Archive for 23 luglio 2019

George Fox ….

luglio 23, 2019
“HAI VISTO IL TUO FRATELLO? HAI VISTO IL TUO DIO. INCHINATI E ADORA” (Tertulliano)
Non deve, dicevamo , impressionare il fatto che trova riscontro nella psicologia di tutti gli eroi della religione e della condotta – anzi in tutte le anime radicalmente sincere che si sforzano di seguire la voce della coscienza – che George Fox fosse, e gli Amici a tutt’oggi siano, persuasi che la “Luce Interiore” rivela loro la divina volontà, e non solo come norma di condotta in generale, ma anche in modo dettagliato nelle singole azioni; giacché essi non rivendicano questo divino carattere della coscienza solo per sé, ma ugualmente per tutti gli uomini, se e in proporzione che essi prestino ascolto alla voce di Fio in loro, e seguono la “Luce Interiore”. Essi volentieri ricordano “ il Dio che risiede entro di te”; e “devoto a quel nume che risiede in lui stesso”. Di Marco Aurelio; il “Vicino a te è Dio; con te, entro di te”, di Seneca. I casi del “Demone” di Socrate, delle “Voci” di S. Paolo, di Jeanne d’Arc, di “visioni”, e simili , nulla hanno per essi di straordinario, fuori della forma anormale, allucinatoria, di chiaroveggenza o chiaro-udienza.
Importante conseguenza della religiosa presunzione degli Amici che anche negli altri sia la voce di Dio che parla, si è il temperamento apportato all’individualismo dell’atteggiamento riverente che essa induce verso ogni altra personalità, dalla seria presa in considerazione di qualsiasi espressione d’idee o direttive di condotta pratica, che si abbia motivo di credere emanate da un profondo motivo di coscienza, e la cui impostazione generale – specie negli altri Amici – si accordi con la loro; è un impulso spontaneo a domandarsi, di fronte a chi professi idee e opinioni diverse e segua una linea diversa di condotta, quale aspetto della verità teorica e pratica ad essi sfugga, quale elemento nuovo, e forse prezioso, l’avversario apporti, meritevole di essere assimilato, se e in quanto ciò riesca possibile, e tesoreggiato in una sintesi superiore.
Atteggiamento dunque di comprensione riverente e simpatica, che anziché condurre alla glorificazione e alla canonizzazione dell’individualismo teorico e pratico, all’atomismo morale, e meno ancora allo sfrenato soggettivismo del: “ogni opinione è verità”, e ogni “ libito è lecito” , tende invece a favorire l’apertura verso le altre coscienze, il senso dell’umiltà , e della riverenza verso la poliedrica realtà divina; a smontare l’orgoglio dell’ortodossia e la pretesa dell’infallibilità; a promuovere l’abitudine dello sdoppiamento psicologico, che considera in ogni questione controversa il punto di vista degli altri; a disporre ad apprendere gli uni dagli altri, ad arricchire l’esperienza religiosa e morale di tutti con l’apporto di ognuno. E’ il fattore sociale, o della “simpatia” che compie così la sua funzione equilibratrice, ma ad un superiore livello religioso di mistica della comunità.
A questa disposizione di umiltà, di deferenza e venerazione per lo spirito specie della comunità degli Amici, corrisponde l’atteggiamento sereno con cui questa accoglie, nelle Assemblee degli Amici, ogni opposizione d’idee e di linee di condotta che sembrino difficilmente accettabili, consacrando ad esse , occorrendo , alcuni minuti di silenziosa riflessione; eventualmente , se la refrattarietà all’assimilazione e alla sintesi risulti in un primo tempo insuperabile, rinviando ogni decisione ad un più maturo esame, e invocando un afflusso più abbondante di luce, prima di prendere decisioni e provvedimenti, specie se di carattere disciplinare. Tutte le controversie private tra Amici debbono essere decise per mezzo di arbitri.
Ancora, è in omaggio a tale spirito, che nella Società degli Amici, vera teocrazia democratica, il governo della comunità è collettivo; e che è uguale in ogni membro , uomo o donna, il diritto di esprimere nelle assemblee il proprio parere su ogni deliberazione da prendere; e la decisione è presa non già dietro una votazione, che creerebbe una minoranza sconfitta, ma dietro proposta del presidente – notaio “clerck”, il cui ufficio è di riassumere ed esprimere quello che a lui sembra sia il “sentimento dell’assemblea”.
Dallo stesso principio della “universalità della luce interiore” discende che, uguale essendo la responsabilità di ognuno nel rendere testimonianza alla voce di Dio in lui per il bene della comunità, ognuno è sacerdote, e ha il dovere di contribuire , senza compenso, all’edificazione della comunità e al vantaggio spirituale di tutti i suoi fratelli uomini (“Volontarismo” già propugnato da Milton , divenuto qui sistema di ministero e di governo); ma nessuno può, d’altra parte, arrogarsi un’autorità spirituale sui suoi fratelli, né pretendere alla funzione d’intermediario fra essi e la propria coscienza; nessuno deve fare un commercio delle proprie esperienze religiose e dei doni che Dio gli ha gratuitamente largito, facendo del ministero una professione. Ed è altresì questo riconoscimento della luce divina nell’animo di ogni uomo, che – con parole di I Pennington , uno dei primi Amici, – “forma la vera base dell’amore e dell’unità”: che sorge, non già dal riconoscere che l’uno o l’altro incede per la stessa mia via e agisce come me, ma dal sentire che esso è animato dallo stesso spirito e dalla stessa vita che sono in me”.
Segue SACERDOZIO UNIVERSALE P. 19

