.

L’audio dell’intervista (in spagnolo)

Vai al download

Qual è l’atmosfera in Honduras?

Viviamo in un ambiente in ebollizione, è tutto sottosopra, assolutamente tutto. Lo scoppio di manifestazioni diverse settimane fa sulla difesa della salute e l’istruzione, guidate dai sindacati e i lavoratori della sanità e istruzione, formate su ciò che loro chiamano piattaforme per la difesa della salute e dell’istruzione, ha sollevato tutto il malessere compresso negli ultimi mesi da ampi settori sociali dell’Honduras.
In fondo, ciò che accade è che nessuna delle richieste sociali si limita alla questione sociale o salariale o a qualsiasi richiesta specifica perché, in realtà, la base di tutto sta nel malessere e nel profondo ripudio dell’attuale amministrazione guidata da una vera e propria mafia criminale e di narcotrafficanti. Quindi, ogni tipo di domanda sociale porta inevitabilmente alla lotta politica per l’uscita di Juan Orlando Hernandez dal potere.

Il grande problema dell’Honduras al momento è la struttura criminale che guida lo stato honduregno di cui Juan Orlando Hernandez è il leader. Tutte le lotte sono finalizzate alla caduta della dittatura di Juan Orlando Hernandez e finché la questione non è risolta, l’Honduras si troverà in una situazione di profonda instabilità.

 

Ricordiamo ai nostri lettori le ragioni per cui sempre più honduregni non esitano a chiamare dittatore Juan Orlando Hernandez.
Le ragioni sono molto chiare. In primo luogo, nelle elezioni del 2017, al di là di ogni tipo di conteggio, Juan Orlando Hernandez è stato dichiarato presidente dell’Honduras, quando era accompagnato da una terribile ed evidente frode elettorale. In secondo luogo, Juan Orlando Hernandez si è candidato alla presidenza della repubblica fregandosene della Costituzione, che stabilisce che in nessun caso una persona che è stata presidente può essere presidente per la seconda volta. Si tratta quindi di una rielezione basata sull’incostituzionalità.
Inoltre, Juan Orlando Hernandez viene da un processo decennale di costruzione di una dittatura nel quadro di un colpo di stato ancora in vigore, 10 anni dopo il colpo di stato del 18 giugno 2009, ha ancora tutte le caratteristiche di un progetto autoritario basato sull’arbitrarietà e sulla militarizzazione della società. In Honduras, qualsiasi tipo di reclamo, qualsiasi tipo di protesta ha una risposta militare, non solo con gas lacrimogeni, ma anche con proiettili vivi.
Per tutto questo, per la stragrande maggioranza della società honduregna questa è una dittatura: è un governo illegale, fraudolento, illegittimo, usurpatore del potere della popolazione espresso nelle urne elettorali.

 

Un aspetto non trascurabile di questa situazione è la persecuzione dei giornalisti. Lei stesso è stato vittima di questa persecuzione. Cosa ci può dire a riguardo?
Il progetto autoritario presieduto da Juan Orlando Hernández, un progetto di narcotraffico e criminale, si esprime anche nel controllo dei media, nella persecuzione e minaccia in molti modi diversi dei media che non vanno nella direzione di dare legittimità al loro progetto. Questo si è espresso nell’approvazione di un nuovo codice penale in cui non solo la libertà di espressione è criminalizzata, ma anche i media e i social network che possono mettere in discussione l’autorità. Chiudere la libertà di espressione è il segno massimo di questo progetto dittatoriale che ha infranto lo Stato di diritto e ha lasciato realmente indifesa la stragrande maggioranza della popolazione honduregna.

 

La forza e la solidarietà della mobilitazione sociale honduregna è un esempio per il continente. Qual è il suo giudizio?

Infatti, c’è uno sviluppo dell’organizzazione e della fiducia. Ma c’è ancora molta strada da fare. In primo luogo, perché il potere di Juan Orlando Hernandez è ancora molto grande. E’ vero che c’è una certa breccia nelle Forze Armate e anche nella Polizia Nazionale, ma il presidente ha ancora la lealtà di queste forze perché devono proteggersi a vicenda dalle questioni della criminalità e del traffico di droga.
I progressi sono stati fatti, ma c’è ancora molta strada da fare per rafforzare la fiducia in noi, sviluppare e consolidare organizzazioni che possono portare a un unico obiettivo: la fine della dittatura.
Un segnale importante è che alcuni settori dell’economia honduregna hanno preso le distanze dal regime e hanno manifestato pubblicamente contro di esso. La Conferenza Episcopale dell’Honduras, che ha svolto un ruolo importante, si è pronunciata con fermezza. Così, a poco a poco, la dittatura è messa alle strette e i suoi giorni sono contati.

 

E il processo di articolazione politica e di unità, come lo valuta?

L’articolazione si svolge intorno all’uscita dal potere di Juan Orlando Hernandez con la sua struttura criminale. E’ vero che tra due anni e mezzo ci sono le elezioni, ma in questo momento il problema non è quello delle elezioni. Dobbiamo uscire dalla dittatura e proporre un periodo di transizione che riporti all’ordine costituzionale. Al momento stiamo lavorando sodo sull’articolazione per raggiungere tale obiettivo.


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