Archive for 9 luglio 2019

Continuazione del la crisi religiosa di George Fox

luglio 9, 2019

(continua, IL CAPITOLO “CRISI RELIGIOSA DI GEORGE FOX))

Quando G. Fox ebbe fatta l’esperienza fondamentale della sua vita, quella della “Luce interiore”, cioè dell’immanenza del divino nell’anima di ogni uomo, la sua vita fu trasformata: egli divenne, con frase di Wordsword, “uno spirito dedicato”. La sua bibliografia, nel periodo dal 1647-49, anni della sua “illuminazione”, al 1690, ultimo della sua vita terrena, può chiedere in due parole: apostolato e prigionia: entrambi nella serenità e nella gioia.

Quella che era stata più di venti secoli prima l’intuizione della conciliazione degli opposti del grande Eraclito di Efeso, quando scriveva: “Dio è giorno e notte, inverno ed estate, guerra e pace, abbondanza e penuria; come in noi abita la stessa cosa che è vita e morte, veglia e sonno, gioventù e vecchiaia: e la maggior parte della realtà divina sfugge alla nostra conoscenza soltanto a causa della nostra incredulità. Gli uomini non sanno quanto ciò che è diverso sia in armonia”. Quella che era stata due secoli prima l’esperienza del cardinale di Cues (il Cusano, arcivescovo di Bressanone), cioè che il pensiero  razionale, sottoposto al principio di contraddizione, è inetto ad approssimarsi a quella “conciliazione degli opposti” cioè dei terribili contrasti della vita e dell’esistenza , che è l’unità sintetica vivente dell’Universo; che solo la “intelligentia”, l’intuizione morale e religiosa, “ratio” , e ritrovare l’unità e la ragione sufficiente del mondo e della vita umana – questa stessa fu l’esperienza fondamentale dell’incolto giovane calzolaio, puro di cuore: e anch’egli pronunziò allora il suo “Everlasting Yea”; il suo “Eterno sì”: e si riconciliò con la vita.

“Vidi che, se vi era un oceano di tenebre e di morte, vi era anche un oceano di luce e di amore che si estendeva su di esso. E vidi l’immensità e la bellezza della mia missione: strappare gli uomini alle loro chiese e ai culti umani, verso il culto in spirito e verità: condurli a quella luce interiore che indicherebbe loro la strada che mena a Dio”.

 

Segue la INTUIZIONE RELIGIOSA DI GEORGE FOX nel prossimo sottocapitolo,

Meeting Minutes

luglio 9, 2019

Meeting Minutes del 9 luglio 2019: speciale Caroline Stephen

Perché così dice il Signore alla casa d’Israele: «Cercatemi e vivrete» (Amos 5,4)

Nessuno può farvi sentire inferiori senza il vostro consenso.

Eleonor Roossevelt

* 1977 Muore Alice Paul, fautrice di lotte nonviolente per i diritti delle donne.

* 2002 Nasce l’Unione Africana

* 2011 Il Sud Sudan è indipendente.

* Anniversario  del martirio del Bab  (baha’i)

* 1867  muore a Parigi  François Ponsard, drammaturgo francese

“L’ubbidienza ha le mani legate, la libertà è creatrice.”

Dietrich Bonhoffer

Punti fermi quaccheri, del 1890 di Caroline Stephen

 

Alcune pagine da Quakers strongholds ( Punti fermi quaccheri, del 1890) di Caroline Stephen, che entrò tra gli Amici nel 1872 Il Padre, era professore di storia a Cambridge, e il fratello di questi, Leslie, scrittore, di, padre di Virginia Woof, nipote dunque di Caroline.

 

Ho già menzionato lo specifico che sta alla radice di tutto il resto: e cioè le nostre convinzioni riguardo alla natura del vero ministero dell’ Evangelo, come chiamata accordata a uomini, donne, vecchi e giovani, colti o incolti, concessa direttamente dall’alto, non conferita da alcuna umana autorità, o acquistata per denaro, esercitata sotto l’unica e immediata guida dell’unico maestro, l’unico capo della chiesa, Cristo il Signore. Come conseguenza di questo pensiero, gli Amici, come è risaputo, hanno rifiutato di pagare le decime come questione di coscienza, o di contribuire in qualunque modo al mantenimento di un ministro pagato, o di altri servizi previsti dalla Chiesa stabilita.

