Archive for 25 agosto 2019

Un dialogo fermo al 1991

agosto 25, 2019

E’ dal 1991 che il movimento protestante in Italia non si apre al confronto coi quaccheri. Lo ha fatto il cattolico Peyretti e pochi altri non evangelici.
Riportiamo questa intervista di Confronti:

I Quaccheri e la libertà dello Spirito

Intervista a Davide Melodia, che era coordinatore nazionale degli « amici dei Quaccheri » nel nostro paese fino al 1994. Una intensa esperienza spirituale segnata da grande attenzione ecumenica, da grande libertà nelle espressioni liturgiche, dal massimo rigore nel praticare il sacerdozio universale.

La prima domanda è proprio la più ovvia e personale. Melodia, perché l’ha fatto? Perché quacchero? Perché questa scelta sicuramente inattesa specialmente nel contesto religioso italiano?

Ad un certo momento della mia avventura spirituale, diretta nel cristianesimo – come pastore e predicatore nelle chiese protestanti – e indiretta mediante lo studio di varie religioni, ho incontrato il quaccherismo che già mi affascinava per la sua coerenza secolare nel pacifismo. In esso ho trovato risposta ad una esigenza molteplice di evoluzione, di essenzialità, di ecumenicità, di esperienza profonda e diretta di Dio, di etica, di equilibrio tra essere e fare, di espressione. Nell’entrare nella famiglia dei quaccheri dal culto non programmato, cioè senza liturgia né pastori, ho promesso che non getterò il dono della predicazione, se mi verrà chiesto di usarlo. Mi è stato risposto di fare come mi sento, purché sotto la guida di Dio.

Veniamo al quaccherismo. Anche la denominazione è piuttosto enigmatica e, specialmente nella facile storpiatura in « quacquero », con strane e ridicole assonanze. Cosa significa « quacchero »?

Il nome, che italianizzato in « quacchero » suona curioso e misterioso, è quaker in inglese, e vuol dire « tremante », dal verbo to quake. Origina, secondo il fondatore del movimento, George Fox, da una risposta ironica di un giudice inglese, certo Bennett, che il Fox aveva ammonito con la frase: « Trema di fronte alla Parola di Dio! » È un fatto, comunque, che nei primi decenni, durante le riunioni in silenzio del proprio culto, i quaccheri più compresi dalla tensione spirituale provassero delle vibrazioni e facessero dei brevi interventi tremando.. Ma questo aspetto è andato via via scomparendo col tempo.

Il nome, che da tempo è definitivamente affermato, dopo essere stato Amici nella Verità, Figli di Luce, è per il movimento: « Società religiosa degli Amici ». I simpatizzanti sono Amici degli Amici, o Amici dei Quaccheri, e possono serbare tutto il proprio bagaglio religioso.

Al di là del nome: il quaccherismo nei suoi princìpi fondamentali, nei tratti essenziali delle sue convinzioni e dei suoi comportamenti.

I quaccheri hanno dei principi fondamentali, ma non una dottrina, un credo, o dogma di alcun genere. È buona cosa conoscere il pensiero di George Fox, di William Penn o di R. Barclay, ed è utile fare tesoro di Quesiti e Consigli, una raccolta di massime, e della più vasta raccolta di pensiero quacchero Fede e Pratica Cristiana, ma pur essendo dei testi, non sono sacri e non sono una autorità sul piano teologico. Ciò che conta, è cercare di conoscere la volontà di Dio, e metterla in pratica.

Il silenzio, per i quaccheri, è una via maestra per conoscere tale volontà divina, in un raccoglimento senza liturgia, senza sacramenti (la vita intera è un sacramento), senza pastori, in cui nulla possa distrarre il credente dalla ricerca della luce interiore.

Naturalmente, il silenzio del culto – che non è assenza di parole, ma ascolto della Parola di Dio che è incisa nel cuore dell’uomo, e può comunque farsi sentire senza mezzi e persone intermediarie – non è un valore in sé, ma uno strumento di valore. La luce interiore (di Cristo) non è un fenomeno luminoso che si cerca di provocare, ma una condizione che si può trovare e ritrovare, nel raccoglimento dei presenti disposti in cerchio. E il silenzio può essere reso più ricco da qualche breve intervento spontaneo di chi, fra i presenti, sente l’urgenza di esprimersi brevemente su una cosa che prova in quel momento, con una breve preghiera, una citazione biblica. Può accadere che un intervento, considerato comunque un servizio (ministero), possa ispirarne altri.