Meeting Minutes

luglio 23, 2019
Meeting Minutes del 23-7-2019
 
GRACE
Through God’s grace
We can see
All that we
Are meant to be
David Herr
 
 
O Signore, io grido a te da luoghi profondi! Signore, ascolta il mio grido (Salmi 130,1-2)
 
 
Accadde dunque che quando la beatissima Maria fu entrata nel tempio con il Bambino, tutti gli idoli crollarono a terra, cosicché rovinati e a pezzi giacevano a faccia in giù, mostrando in questo modo palesemente la loro inanità.
 
Dal Vangelo La Sacra Famiglia in Egitto
 
 
L’uomo muore una prima volta nel momento in cui perde l’entusiasmo.
 
Honorè de Balzac
 
 
* Il fascismo bandisce l’uso delle parole straniere
 
*Janmashtami – Krishna JJavanti (Hinduisti)
 
* Giornata internazionale in memoria della tratta degli schiavi e della sua abolizione
 
* 1967 nasce a Edo (ora Tokyo) Rohan Koda, scrittore giapponese
 
 
“Il cristiano vive coi tempi di Dio e non col suo concetto di vita”
 
Dietrich Bonhoeffer

Demolizioni di abitazioni palestinesi: “Israele continua a portare avanti la sua politica di sistematici sgomberi forzati”

luglio 23, 2019

22.07.2019 – Amnesty International

Demolizioni di abitazioni palestinesi: “Israele continua a portare avanti la sua politica di sistematici sgomberi forzati”
(Foto di Amnesty International)

All’alba del 22 luglio le forze israeliane hanno avviato la demolizione di almeno 16 palazzi a Sur Baher, un sobborgo di Gerusalemme Est, nei Territori palestinesi occupati.

Siamo di fronte a una clamorosa violazione del diritto internazionale, parte della politica israeliana di sgomberare sistematicamente con la forza i palestinesi nei Territori occupati. Queste azioni equivalgono a crimini di guerra“, ha dichiarato Saleh Higazi, vicedirettore di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.

Israele tenta di giustificare queste demolizioni con motivi di sicurezza, sostenendo che le abitazioni sono troppo vicine alla barriera di separazione. La realtà è che da decenni le autorità israeliane adottano misure arbitrarie e sproporzionate in nome della sicurezza per espandere il loro controllo sulle terre palestinesi ed espellere gli abitanti da quelle aree che considerano di interesse strategico. In questo modo hanno sfollato con la forza intere comunità e distrutto illegalmente decine di migliaia di alloggi“, ha aggiunto Higazi.