Strettamente connessa con queste idee sul ministero è la nostra testimonianza contro l’osservanza di ogni rito religioso o di qualunque cerimonia. Né battezzare con acqua, né spezzare il pane e bere il vino, sono riconosciuti da noi come istituzioni ordinate da Dio cui sentirci obbligati in modo permanente, e nessuna di queste cerimonie è praticata da noi [16-17].

L’unico fondamento della fede su cui è costruita la Società degli Amici è la convinzione che Dio comunica veramente con ognuno degli spiriti che egli ha creato, in una diretta e viva trasmissione in noi del respiro della sua vita, a ciascuno secondo la propria misura ; che egli lascia sempre un testimone di se stesso nel cuore e nell’ambiente dell’uomo; e che per ascoltare chiaramente la voce divina che ci parla abbiamo bisogno di essere in quiete; di essere soli con lui nel luogo segreto della sua presenza, in modo che tutta la carne taccia di fronte a lui [20].

Quando erano interrogati sulla realtà e la natura della luce interiore, gli Amici delle origini erano abituati a rispondere chiedendo a loro volta a quelli che li interrogavano se non sentissero qualche volta dentro di loro qualcosa che mostrasse loro i propri peccati; e li assicuravano che questa stessa potenza che aveva reso manifesti i loro peccati, e che perciò era vera luce, li avrebbe anche condotti fuori dal peccato se solo fosse stata assecondata. Questa assicurazione, che la luce che rivela è anche la potenza che guarisce dal peccato, era il vangelo di George Fox. Questa potenza fu da lui descritta in molti modi. Il Cristo interiore, la speranza di gloria; la luce, la vita, lo Spirito e la grazia di Cristo; il Seme, la nuova nascita, la potenza di Dio fino alla salvezza, e molte altre espressioni simili, fluivano in torrenti di

sincera eloquenza . «Rivolgere le persone verso la luce interiore», «dirigerli verso il Cristo, loro libero Maestro», questo era l’impegno quotidiano di George Fox [21-22].

La perenne giustificazione del quaccherismo consiste nella sua energica affermazione che il regno dei cieli è dentro di noi; che noi non dipendiamo da alcuna organizzazione esteriore per quanto riguarda il nostro benessere spirituale. La sua perenne difficoltà giace nell’inveterata disposizione degli esseri umani a guardarsi l’un l’altro in cerca di aiuto spirituale, nella debolezza della loro percezione di quella voce divina che parla a ciascuno in un linguaggio che nessun altro orecchio può udire, e nell’ apatia che si appaga di attraversare la vita senza tentare alcuna autentica comunione individuale con Dio [24].

Io credo che la dottrina di Fox e Barclay (per esempio, brevemente, che la«Parola di Dio» sia Cristo, non la Bibbia, e che le Scritture sono profittevoli nella misura in cui sono lette nello stesso spirito in cui furono scritte) sia stata un valido contrappeso alla tendenza delle altre sette protestanti a trasferire l’idea dell’infallibilità dalla Chiesa alla Bibbia. Niente, io credo, può insegnarci veramente la natura e il significato dell’ispirazione se non la personale esperienza di questa. La dottrina cardinale del quaccherismo è che noi tutti possiamo avere un’esperienza di questo tipo, pur che si presti attenzione alle divine influenze presenti nei nostri cuori. Che questa fede, onestamente praticata, si manifesti nella domestica e solida, forse troppo sobria moralità del tipico quotidiano quacchero, o ci faccia approdare nel mistico fervore di Isaac Penington, o nell’impegno apostolico di John Woolman o di Stephen Grellet dipende fondamentalmente dal nostro temperamento naturale e da speciali doni [28-29].

Mi sembra che nient’altro che il silenzio possa guarire le ferite arrecate dai conflitti nelle regioni dell’invisibile. Nessun aiuto esterno si è comunque mai rivelato alla mia esperienza così opportuno ed efficace come l’abitudine di riunirsi in un rito pubblico in silenzio.