Bernard Picard, Riunione di Quaccheri a Londra: parla una donna (circa 1723) – Immagine tratta dal sito http://www.virtualmuseum.ca/ (©The Provincial Museum of Alberta)

Dopo un’ora circa la riunione si chiude con una stretta di mano circolare, ed anche se non ha dato frutti straordinari è considerata una cosa altamente preziosa, perché ha messo in comunione dei fratelli. Il principio base però, il punto fermo da cui è partito il pensiero quacchero, e che ne costituisce a tutt’oggi l’essenza, è la certezza che esiste « una parte di Dio in ogni creatura ». Fox diceva: « That of God in every one ». Alcuni potranno speculare teologicamente o filosoficamente, sul perché e il come quel tanto di Dio sia nell’uomo, se è l’anima, lo spirito o cos’altro; il quacchero non lo discute, vi aderisce con semplicità, non lo impone a nessuno, lo vive e lo dimostra. Come? Rispettando nel prossimo, amico, protestante, cattolico, ebreo, musulmano, indù, buddista o ateo, la creatura di Dio, portatrice di una somma di eterno.

Quindi: il nemico non esiste. L’altro è come me, anche se non lo sa. Di qui il pacifismo, la nonviolenza, l’obiezione di coscienza, la parità assoluta tra uomo e donna, la fratellanza universale e cosi via.
Di qui la ricerca di « quel tanto di Dio » che è in noi, per cominciare, altrimenti non si riesce ad amare il prossimo.
Di qui il culto del silenzio, per trovare un rapporto diretto con lo Spirito dal quale si può essere guidati nelle scelte della vita.
Di qui una vita di servizio continuo, di impegno socio-religioso che ha pochi eguali, perché il quacchero non si blocca sul divario tra fede e azione: credere e operare è un tutto unico. Se credi, operi, se ascolti Dio, operi nella giusta direzione. Invece di dedicare parte del suo tempo o degli Amici alla costruzione di templi, di parati, di apparati, alla gestione di cerimonie complesse, di culti elaborati, alla ritualità di sacramenti, la Società degli Amici dedica tutto il tempo e il denaro e le persone ad attività quali: la pace, la riconciliazione degli uomini, la presenza nei luoghi di conflitto per soccorrere i più deboli, la soluzione di problemi carcerari, sanitari, la scuola, l’alfabetizzazione, l’informazione. Le attività, le sigle che ne derivano, sono moltissime, in ogni parte del mondo, e si svolgono con discrezione e umiltà.

Quaccheri in Gran Bretagna, negli Stati Uniti… Quaccheri anche in Italia? Se sì, con quale consistenza, spazi, visibilità?

In Italia, il Quaccherismo non ha mai avuto una forte risposta positiva. Forse la totale assenza di riti, la mancanza di propaganda con fini di conversione, e perfino il silenzio – che ha certamente un suo fascino religioso e poetico in generale, posto al centro della cultualità, senza una guida sicura e riconosciuta cui appoggiarsi – non contribuiscono alla sua conoscenza e diffusione. Ma la gente matura, oggi, vuole sapere e affrontare i problemi, anche religiosi, anche se tabù, personalmente, senza deleghe. Non è escluso che il Quaccherismo venga conosciuto ora in Italia, perché ha qualcosa da dire, e molto da fare, in un mondo di parole vane.

Ultima domanda: qual è la collocazione del quaccherismo nel contesto dell’ecumenismo cristiano e dei rapporti tra le religioni?

Nei rapporti con le altre chiese, protestanti, cattolica e ortodossa, il discorso si fa complesso ma non problematico. Complesso, perché, non essendovi una gerarchia ecclesiastica e un’unica autorità centrale con poteri decisionali, ogni Meeting locale o nazionale ha libertà di scelta, oltre che situazioni diverse. Non problematico perché i quaccheri rifuggono da diatribe teologiche e organizzative, e i contrasti, se ci sono, riguardano aspetti pratici di problemi comuni.

Dopo il primo periodo burrascoso e drammatico, in cui cattolici e protestanti non accettavano minimamente l’esistenza di un movimento totalmente a-liturgico e a-gerarchico, che suonava di per sé come una provocazione, e in cui le autorità civili e militari contribuirono per la loro parte a ostruzionismi e persecuzioni, i quaccheri hanno trovato un modus vivendi di luogo in luogo e di caso in caso, basato sulla tolleranza e il rispetto reciproco, sia con i protestanti nel cui seno sono nati durante la Rivoluzione puritana di Oliver Cromwell, sia con i cattolici, di cui condividono, con tutti i cristiani, la fede in Cristo Gesù. C’è qualche gruppo religioso che non perdona loro di non schierarsi decisamente da una parte o dall’altra, ma al quacchero gli schieramenti non interessano.

