Archive for 24 settembre 2019

Meeting Minutes

settembre 24, 2019

Meeting Minutes del 24 set 2019

Non si può dire di volere la pace e lasciare la società com’è, con i privilegi, i pregiudizi, lo sfruttamento, l’intolleranza, il potere in mano a Pochi

Aldo Capitini

* 1961 Prima marcia della pace Perugia – Assisi

* 1717 nasce a Londra Horace Walpole, scrittore e iniziatore del romanzo gotico

Benvenuto a Eros, è stata fissata in America la data mondiale del quaccherismo il 6 ottobre.

“Il bene brama l’intero, non soltanto l’intero psichico , ma anche l’intera opera, l’intera persona insieme al prossimo  che gli è dato.”

Dietrich Bonhoeffer

Preghiera del giorno

Salmo 100

Invito a lodare il Signore
Sl 95:1-7; 117
1 Salmo di lode.
Mandate grida di gioia al SIGNORE,
abitanti di tutta la terra!
2 Servite il SIGNORE con letizia,
presentatevi gioiosi a lui!
3 Riconoscete che il SIGNORE è Dio;
è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi;
siamo suo popolo e gregge di cui egli ha cura.
4 Entrate nelle sue porte con ringraziamento,
nei suoi cortili con lode;
celebratelo, benedite il suo nome.
5 Poiché il SIGNORE è buono; la sua bontà dura in eterno,
la sua fedeltà per ogni generazione.

Le armi nucleari e il cambiamento climatico

settembre 24, 2019

23.09.2019 – Redacción Madrid

Quest’articolo è disponibile anche in: IngleseSpagnoloFrancese

Le armi nucleari e il cambiamento climatico
La vita sulla Terra deve affrontare due minacce esistenziali: la crisi climatica e le armi nucleari. Le due minacce sono strettamente collegate e si rafforzano a vicenda. Con il mondo in fiamme, la crisi climatica è, anche per i suoi detrattori più feroci, impossibile da ignorare. Tuttavia, la grande maggioranza della popolazione ignora come questa situazione aggravi il rischio di guerra nucleare e perché il disarmo nucleare è oggi più importante che mai.

Clima e costi del nucleare

Secondo un rapporto della U.S. Environmental Protection Agency[1], dettagliato nel rapporto “From Warheads to Mills”[2] solo in quel paese, i costi dei danni causati da eventi meteorologici estremi sono stati di 400 miliardi di dollari nel 2018, e questo costo potrebbe facilmente raggiungere i 3 trilioni di dollari all’anno entro il 2050. Il costo dell’inquinamento atmosferico dovuto all’uso di combustibili fossili è stimato a circa 176 miliardi di dollari all’anno, o fino a 5,2 trilioni di dollari, in totale, entro il 2050.

Gli investimenti nelle tecnologie verdi sono scarsi in tutto il mondo, soprattutto nei paesi più inquinanti. Tuttavia, considerando gli elevati costi diretti e indiretti dei danni ambientali, è chiaro che il loro rapporto costo-efficacia è elevato. Ciononostante, la miopia politica e la sua conseguente demagogia porta all’inazione da parte della maggior parte dei politici. Infatti, molte risorse politiche e talenti scientifici necessari per l’innovazione ecologica sono attualmente impegnati nello sviluppo di armi nucleari e di altre aziende che, lungi dal risolvere urgenti problemi esistenziali, minacciano piuttosto la vita sul pianeta.

Le armi nucleari, in particolare, sono militarmente e politicamente obsolete e suicide. La miopia di questo capriccio armamentista è molto costosa, in quanto queste armi sono estremamente costose da mantenere: l’investimento attuale in armi nucleari è di 126 miliardi di dollari e continua ad aumentare.

Il rischio di guerra nucleare

La crisi climatica aumenta il rischio di guerra nucleare. L’orologio dell’Apocalisse per il 2019, dal Bollettino degli Scienziati Atomici, un orologio simbolico che misura il rischio di distruzione catastrofica totale da parte di una guerra nucleare, segna attualmente 2 minuti a mezzanotte, il rischio maggiore dal 1947. Ciò è dovuto principalmente a tre fattori: 1. l’instabilità della leadership politica negli Stati nuclearizzati, 2. l’aumento del rischio di detonazione nucleare accidentale o di ciberterrorismo a causa della vulnerabilità dell’elevata e crescente dipendenza da sistemi automatizzati e 3. il cambiamento climatico.

Il cambiamento climatico moltiplica le possibilità di conflitto su risorse come la terra, l’acqua potabile e le riserve alimentari e aumenta la pressione migratoria. Il crollo politico, a sua volta, porta i leader estremisti ad assumere il controllo delle armi nucleari, il che rappresenta un rischio nelle regioni in cui c’è tensione politica.

Effetti dell’uso delle armi nucleari sull’ambiente e sul clima

Ora, una sola detonazione nucleare, soprattutto in questi tempi, è in grado di causare danni ambientali significativi e irreparabili.