Fui dapprima attratta da questo tipo di culto perché non mi impegnava in niente, e al tempo stesso mi lasciava indisturbata nella ricerca di aiuto nella maniera da me desiderata. Ma ben presto cominciai a diventare consapevole che i continui e prolungati silenzi avevano un effetto molto più diretto e potente di quanto pensassi. Quei momenti cominciarono ben presto ad esercitare il loro effetto: stranamente mi sentivo più dolce e disposta a sottomettermi. Di solito, dopo un po’ di tempo, scendeva su di me un profondo senso di timore reverenziale: stavamo seduti insieme e aspettavamo. Che cosa? Nel mio cuore, che comunicava con altri cuori, sapevo nel nome di chi ci incontravamo, e sapevo chi veramente era presente tra di noi. Prima non mi aveva mai rivelato la sua influenza con tanta potenza quanto accadeva va in quelle assemblee tranquille.

La pratica dell’attesa silenziosa della presenza invisibile determinava un altro risultato: una disponibilità particolarmente viva a ricevere volentieri ogni parola di chi parlasse «in quanto discepolo». Le parole pronunciate erano spesso deboli e sempre inadeguate (come devono esserlo tutte le parole in relazione alle cose divine), qualche volta persino completamente irrilevanti in rapporto ai miei bisogni individuali, anche se talvolta potevano risultare di grande efficacia e aiuto; ma, dal momento che venivano dopo lunghi silenzi come rugiada caduta su un terreno assetato, esse risultavano molto più profonde, e venivano ricevute da un terreno molto meno spinoso di quanto non capitasse con le parole che avevo sentito dal pulpito.

Nelle riunioni degli Amici, per il fatto che ognuno è libero di parlare, si possono inoltre percepire armonie e corrispondenze tra espressioni molto varie, in una misura impossibile altrove. Talvolta è come ascoltare diverse parti cantate, invece di un unisono. La libera ammissione del ministero delle donne, arricchisce certamente questa armonia. Mi sono spesso chiesta se alcuni dei consigli materni che ho ascoltato nelle nostre assemblee non avessero raggiunto alcuni cuori che potevano essere chiusi al predicatore maschio [54-56].

Ma non è solamente il momentaneo effetto come aiuto nel culto pubblico a costituire l’importanza del silenzio nella stima dei quaccheri. Il silenzio che noi valorizziamo non è semplicemente il silenzio esterno delle labbra. E’ una profonda tranquillità del cuore e della mente, un mettere da parte tutte le preoccupazioni per le cose effimere, sì, perfino l’attività delle nostre menti; un risoluto fissare il cuore a ciò che è immodificabile ed eterno. Questo «silenzio di tutta la carne» ci appare una preparazione essenziale ad ogni atto di vero culto. Noi crediamo anche che sia la condizione essenziale per ogni illuminazione interiore. «Rimani in silenzio nella luce», dice George Fox, con continuità, e allora viene la forza, la pace e la vittoria e la liberazione e tutte le altre buone cose. «Rimani in silenzio, e riconosci che io sono Dio» [56-57].

La parola «preghiera» può, è vero, essere usata nel senso ristretto di una richiesta; ma in questo caso occorre riconoscere chiaramente e tenere in mente che la richiesta non è che una parte, la più bassa e la meno essenziale, dell’adorazione o comunione con Dio.

Possiamo parlare della preghiera correttamente e saggiamente in un senso più ampio, non come richiesta, ma come comunione, come il respiro della nostra vita spirituale, come la potenza attraverso cui la vita è trasfigurata, e a cui tutte le cose sono possibili. Ma questa distinzione tra richiesta e comunione non è solitamente presa in considerazione da quelli che scrivono e parlano di preghiera, e perfino da quelli che la praticano. Mi sembra che molti cristiani anche di profonda esperienza usino tutta la loro energia per incoraggiare e stimolare soprattutto quella parte di preghiera sicuramente legata per la maggior parte a ciò che è puramente umano e carnale, piuttosto che mettere in primo piano quella parte più nobile a cui questa parte più bassa non dovrebbe essere che un innocente e naturale preludio [73-74].