Altri non perdonano loro di sostenere che la Parola di Dio non è tutta contenuta nelle Sacre Scritture, perché può essere udita e percepita dentro di sé nella meditazione, nella preghiera, e fuori dell’uomo, nella creazione, nella storia, e perfino in altre religioni: pur se il quacchero assicura che Cristo resta al centro della propria fede, ed è la prima fonte di rivelazione, a molti cristiani formati diversamente sembra limitativo.

Il quacchero crede fino in fondo che « lo Spirito soffia dove vuole … » e quindi anche al di là, prima, diversamente dal luogo di culto ufficiale, tramite un predicatore riconosciuto e debitamente preparato e consacrato.

Ma qui sorge un altro problema. Fermo restando il principio della scintilla divina in ogni uomo, che porta il quacchero a derivarne un reale sacerdozio universale, oltre al rispetto, al pacifismo, ecc…. in America, fin dal ‘700, si è sentito un crescente bisogno di un minimo di guida spirituale, che il culto non programmato sin qui descritto non offre. Ne sono nati nel tempo movimenti scissionisti che hanno reintrodotto il culto programmato, con un ministro (pastore), letture, inni, sermone, e un certo spazio di silenzio. Oggi, negli Stati Uniti e nei gruppi del Terzo mondo fondati da quaccheri americani, il culto programmato è maggioritario; e risponde di fatto alla esigenza di sostegno biblico.

I rapporti con le altre Chiese, specie sui problemi della pace e del servizio sociale, sono di norma eccellenti.

Di Martino Morganti, CONFRONTI, Anno XVIII 3 marzo 1991

Meeting Minutes

agosto 25, 2019
Meeting Minutes del 25-8-2019: buona domenica
 
Umberto D’Angelo ha oggi comunicato le cessazioni delle sue meditazioni bibliche (protestanti) su Facebook: siamo rimasti gli unici cristiani che preservano questa consuetudine di accompagnamento spirituale. Resta inteso che se qualcuno vuole affiancarmi nel lavoro ben venga. E’ benvenuto.
 
Abbiamo notato anche un rallentamento delle attività poetiche di David Herr…pazienza.
 
“Fino a che non smetteremo di uccidere esseri viventi, saremo sempre dei selvaggi.
 
Thomas A. Edison
 
Per arricchire questo momento della tua vita Giorni Nonviolenti ti consiglia di leggere: Parise Goffredo Dobbiamo disobbedire, Adelphi, Milano 2013, pp 80, euro 7.
 
* 1517 nasce a Le Mans Jacques Peletier du Mans, scrittore francese
 
 
“Agire con responsabilità concreta significa agire in libertà, decidere da soli senza coprirsi le spalle con persone o con principi , agire e sostenere le conseguenze.”
 
Dietrich Bonhoeffer
 
 
“Quel che conta in definitiva è come si porta, sopporta, e risolve il dolore, e se si riesce a mantenere intatto un pezzetto della propria anima.”
 
La cara Etty Hillesum
 

Russia e Stati Uniti tentano di legittimare le armi letali autonome (i “killer robots”)

agosto 25, 2019

24.08.2019 – Pressenza Budapest

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

Russia e Stati Uniti tentano di legittimare le armi letali autonome (i “killer robots”)

La Russia e gli Stati Uniti stanno continuando la loro battaglia persa contro l’ormai inevitabile Trattato internazionale riguardante le armi letali autonome (LAWS), i cosiddetti “killer robots”.

La maggior parte degli Stati che partecipano ai colloqui diplomatici sui sistemi letali di armi autonome hanno infatti espresso il proprio forte desiderio di negoziare un nuovo Trattato per rispondere alle crescenti preoccupazioni su questa tipologia di armi. Alla riunione di Ginevra della Convenzione sulle armi convenzionali (CCW) di questa settimana la Giordania è entrata a far parte dell’elenco di 29 Stati che esortano a vietare i robot killer, al fine di mantenere il controllo umano sull’uso letale della forza. Gli Stati appartenenti alla CCW hanno discusso delle preoccupazioni sollevate dai “Killer Robots” già in otto incontri alle Nazioni Unite a Ginevra a partire dal 2014.

Alla riunione prevista per l’Agosto 2019 i diplomatici degli Stati hanno discusso fino alle ore notturne senza però riuscire a concordare un documento finale significativo, il che si traduce in semplici scambi di parole e nessuna azione normativa concreta. Nella sessione appena conclusa la CCW si è allontanata ancora di più da uno strumento giuridicamente vincolante o da qualsiasi risultato credibile per il proprio lavoro. Russia e Stati Uniti hanno ripetutamente respinto qualsiasi riferimento nel rapporto finale della riunione sulla necessità di un “controllo umano” sull’uso della forza. Entrambi i Paesi stanno investendo fondi significativi per sviluppare sistemi di armi con un controllo umano decrescente sulle funzioni critiche di selezione e coinvolgimento degli obiettivi. Cioè con un controllo umano decrescente sulle decisioni di vita o di morte.