Da un lato, c’è l’impulso elettromagnetico (EMP) prodotto da qualsiasi detonazione nucleare.  Un singolo EMP ad alta quota – che non richiede una bomba nucleare ad alta potenza – è in grado di disattivare sistemi e dispositivi elettrici in un’intera area continentale, sia in Nord America che in Europa, e avrebbe effetti massicci sulla rete elettrica, sulle comunicazioni, sul funzionamento di automobili e ambulanze – alterando la vita civile come la conosciamo – ma influenzerebbe, allo stesso modo, anche le centrali nucleari e potrebbe provocare diverse decine di fusioni nucleari simultanee. Pensiamo un attimo ai danni causati da un singolo incidente nucleare. Il mondo sta ancora vivendo le devastazioni dell’incidente nucleare del 2011 a Fukushima, una sola centrale nucleare. Moltiplichiamolo per decine. Lungi dall’essere ipotetico, questo disastro è la minaccia che fino a poco tempo fa Kim Jong-Un ha fatto agli Stati Uniti, sapendo che l’arsenale nordcoreano, una piccolissima frazione dell’arsenale americano, è sufficiente ad alterare la vita dell’intero subcontinente nordamericano.

D’altro canto, anche un uso limitato delle armi nucleari avrebbe conseguenze climatiche catastrofiche. Nel 2012 è stato pubblicato uno studio prospettico[3] su ciò che sarebbe successo dopo una guerra tra India e Pakistan, entrambi i paesi sono stati nucleari e attualmente in conflitto. Con 100 bombe delle dimensioni di quella usata a Hiroshima, meno dello 0,5% dell’arsenale globale, l’impatto catastrofico non sarebbe solo locale e regionale, ma anche globale. Lo strato di ozono verrebbe distrutto – incidendo sulla vita che da esso dipende – e il clima verrebbe alterato in modo tale da ridurre i tempi di raccolta dei cereali di base da cui dipendono molte popolazioni, provocando una carestia che ucciderebbe 2 miliardi di persone in tutto il mondo, soprattutto nel sud del mondo. Questa carenza di cibo, a sua volta, genererebbe più conflitti, che potrebbero portare a un maggiore uso di armi nucleari. Su scala più ampia, una guerra nucleare provocherebbe una distruzione di proporzioni inimmaginabili, con miliardi di morti, un altissimo inquinamento radioattivo di vaste aree, e un inverno nucleare che finirebbe per distruggere la nostra civiltà e forse la nostra specie, insieme a molte altre.

Soluzioni integrate

La soluzione al cambiamento climatico deve includere il disarmo nucleare. Le armi nucleari rappresentano un costo e un rischio inaccettabili e minano le basi della cooperazione internazionale e della buona volontà, essenziali per risolvere le crisi globali.

Per alleviare la crisi climatica è necessaria una massiccia mobilitazione di risorse. Gran parte di questo investimento di capitale potrebbe provenire direttamente dalle ingenti risorse che saranno liberate una volta attuato il disarmo nucleare. Allo stesso tempo, il talento scientifico e le risorse politiche attualmente coinvolte nelle armi nucleari possono essere riorientate alla ricerca di innovazioni ecologiche.

D’altro canto, la soluzione alla crisi climatica e alle armi nucleari deve necessariamente coinvolgere l’intera comunità internazionale. E’ essenziale incanalare gli sforzi dell’umanità verso la promozione di una cultura di pace e il rafforzamento del regime multilaterale.

Mentre assistiamo al crollo degli accordi bilaterali (come quello delle forze nucleari intermedie tra Stati Uniti e Federazione Russa), siamo fortunatamente anche nel bel mezzo di un cambiamento di paradigma in cui il prestigio di un paese non è più dato dalla sua potenza militare o addirittura economica, ma dalla sua capacità di dialogo, di costruire accordi e di generare pace. Il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPAN), adottato all’ONU nel luglio 2017 da 122 paesi, è il prodotto di questo cambiamento. La sua concezione ha richiesto diverse fasi politiche che hanno comportato la cooperazione di molte nazioni, e la sua negoziazione è stata estremamente costruttiva e partecipativa, coinvolgendo esperti della società civile in un modo mai visto prima in un processo di questo tipo. L’universalizzazione e l’attuazione del TPAN rafforzerà il regime multilaterale e promuoverà lo scientismo e la diplomazia internazionale, elementi indispensabili per affrontare il cambiamento climatico. La firma e la ratifica del TPAN, pertanto, devono essere considerate azioni urgenti nel quadro della crisi climatica.

Il tempo della retorica è finito.  Di fronte a questo binomio esistenziale, l’umanità si trova a un bivio: o prosperiamo o ci distruggiamo. Il mondo ha più che mai bisogno di dialogo, di leader pragmatici, in grado di prendere decisioni coraggiose e di attuare politiche costruttive. E’ imperativo dare una possibilità alla pace.

