Archive for 13 ottobre 2019

Meeting Minutes

ottobre 13, 2019

Meeting Minutes del 14-10-2019: buona settimana

Preghiamo per le vittime delle stragi del sabato sera (non finisce mai l’elenco….)  e i loro cari nel dolore e per la paladina delle donne Hevrin Khalaf, giustiziata dai miliziani filo turchi in Siria e tutte le vittime civili inermi, nella guerra in corso.

Salmo 5

1 Al maestro del coro. Per flauti. Salmo. Di Davide.
2 Porgi l’orecchio, Signore, alle mie parole:
intendi il mio lamento.
3 Ascolta la voce del mio grido,
o mio re e mio Dio,
perché ti prego, Signore.
4 Al mattino ascolta la mia voce;
fin dal mattino t’invoco e sto in attesa.
5 Tu non sei un Dio che si compiace del male;
presso di te il malvagio non trova dimora;
6 gli stolti non sostengono il tuo sguardo.
Tu detesti chi fa il male,
7 fai perire i bugiardi.
Il Signore detesta sanguinari e ingannatori.
8 Ma io per la tua grande misericordia
entrerò nella tua casa;
mi prostrerò con timore
nel tuo santo tempio.
9 Signore, guidami con giustizia
di fronte ai miei nemici;
spianami davanti il tuo cammino.
10 Non c’è sincerità sulla loro bocca,
è pieno di perfidia il loro cuore;
la loro gola è un sepolcro aperto,
la loro lingua è tutta adulazione.
11 Condannali, o Dio, soccombano alle loro trame,
per tanti loro delitti disperdili,
perché a te si sono ribellati.
12 Gioiscano quanti in te si rifugiano,
esultino senza fine.
Tu li proteggi e in te si allieteranno
quanti amano il tuo nome.
13 Signore, tu benedici il giusto:
come scudo lo copre la tua benevolenza.

Dentro di me c’è una melodia che a volte vorrebbe tanto essere tradotta in parole sue. Ma per la mia repressione, mancanza di fiducia, pigrizia e non so che altro, rimane soffocata e nascosta. A volte mi svuota completamente. E poi mi colma di nuovo di una musica dolce e malinconica.

Diario di Ettty Hillesum

Chi non riesce ad ascoltare a lungo e pazientemente chiacchererà vuotamente sempre d’altro , e infine non si fisserà più su nulla.

Dietrich Bonhoeffer

* Sukkot 1* giorno – Festa delle Capanne (ebraismo) – Non dimentichiamoci come cristiani di ricordarci spesso nelle preghiere contro l’antisemitismo ancora presente in Europa.

* 1817 muore a Parigi Madame de Stael.

Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive.

Fedor Dostoevskij

Sostegno agli attivisti di Extinction Rebellion in sciopero della fame

ottobre 13, 2019

13.10.2019 – Roma – Redazione Italia

Sostegno agli attivisti di Extinction Rebellion in sciopero della fame

Lettera al Presidente del Consiglio Conte dei promotori dell’appello sull’emergenza climatica.

Gentile Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

Esprimiamo il nostro affettuoso e convinto sostegno ai giovani e coraggiosi attivisti digiunatori di Extinction Rebellion (XR) italiani che, al pari di noi, ma con più determinazione di noi, rivendicano la dichiarazione dello stato di emergenza climatica ed ambientale presidiando, da lunedì 7 ottobre piazza Montecitorio, in connessione con una “settimana di ribellione internazionale all’estinzione”.

Li  abbracciamo e li ringraziamo nella nostra qualità di promotori dell’appello lanciato lo scorso aprile sull’emergenza da dichiarare, suscitatore a suo tempo di mozioni parlamentari in tal senso; appello che si può ancora firmare on line su:  https://www.petizioni.com/dichiarazione-emergenzaclimatica.

Quello che sottolineiamo, di fronte alle tante prese di posizione istituzionali di questi giorni sulla emergenza climatica, per lo più puramente retoriche e di comodo da parte di politici in cerca di pubblicità, è che la meta delle emissioni zero di CO2, indicata dagli accordi ONU di Parigi, è sì importante, ma ancora più importante è sapere indicare i percorsi concreti di misure e piani da attivare subito per raggiungerla: il nostro appello dava dei contributi in questo senso recepiti in buona parte dalla mozione presentata da Loredana De Petris (prima firmataria) al Senato e che il voto parlamentare lo scorso giugno ha respinto.