Durante la negoziazione del rapporto finale la Russia ha affermato che è “prematuro” discutere i potenziali pericoli dei sistemi di armi autonome letali “fino a quando non vengano prodotti”. Ha anche sostenuto che l’autonomia non è una caratteristica o un aspetto centrale delle LAWS.

Le molte preoccupazioni di natura morale, etica, legale, operativa, tecnica, di proliferazione, di stabilità internazionale  sollevate dai “Killer Robots” si stanno moltiplicando anziché diminuire e al di fuori delle stanze delle Nazioni Unite continua a crescere il sostegno ad un percorso che ha come obiettivo un Trattato di divieto. Il 9 luglio, l’assemblea parlamentare dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) ha adottato una dichiarazione che sollecita i 57 Stati membri dell’OSCE a “sostenere i negoziati internazionali per vietare armi autonome letali”. Migliaia di scout hanno partecipato al 24° World Scout Jamboree in West Virginia il ​​mese scorso, visitando una mostra della Campagna Stop Killer Robots e ponendosi domande determinate da sincera preoccupazione.

Questa settimana l’ONG olandese PAX ha pubblicato un sondaggio su 50 aziende tecnologiche in 12 Paesi che analizza le attività e politiche attuali in relazione al potenziale sviluppo di sistemi di armi autonome letali. Il Rapporto rileva come Google sia all’avanguardia in questo senso poiché si è impegnata a non “progettare o distribuire” Intelligenza Artificiale utilizzabile per la realizzazione di armi e sta mettendo in atto adeguate garanzie. Un numero crescente di lavoratori impegnati in campi tecnologici si rifiuta di lavorare su progetti che potrebbero aprire la strada a una “guerra autonoma” e in tal senso si uniscono a oltre 4.500 esperti di intelligenza artificiale che hanno richiesto un nuovo Trattato per vietare letali sistemi di armi autonome in varie lettere aperte a partire dal 2015.

La Campagna internazionale “Stop Killer Robots” (di cui in Italia fanno parte Rete Italiana per il Disarmo e USPID) è quasi raddoppiata nell’ultimo anno, raggiungendo ad oggi un totale di 113 organizzazioni non governative in 57 diversi Paesi. Il prossimo 15 novembre 2019 la riunione annuale della CCW deciderà se accettare le raccomandazioni in vista del proseguimento del proprio lavoro su questo tema. Se la CCW non potrà o riuscirà a produrre un risultato credibile dovranno essere perseguiti percorsi alternativi per evitare concretamente un futuro di guerra e violenza decise e condotte da sistemi autonomi e non controllati dall’uomo.

Traduzione di Rete Italiana per il Disarmo

“We are all equal!” Captain who saved refugees refuses award from Paris mayor

agosto 25, 2019

25.08.2019 – Countercurrents

“We are all equal!” Captain who saved refugees refuses award from Paris mayor
Pia Klemp as a speaker at the 19th Sunday demonstration in Vorarlberg. On 5.5.2019 in Bregenz. (Image by Asurnipal / cc)

By Will Morrow

Pia Klemp, the former captain of the refugee rescue ship Juventa, who together with her crew saved thousands of refugees in the Mediterranean Sea, is refusing to accept an honorary prize bestowed by the Socialist Party mayor of Paris, Anne Hidalgo.

The 36-year-old from Germany announced her decision in a post on her personal Facebook page on Tuesday. She states:

“Madame Hidalgo, you want to award me a medal for my acts of solidarity in the Mediterranean Sea, because our crews ‘work daily to save migrants in difficult conditions.’ At the same time, your police steal blankets from people forced to sleep on the street, while you repress demonstrations and criminalize those who defend the rights of immigrants and asylum seekers. You want to give me a medal for acts that you oppose within your own borders. I’m sure you will not be surprised to see me refuse your Grand Vermeil medal.”

Under conditions of the systematic promotion of nationalism and anti-immigrant chauvinism by the media and political establishments around the world, Klemp’s statement gives voice to the real sentiments felt by millions of workers and youth, who are outraged and disgusted by the ruling elite’s brutalization, persecution and murder of refugees.

Klemp’s post differentiates between the Paris authorities and the population who support refugees. “Paris, I love you for all of the free people and those in solidarity who live there. People who fight for freedom every day … distributing blankets, friendship and solidarity. I love you for those who share their houses … without worrying about the nationality of people or if they have legal papers or not.”