Carlos Umaña, medico e traduttore, membro di ICAN e vicepresidente regionale per l’America Latina dell’IPPNW, una delle organizzazioni che da decenni si occupa di disarmo nucleare.

[1] https://www.yaleclimateconnections.org/2019/04/climate-change-could-cost-u-s-economy-billions/

[2] http://www.nuclearban.us/w2w/

[3] Carestia nucleare – https://www.ippnw.org/nuclear-famine.html

How military industries poison our planet

settembre 24, 2019

23.09.2019 – DiEM25

How military industries poison our planet

Aleksandar Novaković for DiEM25
21/09/2019,

The U.S. military is the single greatest institutional contributor to growing natural disasters. We must bring an overall reduction in military spending onto the political agenda.

Media coverage of massive heatwaves and forest fires in the heart of the Amazonia and Subsaharan Africa has somehow overshadowed the awful truth that military industries are significant contributors to climate change.

It is easy to fathom that with CO2 emissions, coming mostly from coal and petrol, newspaper stories about multinationals exploiting Third World countries, we tend to forget about the military. After all, in most of the Western world, the military is professional and soldiers are not a large part of population, hence the assumption that their role in ecological disasters is not significant.

Wrong!

In fact, the US Army alone pollutes at a rate greater than 140 countries combined. Indeed, the United States insisted on an exemption to the reporting of military emissions in the 1997 Kyoto Protocol. This is no surprise since the USA has one of the largest military industries in the history of the world and the US Air Force (USAF) is the largest single consumer of jet fuel in the world. In 2006, the USAF spent more on fuel than during the Second World War.

Climate & Capitalism sums it up: “The U.S. military is the single greatest institutional contributor to the growing natural disasters intensified by global climate change.“

The Munich Institut für sozial-ökologische Wirtschaftsforschung reports the scale of these emissions: the modern Eurofighter consumes about 70 to 100 litres of kerosene per minute and at Ramstein Base (Germany) alone, 1.35 billion m³ of climate-damaging gases are released each year.

Furthermore, the US Army has a long history of chemical weapons use dating back to the Vietnam War, including the herbicide Agent Orange that killed Vietnamese and US soldiers alike. Today, the US Army is doing the same by emitting toxic waste from their military bases in the Philippines and Okinawa, not to mention shooting depleted uranium shells in the NATO campaign in Yugoslavia in 1999 and war in Iraqin 2003.

While the public outcry against climate change continues, military industries are booming, and not only in the USA.

According to the Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), military expenditure is rising in China (by 5%) as well as in the whole of Europe (Ukraine is leading with an increase of 21%), most of Asia and Oceania and of course the USA with 716 billion dollars in 2019. The US Army is not only the world leader in the accumulation of arms but also damaging the planet with 5429 military basesworldwide, 1000 of which are located in 80 different countries outside of the US.

The conclusion is obviousWe must bring an immediate reduction in military spending onto the political agenda.

There is no room for mistakes such as the recent support by progressives in the US House of Representatives for Trump’s colossal military budget giving the Pentagon carte blanche for the next two years. While Europeans can’t influence the American legislature they can decrease their own military budgets, stop exporting weapons abroad, ban storage and use of nuclear warheads in Europe, withdraw from military campaigns around the globe.

I hope that our choice will not be poisoning ourselves with military industries while, at the same time, trying to protect our lives with those very industries.

Aleksandar Novaković is a historian and dramatist, and member of the Thematic DSC Military and Foreign Policy 1

Photo: Todd Diemer (no joke)


Yolanda - "Det här är mitt privata krig"

Kreativ text, annorlundaskap, dikter, bipolaritet, Aspergers syndrom, samhällsdebatt

Pioniroj de Esperanto

esplori la pasinton por antaŭenrigardi = esplorare il passato per guardare avanti

Haoyan Do

stories about English language and people in Asian communities in America and in Asia.

Il Blog di Roberto Iovacchini

Prima leggo, poi scrivo.

Luciana Amato

Parole e disincanto

friulimosaicodilingue

*più lingue conosci più vali*

Acquistaditutto.com

acquistionline,venditeonline,sport,casa,smartwatch,smartphone,iPhone,integratori,cucina,motori,pizza,pasta,

Giornalista Indipendente

Riproduzione Riservata - Testata Giornalistica n.168 del 20.10.2017

Nonapritequelforno

Se hai un problema, aggiungi cioccolato.

among Friends

the blog of four Quakers

Medicina, Cultura, e Legge

Articoli su Medicina, Legge e Diritto, ma anche Aforismi, Riflessioni, e Poesie. Autore: Stefano Ligorio

Quaker Scot

Occasional thoughts from Troon and beyond

Gioia per i libri

Recensioni - Poesie - Aforismi

Manuel Chiacchiararelli

Scrittore, Fotografo, Guida Naturalistica, Girovago / Writer, Photographer, Naturalist Guide, Wanderer

Pensieri spelacchiati

Un piccolo giro nel mio mondo spelacchiato.