Israele deve immediatamente porre fine a questa politica crudele e discriminatoria fatta di demolizioni di alloggi e sfollamenti forzati. Invece di distruggere le case di intere famiglie, Israele deve smantellare la parte di barriera di sicurezza costruita all’interno dei Territori palestinesi occupati, compresa la zona di Sur Baher, in violazione del diritto internazionale“, ha precisato Higazi.

Gli altri stati devono assumersi la responsabilità di premere sulle autorità israeliane affinché rispettino i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario e assicurino protezione alla popolazione palestinese sotto occupazione“, ha proseguito Higazi.

Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), negli ultimi 10 anni Israele ha demolito oltre 1100 strutture abitative a Gerusalemme Est, allontanando oltre 2000 persone e procurando conseguenze sulla vita di oltre 6000 persone. Solo tra il 2 gennaio e il 17 luglio 2019 le strutture demolite sono state 126, le persone allontanate 203 e quelle che hanno subito conseguenze 1036.

Il trasferimento illegale di civili residenti nei territori occupati viola la Quarta Convenzione di Ginevra e, ai sensi dello Statuto di Roma del Tribunale penale internazionale, costituisce un crimine di guerra.

Israeli destruction of Palestinian homes in West Bank, ‘not compatible’ with international humanitarian law, UN says

luglio 23, 2019

22.07.2019 – Israel – UN News Centre

Israeli destruction of Palestinian homes in West Bank, ‘not compatible’ with international humanitarian law, UN says
The three-year-old girl in the photograph had been twice displaced with her family in the West Bank over the past year. (2018) (Image by UNRWA/Lara Jonasdottir)

Following “with sadness” the Israeli authorities’ destruction of homes in the Palestinian community of Sur Bahir, three top United Nations officials issued a statement on Monday underscoring that the move was “not compatible” with Israel’s “obligations under international humanitarian law”.

Israel’s Supreme Court has reportedly ruled that the houses were built too close to the separation barrier in the occupied West Bank, violating a construction ban.

“Among other things, the destruction of private property in occupied territory is only permissible where rendered absolutely necessary for military operations, which is not applicable”, said Jamie McGoldrick, UN Humanitarian Coordinator, Gwyn Lewis, Director of West Bank Operations for the UN Relief and Works Agency for Palestine Refugees (UNRWA) and James Heenan, Head of the UN Human Rights Office in the area.

“Furthermore”, the statement continued, “it results in forced evictions, and contributes to the risk of forcible transfer facing many Palestinians in the West Bank, including East Jerusalem”.

The statement said that Israeli forces entered the community early on Monday morning, while it was still dark.  The large-scale operation forced families out of their homes and demolished a number of residential buildings on the East Jerusalem side of the Barrier.

“Among those forcibly displaced or otherwise impacted are Palestine refugees, some of whom today are facing the reality of a second displacement in living memory”, the UN officials flagged.

They stated that while humanitarian partners are poised to provide emergency response to those displaced or otherwise affected by the destruction of their private property, “no amount of humanitarian assistance can replace a home or cover the massive financial losses sustained today by the owners”.

Several of the affected people report having invested their life savings in the properties, after securing the required building permits from the Palestinian Authority.

“What happened today in Sur Bahir is of even greater significance, as many other homes and structures now risk the same fate” said the senior UN officials.

Against international law

In 2004, the International Court of Justice (ICJ), ruled against constructing the Israeli Barrier and found that the parts running inside the West Bank, including East Jerusalem – including the Sur Bahir homes – “cannot be justified by military exigencies and thus violates Israel’s obligations under international law”, said the statement.

Moreover, in a resolution of 20 July 2004, the UN General Assembly, demanded that Israel comply with its legal obligations as stated in the ICJ’s advisory opinion.

“Had there been concrete action to ensure respect for these principles, and for international humanitarian and human rights law, generally, the people of Sur Bahir would not be experiencing the trauma they are today, and violations of their rights”, the statement concluded.


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