“Paris, I am not a humanitarian,” the statement continued. “I am not here to ‘help.’ I am in solidarity by your side. We do not need medals. We do not need authorities who decide who is a ‘hero’ and who is ‘illegal.’ In fact, there is no basis for this, because we are all equal.”

“What we need is freedom and rights. It is time to denounce the hypocritical honours and fill in the void with social justice. It’s time for all medals to be thrown like spearheads of the revolution! Papers and housing for all! Freedom of movement and residency!”

The post also included an image of the Hidalgo government’s installation of boulders under the Porte de la Chapelle bridge in February 2017, in order to prevent refugees from erecting tents to sleep there.

On Wednesday, Hidalgo’s deputy for international affairs Patrick Klugman tweeted in response to Klemp’s refusal that “your concerns are justified and questions legitimate,” and invited Klemp to “come to Paris to show you the means we’ve put in place to welcome migrants with dignity.”

In the eyes of the Socialist Party, “welcoming” refugees with “dignity” means throwing them into the street like wild dogs for years on end, with no housing, income, food, or right to work. Between 1,500 and 2,000 refugees sleep homeless every night in tent encampments in the north-eastern suburbs around La Chapelle alone. Many have been in the country for over two years, dependent upon private citizens and charities to survive and offered no pathway out. This anti-immigrant regime is overseen by the Macron administration and supported by the entire French political establishment.

Klemp’s statement is a condemnation of not only the Socialist Party, but the criminal anti-immigrant policies of the Macron administration and the European Union (EU).

The Italian government arrested Klemp and her crew and seized the Juventa in August 2017. They face charges of “aiding and abetting illegal migration” because of their actions in saving up to 14,000 refugees seeking to travel from Africa to Europe via the Mediterranean. Italy’s fascistic interior minister Matteo Salvini has not been able to proceed with the charges in over two years, aware of the absence of any legal basis for the case and the widespread support for the rescuers in the working class.

More than 393,000 people have signed a petition demanding the dropping of all charges against Klemp and the other crew members. A fundraising campaign for their legal defense has raised over 380,000 euros. Similar numbers donated and signed petitions for the freeing of Carola Rackete, the 32-year-old who took over captaincy of the Sea-Watch 3 from Klemp, and who was arrested by Salvini in May after defying an illegal ban by the Italian government on arrivals of rescue ships carrying refugees.

Both Rackete and Klemp were offered the Paris prize in July, as part of the cynical and fraudulent efforts by the Macron administration, as well as the German and other EU governments, to posture as more “humanitarian” than the fascistic Salvini. But the truth, expressed in Klemp’s own statements, is that none of them have any substantial differences with Salvini’s policies at all.

The policy of the European Union toward refugees is one of conscious and deliberate mass murder. More than 14,000 refugees have drowned in the Mediterranean since 2014, but the real number is likely far higher. The EU has cancelled all rescue operations in the sea, instead providing funding, boats and arms to extreme-right Libyan militias to intercept asylum seekers and either allow them to drown or return them to EU-funded concentration camps in Libya, where they are forced to labor or directly sold into slavery, robbed, beaten, raped or killed.

The rescue ships such as those commanded by Klemp and Rackete have been targeted by the EU precisely because they have refused to return refugees to Libya and insisted upon the transferring them to a European port of entry. They have been systematically stripped of sailing rights and refused flags to sail under.

Since March, the EU governments have withdrawn all the ships previously supplied to “Operation Sophia.” This mission, which is supposedly responsible for saving the lives of refugees, now does not possess a single ship of its own, instead relying on aerial drones to observe immigrants drowning from above or direct Libyan forces to catch them.

To the extent there are differences, it is that Macron and Merkel believe that the attacks on refugees can be carried out more efficiently and provoke less outrage than via Salvini’s strategy.

That is why on July 22, Macron announced a new accord, initiated by Paris and Berlin, under the Orwellian title of the European “solidarity mechanism.” Its purpose, Macron explained, would not be to welcome more refugees, as one might naively believe from the title, but to “create mechanisms for the return to their countries of origin of those who do not have the right to asylum, in a manner that is much more rapid and much more efficient than that which we have today.”

The bipartisan support for the attack on immigrants in France extends to the pseudo-left Jean-Luc Mélenchon and his Unsubmissive France. Mélenchon has not so much as published a tweet about Klemp or the fate of hundreds of refugees who have been stranded in the Mediterranean for weeks and refused entry.

Originally published in WSWS.org

 The original article can be found on our partner’s website here


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