Archive for 19 giugno 2019

Come l’home sharing ha trasformato le città

giugno 19, 2019

18.06.2019 – Italia che Cambia

Come l’home sharing ha trasformato le città

La sharing economy è un tema fondamentale nella trasformazione sociale ed economica delle nostre società. La particolarità dell’home sharing però riguarda il suo effetto sulle città, con lo svuotamento dei quartieri da parte dei residenti e la conseguente chiusura di negozi locali. Ecco l’analisi di Openpolis.

Il fenomeno dell’home sharing è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni modificando il modo di viaggiare di milioni di persone. La diffusione di questo nuovo modo di affittare abitazioni però ha un impatto significativo sulle città. Il numero di abitazioni presenti sul mercato per i residenti infatti si riduce e i prezzi aumentano incentivando fenomeni di gentrificazione dei quartieri e delle principali mete turistiche.

Analizzare il fenomeno dell’home sharing con i dati

Il principale sito di home sharing è AirBnb con oltre 6 milioni di inserzioni in 191 paesi. Il sito però non rilascia dati pubblicamente e quindi per analizzare il fenomeno degli affitti brevi e la loro diffusione tramite questa piattaforma è necessario ricorrere ad altri metodi.

Inside Airbnb è un portale nato proprio per diffondere pubblicamente questi dati, in modo che possano essere utilizzati per fare analisi sia da parte di privati che, a maggior ragione, da parte delle amministrazioni pubbliche che vogliono regolamentare la materia. Sul sito oltre a scaricare i dati, possono essere trovati report molto interessanti su diverse città turistiche. Da segnalare l’approfondimento del 2017 curato dal fondatore del sito su New York, la città dove abita, e l’aggiornamento all’anno successivo. Rispetto all’Italia, di particolare interesse è il Bollettino Venezia, curato da Alice Corona e aggiornato mensilmente.

Chi è Murray Cox – Il creatore di InsideAirbnb

Inside AirBnb è stato fondato da Murray Cox, vice presidente di una startup tecnologica, che si occupa del sito per passione. Un articolo di Bloomberg ci racconta meglio questa figura, i suoi rapporti con alcune municipalità, a cui fornisce i dati necessari a studiare il fenomeno ed elaborare politiche pubbliche, e soprattutto con Airbnb, tra diffidenza e difficili tentativi di dialogo.

L’airificazione delle città

Se le comuni piattaforme della sharing economy incidono sulle dinamiche sociali ed economiche, la particolarità di AirBnb è l’effetto ulteriore che produce sulle città. Aumento dei prezzi delle abitazioni e il conseguente svuotamento dei quartieri storici da parte dei residenti sono fenomeni che, nelle principali mete turistiche italiane, sono iniziati ben prima dell’avvento dell’home sharing.

Un problema quindi che non nasce con Airbnb ma che si alimenta grazie alla facilità del mezzo, esacerbandone effetti e criticità. Tutti questi temi sono stati affrontati dal Laboratorio Dati Economici Storici Territoriali dell’Università di Siena in uno studio dal titolo “The airification of cities”.

L’argomento che il turismo di massa incentivi un modello di sviluppo squilibrato per il territorio, oltre che materia di ricerca accademica, è un tema tipico di vari movimenti di base e lotta per la casa. Non a caso una delle città dove la protesta contro Airbnb è stata più forte è Barcellona, il cui sindaco proviene proprio da questi movimenti.

Airbnb e il fisco

Dal punto di vista del decisore pubblico sono principalmente due i temi da considerare quando si tratta di home sharing. Da un lato l’effetto sulle città, dall’altro la questione fiscale. Il managment di Airbnb si è sempre detto disposto ad affrontare positivamente il tema, tuttavia quando delle città o dei governi hanno tentato di regolamentare la materia della tassazione si sono spesso trovati ad affrontare l’opposizione del colosso tecnologico nelle aule di tribunale. The Wired ha dedicato un articolo ricostruendo lo scontro tra Airbnb e varie amministrazioni locali degli Stati Uniti.

In Italia nel 2017 il governo Gentiloni ha provato a disciplinare la materia prevedendo la cedolare secca per gli affitti di durata inferiore a 30 giorni (dl. 50/2017). Anche in questo caso però Airbnb ha fatto ricorso e ne è nato un lungo contenzioso arrivato fino al Tar del Lazio che però, a febbraio, ha respinto il ricorso della piattaforma.

L’home sharing in versione cooperativa

Nel mondo della sharing economy esistono però anche realtà che cercano di offrire alternative cooperative alle pratiche estrattive dei colossi che attualmente dominano il mercato. Nel settore del home sharing un esempio è quello di FairBnb.