Si può dire che il nostro ministero sia libero in molti significati distinti:

  1. E’ aperto a tutti.
  2. Il suo esercizio non è sottoposto ad alcuna disposizione preventiva.
  3. Non è pagato [91].

Altri gruppi di cristiani hanno riconosciuto fin dagli inizi una distinzione tra il clero e i laici, e hanno considerato almeno due sacramenti come direttamente istituiti da Cristo, e quindi in qualche modo «necessari alla salvezza»; e la maggior parte di questi gruppi, e comunque quelli più numerosi, ha abitualmente adottato l’uso di forme liturgiche di pubblico culto.

Alla base dell’ astenersi da tutte le pratiche generalmente adottate sta la convinzione della completa sufficienza dell’individuo e dell’immediata comunicazione con il Padre dei nostri spiriti; e una profonda credenza che con la sua Incarnazione il nostro Signore Gesù Cristo ha aperto, in verità, un nuovo e vivente accesso a Dio [93].

In effetti fu piuttosto audace da parte dei primi Amici liberarsi d’un colpo di tutto il sistema ecclesiastico, con la sua venerabile pretesa, stabilita da molto tempo, di essere un canale di nutrimento spirituale direttamente stabilito da Dio. In questo modo, senza dubbio essi assunsero un atteggiamento ostile nei confronti dei «preti mercenari», delle loro «case-campanile» e delle «cosiddette ordinanze», che, per quanto potessero essere relativamente comprensibili in quel tempo, pure non solo rimanevano altamente odiose, ma sembrava persino comportare un qualche grado di ingiustizia.

Dopo sessanta o settanta anni di severe persecuzioni, affrontate con straordinaria pazienza e costanza, il loro diritto a condurre il culto nella maniera desiderata fu riconosciuto pienamente; e un singolare risultato del cambiamento fu che in parte entro la stessa Società e in parte nell’ambiente circostante gli Amici, passarono dall’essere considerati come una particolare e pestilenziale setta di eretici, all’essere visti come il più innocuo e meno odioso gruppo di non-conformisti. Credo, tuttavia, che questo fosse vero fino a quando noi eravamo contenti di mantenerci in uno stato passivo o di decrescente influenza. Ogni tentativo di divulgare le nostre opinioni particolari deve necessariamente procurare offesa. Possiamo, forse, non pensare più che sia un dovere denunciare l’istituzione del clero separato, e l’osservanza delle «cosiddette ordinanze», come illegittime o peccaminose. Ma dire semplicemente che noi le consideriamo superflue richiede non meno audacia e difficilmente può essere digerito in maniera migliore [94-95].

Sono lungi dal rivendicare che la Società degli Amici rappresenti un perfetto esempio vivente di quello che è stato chiamato «nuovo cristianesimo primitivo», ma credo che il suo ideale sia vero, l’unico vero, quello della Chiesa, o «assemblea» di quanti vivono con l’obiettivo unico di obbedire agli insegnamenti di Gesù in maniera estrema: obbedire al suo insegnamento, non a quello di coloro che hanno parlato in suo nome, anche se questi erano gli apostoli, a meno che non parlino in accordo con lui. Vivere il Sermone della Montagna, e il resto degli insegnamenti del Vangelo, e in tutte le cose ascoltare la voce vivente dal buon Pastore, prestando costante attenzione al fatto che nessuna tradizione umana ce ne distolga: questo è il nostro scopo riconosciuto e il legame che tiene unita la Società degli Amici. La nostra convinzione della sua sufficienza costituisce il motivo fondamentale della nostra esistenza come gruppo separato [95-96].

 

Ho affermato che la nostra pietra miliare e il nostro fondamento consistono nella nostra convinzione che Dio comunica direttamente con ognuno degli spiriti che egli ha creato, con un’ispirazione diretta e viva che comunica una certa misura del respiro della sua stessa vita.