La nostra aggiunta nonviolenta rispetto alla tradizione ambientalista è in particolare il riferimento all’opposizione al rischio nucleare, sia militare che civile. Il nucleare come sistema della deterrenza è la massima espressione dell’attività bellica (quindi tra le principali fonti emissive); ed il ciclo del combustibile, anche esso di possibile uso militare, con la sua eredità di scorie radioattive non smaltibili, basta da solo a mettere a rischio la sopravvivenza umana. Allora anche qui ci confrontiamo con una vera emergenza che dobbiamo cominciare a neutralizzare, sul lato militare, aderendo come Paese al Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN). Sul lato civile: in linea con il voto referendario del popolo italiano, nel 1987 e nel 2011, riteniamo che occorra essere coerenti con il giudizio che la tecnologia delle centrali elettronucleari sia parte del problema ecologico e per niente affatto soluzione di esso. E ci sono manovre della lobby nucleare in tal senso da denunciare e respingere, come ad esempio attesta il voto del consiglio UE del 25 settembre scorso: l’energia nucleare addirittura viene proposta alla classificazione tra quelle “sostenibili” da finanziare!

Nel riempire di contenuti i percorsi verso la conversione ecologica riteniamo essenziale, anche in ciò sintonici con le mobilitazioni giovanili e nonviolente, il ruolo della partecipazione popolare nella progettazione e nel controllo degli interventi. E riteniamo importante da parte nostra sottolineare che vediamo il coinvolgimento della base dei cittadini come inveramento, e non stravolgimento, dell’impianto della democrazia delineato dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista.

Ci auguriamo che l’iniziativa dei digiunatori, giunta nel momento giusto  in direzione di un efficace impegno di sensibilizzazione del pubblico, abbia ulteriori momenti sviluppi positivi, dopo il notevole risultato di aver incontrato il ministro dell’ambiente Sergio Costa: e aiuti a riaprire la partita della dichiarazione di emergenza climatica ed ecologica. Il presidente del Consiglio riceva i ragazzi soddisfacendo la richiesta per la quale essi hanno deciso di continuare lo sciopero della fame ad oltranza!

Manifestiamo a questo proposito la disponibilità a concordare e percorrere con XR tratti di cammino insieme per predisporre e qualificare situazioni e tratti di una comune strategia di lotta nonviolenta, includente forti azioni di disobbedienza civile di massa.

A nostro giudizio, dobbiamo focalizzare e superare l’intreccio ignorato tra emergenza ecologica e emergenza nucleare, mirando ad un mondo in cui la giustizia sociale avanzi globalmente e si organizzi per contenere e sconfiggere le brame di potere e l’avidità della ristretta oligarchia straricca, concentrata nel Nord planetario, alla base del sistema che sta provocando la sesta estinzione di massa.

Ai giovani digiunatori, costruttori del futuro per cui ci battiamo, dovremmo comunicare tutti di essere felici di condividere il loro motto: facciamo emergere le verità sulle crisi che stiamo vivendo, agiamo subito e animiamo ed organizziamo il coinvolgimento attivo della gente!

Esortazioni che  risulteranno tanto più credibili se c’è chi riesce a mettere sul piatto della bilancia il peso dei “persuasi”: quelli che per le loro idee sono disposti a sacrificarsi, a pagare di persona, a mettere in gioco i propri corpi.

Alfonso Navarra – Disarmisti esigenti  CELL. 340-0736871 alfiononuke@gmail.com

Antonia Sani – WILPF Italia CELL. 349-7865685

(coordinamento politico organizzativo dell’iniziativa)

Ricordiamo i primi firmatari del citato appello sulla emergenza climatica dell’aprile 2019,

Moni Ovadia – Alex Zanotelli – Edo Ronchi – Grazia Francescato – Guido Viale – Mario Salomone – Vittorio Agnoletto – Alessandro Marescotti – Antonia Baraldi Sani – Oliviero Sorbini – Michele Carducci – Francesco Masi – Laura Tussi

Historic protests and today’s politics give hope for Extinction Rebellion

ottobre 13, 2019

13.10.2019 – Pressenza London

Historic protests and today’s politics give hope for Extinction Rebellion
(Image by Extinction Rebellion Facebook)

The Greenham Common peace camp and other 1980s anti-nuclear activists made a real difference – now a stronger tide is with the climate protestors.

Paul Rogers author pic
Paul Rogers for openDemocracy

This week’s Extinction Rebellion actions in London have produced some notable headlines, one being the Daily Mail’s “Extinction Rebellion mothers stage mass breastfeeding after police escort children and their buggies along Whitehall”. On a more political front The Daily Telegraph had the writer Julie Burchill under the headline “What must Hongkongers think of Britain’s privileged eco whingers?”, but perhaps the most unexpected contribution, at least for the Mail, was Janet Street-Porter’s “Never mind the nose-rings, Boris, a lot of these climate-change protestors are your people, and they have a point”.