Si tratta di una cooperativa su piattaforma che vuole offrire un servizio di affitto a breve termine alternativo a Airbnb, per contrastare gli effetti negativi del turismo peer-to-peer e ridirigere parte del plusvalore che esso genera direttamente a vantaggio delle comunità che lo ospitano.

 

 

Trump’s Promise to LGBTQ Community?

giugno 19, 2019

19.06.2019 – Pressenza New York

Trump’s Promise to LGBTQ Community?
LGBT protest at the Trump Hotel (Image by Joe Flood /Flickr CC)

By David Breitkopf

Donald Trump’s progressive record in office is—let’s just say—wanting. But his supporters are quick to point out his support of the LGBTQ community as one instance where he has come down on the right (or left) side of the ledger.

It is true that during the 2016 campaign, Trump came out in opposition to the controversial North Carolina law that required transgender people to us bathrooms that match the sex indicated on their birth certificate. And in an unprecedented pronouncement for a Republican candidate, Trump came out firmly for Gay rights during his GOP convention speech.

But what did Trump actually say during that otherwise grim speech? A YouTube search returns us to that epic moment: After reading off a teleprompter a litany of terrorist attacks in the United States starting with 9/11, he noted that “only a few weeks ago in Orlando, Florida 49 wonderful Americans were savagely murdered by an Islamic Terrorist. This time the terrorists target: LGBTQ community. No good. And we’re going to stop it.” That was the Pulse nightclub massacre, in which an American-born man of Afghan decent went on a rampage in retaliation apparently for American intervention in Iraq and Syria.

Trump then made his big promise: “As your president, I will do everything in my power to protect our LGBTQ citizens from the violence and oppression of a hateful foreign ideology.” The crowd roared its approval.

Yes, Trump explicitly promised to protect the LGBTQ community from a foreign ideology. There is nothing in that speech about protecting the community domestically. On that front, the Trump Administration has been abysmal, frequently subjecting the LGBTQ community to its oppressive and hateful ideology.

From the beginning of Trump’s tenure, his administration has shaved off numerous rights of the LGBTQ community on an almost monthly basis.

Just one month in, Trump’s Departments of Justice and Education withdrew its landmark 2016 guidance explaining how schools must protect transgender students under the federal Title IX law—based on the very same North Carolina law Trump had come out against during the campaign. A few months later the Justice Department under Attorney General Jeff Sessions completed the bait and switch, withdrawing its lawsuit challenging North Carolina’s anti-transgender law.

This month, on the fiftieth anniversary of the Stonewall Riots, the Trump Administration parsimoniously denied requests by various U.S. Embassies to fly the Rainbow Flag in support of the LGBTQ community—a wholly symbolic gesture. But many of the administration’s anti-LGBTQ actions have had real and negative consequences for gay and transgender people.

This past May alone, The Department of Health and Human Services published a final rule permitting hospital officials, staff, and insurance companies to deny care to patients, including transgender patients, based on the health provider’s religious or moral beliefs.

The Department of Housing and Urban Development (HUD) announced a plan to gut regulations prohibiting discrimination against transgender people in HUD-funded homeless shelters. The National Center for Transgender Equality has a page dedicated to the Trump Administration’s long and repugnant list of discriminatory actions against the LGBTQ community.

As for his stated promise that he would protect the community from a hateful foreign ideology, that too seems to have been nothing more than a line read off of a teleprompter.

Last February, Rick Grenell, the American Ambassador to Germany, and the highest ranking gay official in the Trump Administration, announced a U.S. campaign to decriminalize homosexuality globally.

The German Embassy’s statement on its Website said that “decriminalizing homosexuality is a priority for Mission Germany and the entire U.S. government. There are over 70 countries where LGBTI individuals face violence and arrest for simply being who they are. This is unacceptable. No one should have to live in fear of incarceration or physical harm for being LGBTI. This is not a left versus right issue, or a religious versus secular issue. This is a human issue.”

When asked about this new initiative back in February, Trump seemed to be unaware of his government’s global campaign. This month, though, he tweeted favorably for this initiative, yet there has been no substantive measures taken since February. The White House did not return a request for comment by publication time.

Diana Flynn, the litigation director of Lambda Legal, said to Yahoo News this week, that “Nobody in the LGBT community who’s felt the force of [Trump’s] efforts to marginalize them and promote discrimination against them is going to be fooled by those hollow words.”

It is mystifying to me how an administration can “launch” a moral campaign on a global scale, but in the next breath deny its own embassies the purely symbolic gesture of flying the Rainbow Flag this month on the 50th Anniversary of the Stonewall Riots. You would think the campaign would begin at home with a good example. Perhaps it should. Instead of announcing this purely symbolic and empty gesture of decriminalizing homosexuality beyond America’s borders, the Trump Administration should start by ending discriminatory measures within its own government.


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