Questa fede non ci è peculiare. Quello che ci è peculiare è la nostra testimonianza circa la libertà e la sufficienza di questa immediata divina comunicazione a ognuno. Il fondamento della nostra esistenza come gruppo separato è la nostra testimonianza dell’indipendenza del ministero del vero Vangelo da tutte le forme e cerimonie, da tutte le limitazioni e condizioni imposte dagli uomini. Noi desideriamo preservare questa suprema funzione dello spirito umano da tutte le influenze che possono disturbarla, con la stessa gelosia con cui il marinaio protegge la sua bussola da tutto quello che può deviare l’ago dal suo punto di attrazione; e per la stessa ragione crediamo che la diretta influenza della mente divina su di noi sia la nostra infallibile Guida nel viaggio della vita, e che la facoltà attraverso cui noi la

riconosciamo sia troppo facilmente messa da parte da influenze umane. Sicuramente c’è un significato molto profondo e un valore nell’istinto protestante di indipendenza in questa regione più profonda. La tradizione quacchera di «non resistenza » ha attirato l’ attenzione popolare in modo, credo, completamente sproporzionato di fronte a quella concessa alla profonda ed ostinata indipendenza del quaccherismo: la sua risoluta rivendicazione della responsabilità individuale di ciascun uomo verso il suo Creatore, e solo a lui. Il supremo valore assegnato dagli amici alla coerenza della condotta, alla stretta sincerità e integrità, e agli altri puri doveri morali, ha, io credo, un’intima connessione con il loro abbandono di ogni affidamento all’osservanza di pratiche esteriori, o a supporti e assoluzioni ufficiali [114-115].

L’idea di «testimonianza», o il rendere pratica testimonianza di un’ obbedienza agli insegnamenti di Gesù più severa di quella che si riteneva necessaria dalla massa di quelli che si chiamano con il suo nome, ha fortemente segnato gli Amici fin dalle origini, e la persecuzione di cui sono stati fatti oggetto non ha fatto altro che imprimerla in maniera irrevocabile nello spirito dei quaccheri

Cemento e agroalimentare: il business d’oro delle ecomafie. Sempre più agguerrite

luglio 9, 2019

08.07.2019 – Il Cambiamento

Cemento e agroalimentare: il business d’oro delle ecomafie. Sempre più agguerrite
(Foto di Il Cambiamento)

Il business dell’ecomafia cresce ancora e raggiunge quota 16,6 miliardi di euro; 368 il numero dei clan censiti. Nel 2018 l’impennata maggiore si è avuta nei reati nel ciclo del cemento e nell’agroalimentare. In aumento anche quelli nel settore dei rifiuti e contro gli animali.

Nella Penisola continua l’attacco di ecocriminali ed ecomafiosi nei confronti dell’ambiente: ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, filiera agroalimentare e racket degli animali sono i settori prediletti dalla mano criminale che continua a fare super affari d’oro.

La denuncia, impietosa e con tanto di dati censiti e raccolti, viene dal rapporto di Legambiente Ecomafia 2019dedicato alle illegalità ambientali. Nel 2018 si sono registrati 28.137 illeciti contro l’ambiente (più di 3,2 ogni ora). L’aggressione alle risorse ambientali del Paese si traduce in un giro d’affari che nel 2018 ha fruttato all’ecomafia ben 16,6 miliardi di euro, 2,5 in più rispetto all’anno precedente e che vede tra i protagonisti ben 368 clan, censiti da Legambiente e attivi in tutta Italia.

Sul fronte dei singoli illeciti ambientali, nel 2018 aumentano sia quelli legati al ciclo illegale dei rifiuti che si avvicinano alla soglia degli 8mila (quasi 22 al giorno) sia quelli del cemento selvaggio che nel 2018 registrano un’impennata toccando quota 6.578, con una crescita del +68% (contro i 3.908 reati del 2017). Un incremento che si spiega con una novità importante di questa edizione del rapporto Ecomafia: per la prima volta rientrano nel conteggio anche le infrazioni verbalizzate dal Comando carabinieri per la tutela del lavoro, in materia di sicurezza, abusivismo, caporalato nei cantieri e indebita percezione di erogazioni ai danni dello stato, guadagni ottenuti grazie a false attestazioni o missione di informazioni alla Pubblica amministrazione. Nel 2018 lievitano anche le illegalità nel settore agroalimentare, sono ben 44.795, quasi 123 al giorno, le infrazioni ai danni del Made in Italy (contro le 37mila del 2017) e il fatturato illegale – solo considerando il valore dei prodotti sequestrati – tocca i 1,4 miliardi (con un aumento del 35,6% rispetto all’anno).