She is pointing to one of the most striking aspect of the XR phenomenon: the sheer range of people who have been suddenly and determinedly motivated to act, even facing the risk of arrest. You have to go back a long way in the UK to find a comparable example.

One happened forty years ago, when Margaret Thatcher was elected prime minister in the UK, with Ronald Reagan following as president in the US a year later. We were entering a new and highly dangerous phase of the Cold War, not least in the UK, where the decision to upgrade the country’s missile submarine force and to allow the US to base ground-launched cruise missiles at the Royal Air Force’s Greenham Common and Molesworth bases caused immediate controversy and reawakened the anti-nuclear movement.

If one specific act helped stimulate this, it was the publication of ‘Protect and Survive’, an extraordinarily complacent civil defence pamphlet from the Home Office that confidently described how a bit of simple do-it-yourself could protect a typical home in a nuclear war. It came out in May 1980; a few months later the historian E. P. Thompson published a trenchant dissection of its laughable optimism called ‘Protest and Survive’. He then embarked on a lecture tour on the issue of what he called nuclear ‘exterminism’ and the reaction was extraordinary.

When he came to Bradford the organisers thought they might get a couple of hundred people turn up, even if the nuclear issue had been dormant for a decade, so they booked a hall with that capacity. Half an hour before the talk was due to start the hall was already packed, another 200 people were queuing in the street and a score or more arriving every minute. Fortunately, the minister of the nearby Methodist Hall was there and promptly opened it for the 700-plus people who turned up. Public reaction was not dissimilar elsewhere.

Burn-out

‘Protest and Survive’ was a marker for an upsurge which led to many actions, most notably the multi-year women’s peace camps at Greenham Common. There are valid reasons for arguing that these protests and their numerous counterparts in other countries helped form the political environment in which the key Intermediate Nuclear Forces treaty of 1987 could be signed. Even so, many activists were exhausted by the mid-1980s, well before the end of the Cold War.

Will XR campaigners get similarly worn out? Perhaps, but there are also good reasons to think that their aims will become more and more accepted and that rapid change will come.

For a start, awareness of the problem of climate change is spreading across a wider swathe of society than the 1980s anti-nuclear revival reached and it is attracting proportionally far more young people. Another factor is the awareness of the power of non-violent action, present then but even more evident now. More generally there is a clear determination across the XR movement to stick with it and avoid getting steered into violence or division.

There are three wider issues as well. One is that the climate is changing ever more rapidly and so reports on the need to counter this breakdown are coming out at least weekly. This means that XR supporters get constant reminders that they are right to persist, whatever the obstacles.

The second issue is that there is a surge in knowledge and understanding about the underlying causes of climate change, which enables climate scientists and others to be more confident in their predictions.

Finally, there have been seriously impressive developments in the technologies and processes of radical decarbonisation. The exploitation of solar energy and wind power has become so much more efficient and cheaper than even a decade ago and there is every possibility of major improvements in storage and distribution.

Politics catching up

The problem, as ever, is the political will to take the action. Here too, however, there has been a transformation. Apart from the Green Party, which has been there all along, Scottish and Welsh nationalists are both advocating far stronger policies on decarbonisation, as are the Lib Dems. But what tends to be forgotten is the change in the Labour Party.

Its record has not been all bad. During the Blair and Brown years there were some good initiatives, if often too little and late, and some Labour politicians kept the pressure up during the 2010-15 coalition years. It is the more recent transformation that has caught people by surprise, though, even if John McDonnell, Rebecca Long-Bailey, Clive Lewis and others have long been pushing for radical change. At its recent party conference, Labour adopted a 2030 target for transitioning to ‘zero carbon’ in the UK. This was far stronger than most political analysts expected, and it is very likely that this will be embedded in its election manifesto in a few weeks. If that happens, XR can take a lot of the credit.

What this means is that there is a serious possibility that in the forthcoming general election, even if there is another minority government, there will be a majority in Parliament for radical decarbonisation. That really will be a change, and much more important in the long run than Brexit.


Nonviolent Campaign Strategy

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Positive Peace Warrior Network

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The Armchair Theologian

Disestablishmentarianism in the UK, okay?

Fronte Popolare

Organizzazione militante comunista

Quaccheri Medio Olona

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Maurizio Benazzi

Resistenza olgiatese - Coalizione civica per l'alternativa - maurizio_benazzi@libero.it

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Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene

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