In leggera crescita anche i delitti contro gli animali e la fauna selvatica con 7291 reati – circa 20 al giorno – contro i 7mila del 2017. Come già detto, calano invece, grazie a condizioni meteoclimatiche sfavorevoli agli ecocriminali, gli incendi boschivi: un crollo da 6.550 del 2017 ai 2.034 del 2018. Da sottolineare che anche nel 2018 si conferma l’ottima performance della legge 68/2015 sugli ecoreati, che sin dall’inizio della sua entrata in vigore (giugno 2015) sta stando un contributo fondamentale nella lotta agli ecocriminali, con più di mille contestazioni solo nello scorso anno (come si dirà dopo) e un trend in costante crescita (+ 129%).

Nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), lo scorso anno si è concentrato quasi il 45% delle infrazioni, pari a 12.597. La Campania domina la classifica regionale delle illegalità ambientali con 3.862 illeciti (14,4% sul totale nazionale), seguita dalla Calabria (3.240) – che registra comunque il numero più alto di arresti, 35 –, la Puglia (2.854) e la Sicilia (2.641). La Toscana è, dopo il Lazio che ha registrato poco più di 2.000 reati, la seconda regione del Centro Italia per numero di reati (1.836), seguita dalla Lombardia, al settimo posto nazionale. La provincia con il numero più alto di illeciti si conferma Napoli (1.360), poi Roma (1.037), Bari (711), Palermo (671) e Avellino (667).

La Campania domina anche la classifica regionale delle illegalità nel ciclo del cemento con 1.169 infrazioni, davanti alla Calabria (789), Puglia (730), Lazio (514) e Sicilia (480). A livello provinciale, guidano la classifica Avellino e Napoli con rispettivamente 408 e 317 infrazioni accertate.

Il fenomeno dell’abusivismo edilizio, soprattutto al Sud, rimane una piaga per il Paese che nel 2018 è stato anche segnato dal vergognoso condono edilizio per Ischia. Emerge che in Italia si continua a costruire abusivamente: secondo il Cresme, nel 2018 il tasso di abusivismo si aggira intorno al 16%, considerando sia le nuove costruzioni sia gli ampliamenti del patrimonio immobiliare esistente. Inoltre secondo i dati del report Abbatti l’abusi, dal 2004, anno successivo all’ultimo condono edilizio nazionale, al 2018, nel nostro paese è stato abbattuto solo il 19,6% degli immobili colpiti da un ordine di demolizione. Legambiente ricorda che il migliore deterrente contro i nuovi abusi sono le demolizioni.

Sul fronte del traffico illecito dei rifiuti, sono 459 le inchieste condotte e chiuse dalle forze dell’ordine dal febbraio 2002 al 31 maggio 2019 utilizzando il delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti. Complessivamente sono state 90 le procure che si sono messe sulle tracce dei trafficanti, portando alla denuncia di 9.027 persone e all’arresto di 2.023, coinvolgendo 1.195 aziende e ben 46 stati esteri. Le tonnellate di rifiuti sequestrate sono state quasi 54 milioni. Tra le tipologie di rifiuti predilette dai trafficanti ci sono i fanghi industriali e i rifiuti speciali contenenti materiali metallici.

La corruzione resta lo strumento principe, il più efficace, per aggirare le regole concepite per tutelare l’ambiente e maturare profitti illeciti. Dal 1° giugno 2018 al 31 maggio 2019 sono ben 100 le inchieste censite da Legambiente e che hanno visto impegnate 36 procure, capaci di denunciare 597 persone e arrestarne 395, eseguendo 143 sequestri. Se nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso se ne sono contate 43, che fanno il 43% sul totale, è il Lazio la regione con il numero più alto di inchieste, 23, seguita da Sicilia (21), Lombardia (12), Campania (9) e Calabria (8). Sempre nel 2018 sono inoltre 23 le Amministrazioni comunali sciolte per mafia, mentre nei primi cinque mesi del 2019 sono state ben 8: Careri (Reggio Calabria; sciolto una prima volta nel 2012), Pachino (Siracusa), San Cataldo (Caltanissetta), Mistretta (Messina), Palizzi (Reggio Calabria), Stilo (Reggio Calabria), Arzano (Napoli; al terzo scioglimento, dopo quelli del 2008 e del 2015) e dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.

Per quanto riguarda il settore delle archeomafie, lo scorso anno il racket legato alle opere d’arte e ai reperti archeologici ha avuto un andamento altalenante: cala per quanto riguarda i furti (-6,3%) rispetto all’anno precedente, ma il dato più importante è la contrazione dei sequestri effettuati (-77,8%) e quella degli oggetti recuperati (-41%). Considerevole il numero dei controlli, che sono stati 33.028, una media di oltre novanta al giorno. La regione più esposta all’aggressione dell’archeomafia è la Campania, con il 16,6% di opere d’arte rubate, mentre a svettare nel bilancio 2018 del “tesoro recuperato” ci sono i 43.021 reperti archeologici.

Altro fronte, è quello degli shopper illegali. Nell’ultimo anno e mezzo (2018 e primi cinque mesi del 2019), l’Agenzia delle dogane dei monopoli, in collaborazione con Guardia di finanza e Carabinieri, ha lavorato con campagne mirate per fermare i flussi illegali. Il risultato complessivo è stato: 6,4 milioni di borse di plastica illegali sequestrate al porto di La Spezia; 15 tonnellate di borse di plastica illegali sequestrate al porto di Palermo; 18 tonnellate di borse di plastica illegali sequestrate al porto di Trieste, solo per citare qualche numero.

Novità di questa edizione è, infine, uno specifico capitolo dedicato al mercato nero dei gas refrigeranti HFC, gas introdotti dal protocollo di Montreal in sostituzione di quelli messi al bando perché lesivi dello strato di ozono (ODS). Come emerge dall’analisi dell’EIA (Environmental Investigation Agency) e dal lavoro degli inquirenti dei paesi membri, una bella fetta di questo mercato internazionale (regolato da un complesso sistema di quote assegnate alle aziende produttrici) è completamente in nero, dove figura anche l’Italia.

The African continent prepares for the Second World March for Peace and Nonviolence

luglio 9, 2019

08.07.2019 – Africa – Mundo sin Guerras y sin Violencia

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The African continent prepares for the Second World March for Peace and Nonviolence

After leaving Madrid on October 2, 2019, the march will continue towards southern Spain until reaching the African continent through northern Morocco on October 8. Several countries are already preparing to receive the core team that will showcase their initiatives…

In West Africa

Morocco: on the occasion of our tours in March and May, several meetings were held: in the eastern part, at the University of Oujda and Fez, with representatives of trade unions and associations, in Casablanca with several associative representatives and with students. While waiting to specify the concrete initiatives, the main cities envisaged for the moment are Tangier, Casablanca and Tarfaya, to which Fez and Agadir could be added.

Introduction of the WM2 in the UGTM union, Fez, March 2019

Introduction of the WM2 in the University of Oujda, March 2019

Canary Islands: activities are scheduled from 15 to 19 October in Tenerife, Las Palmas and Lanzarote. The 15th at the University of La Laguna, with a forum or meeting on Education for Peace and the screening of the documentary “Le début de la fin des armes nucléaires” (The beginning of the end of nuclear weapons). On October 16, with the ascent to the summit of Teide (3718 m.) to carry the flag of the 2nd World March. The next few days will be devoted to educational and institutional activities in Lanzarote and Las Palmas.

Mauritania: Fieldwork with members of WWW&V, (World Without Wars and  Violence), from Nouakchott allowed the meeting with representatives of institutions (the president of the National Human Rights Commission Human Rights, the president of the National Basketball Federation, the director of Youth, the president of the urban community of Nouakchott) who showed their support and commitment to the world march; as well as with various associations of committed young people and personalities of the university world and human rights. As a result, the Nouakchott promotion team was created, made up of representatives of 6 groups, as well as a group of WhatsApp from Mauritania. This team has already held 3 meetings and organized a first awareness raising activity on the occasion of Ramadan: the realization of a Ftour (in Spanish, iftar, which means the breaking of fasting) for non-violence in a public space. In relation to the route of the base team, the pass through Nouadhibou, Bon Lanuar, Nouakchott and Rosso is contemplated…

 Meeting of the promotion team in Nuakchot

Members of the promotion team of Nuakchot.

Senegal: during our circuit in May, we had meetings with representatives of a school of 3000 students and its director, members of the Federation of Football Schools, a choir, a meeting with the leaders of the African Centre for Human Rights Education (which has already organized women’s marches all over the country), all enthusiastic and with images in order to prepare the ground for the WM2 (2nd World March). A first coordination meeting was also held at which activities such as film screenings on Gandhi or conferences have already been defined: from October 2, and from October 26 to November 1, various activities distributed in the different localities of the country and neighborhoods of Dakar. The humanist collective Énergie pour les Droits Humains (Energy for Human Rights) of the department of Pikine is planning to hold a forum in its area. A group was created in WhatsApp under the name 2WM Senegal.

The aim is to continue expanding the possibilities in other cities such as Saint-Louis and Thiès and to activate the Casamance area by considering an adjacent Ziguinchor-Bignona-Gambia-Kaolack-Dakar road.

Presentation WM2. Leaders of youth football clubs, Dakar, May 2019

Meeting with members of the Commission on Education – Human Rights, Dakar, May 2019.

Guinea-Conakry: We are in a phase of awareness raising and resumption of contacts with personalities and collectives who had supported the 1st march, as well as opening up to new possibilities.

The departure of the international base team that will carry out the route of West Africa will finally take place on November 4, from Dakar in the direction of America, after a circuit that follows this calendar:

From 8 to 14 October, Morocco

14 to 18 October, Canary Islands.
19 to 24 October, Mauritania
24 October to 4 November, Senegal.

In Central Africa

Benin and Togo: Awareness and mobilization committees, relations with private and state agencies and institutions in the two countries, are in progress. It is planned to launch a football tournament and prepare a recreational day in schools with messages of peace and principles of non-violent action. A partnership is currently being negotiated with the President of the RFI clubs in Benin, the International Junior Chamber, the Beninese Red Cross and other associations.

Cameroon: Contacts are maintained with the main collectives as well as with the Mayors for Peace Africa network.

Ivory Coast: an event is planned for the launch of the march on 2 October in Abidjan-Cocody. On 15 October in Bouaké, the centre of the country, and on 28 October in Korhogo, in the north of the country. On November 1, a delegation from Côte d’Ivoire will travel to Dakar to welcome the core team.

Mali: WWW&V members seek to implement activities despite economic difficulties and the situation of social and political violence.

Congo, Democratic Republic of Congo: the project is progressing slowly due to material difficulties. Awareness has already been raised in the cities of Lubumbashi, Likasi and Mbuji-Mayi, mainly in schools. In Lubumbashi, some pastors and musicians are trying to join the project.

Nigeria: a peace march and conference are planned in Abuja; there is also the idea of opening a peace and meditation park in the city of Benin and a peace march in Lagos.

In East Africa, a coordination team has been established in Mozambique to articulate a new route, which will cross 8 countries for 31 days, from 18 November to 20 December: Ethiopia, Kenya, Uganda, Zambia, Zimbabwe, Mozambique and South Africa, to continue on to Buenos Aires. The idea is to organize a public event in each country where we invite the different heads of state to publicly commit to peace. There is also the project to make the greatest human symbol of peace with 20,000 people in Chimoio. Another idea is to involve the airlines transporting members of the march by informing passengers with the distribution of a brochure about the WM2.

Despite the economic, social and political difficulties, everyone in their own way tries to participate in the project. This being the case, if you wish to collaborate and support these initiatives that are already in progress, you can do so by facilitating the contacts of individuals, personalities or NGOs in the countries mentioned or in other countries through this email address <info@theworldmarch>.

By: Martine SICARD, Africa Zone Coordinator for 2MM.

Translated by Pressenza London


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