Archive for 26 ottobre 2019

Meeting Minutes

ottobre 26, 2019

Meeting Minutes del 27 ottobre 2017: Buona domenica

THOUGHT

 

Always give

 

Thought

 

To what

 

God’s grace has brought

 

David Herr

Preghiera per i migranti, che per i Decreti sicurezza di Salvini devono rinunciare in Italia al pronto soccorso e alle cure mediche: quando li aboliscono quegli incoscienti in Parlamento?

Non permettere, o Dio, che la nostra fiducia in Te si dilegui come un’idea fugace.
Fa’ che in noi la nostalgia del tuo regno e le nostre speranze del tuo splendore non siano simili a nubi senza pioggia. Ma, come rugiada che disseta, esaudite, bagnino le nostre labbra; e, come la manna celeste, ci sazino per sempre.

Søren Kierkegaard

La maggioranza dell’umanità vive una vita in totale opposizione sia alla ragione che al sentimento, che si trova in stato di follia temporanea ma totale

Leone Tolstoy

* 1479 Nasce Erasmo da Rotterdam

* Fine dell’ora legale e ritorno all’ora solare

* 18° esima giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico (www.ildialogo.org , che ha dato qualche spazio nei decenni passati anche a noi quaccheri)

I grandi programmi ci conducono sempre soltanto là dove già siamo: ma noi dobbiamo invero lasciarci trovare soltanto dove Egli è

Dietrich Bonhoeffer

Lives at risk if wireless technology demands are not held in check: UN weather watchdog

ottobre 26, 2019

26.10.2019 – UN News Centre

Lives at risk if wireless technology demands are not held in check: UN weather watchdog
Hurricane Dorian as seen from the International Space Station on 2 September 2019. (Image by NASA)

Amid growing competition for radio wave space due to new wireless technologies, the World Meteorological Organization (WMO) on Thursday called on governments to protect radio frequencies allocated to potentially life-saving weather forecasting services.

Earth observation services vital to weather forecasts and long-term climate change monitoring, are having to share more and more limited bandwidth, with the rollout of new communication devices, including the new 5G phone data service.

Frequencies dedicated to weather forecasts need to be balanced with commercial interests, Eric Allaix, chair of the WMO group dealing with frequency issues, said, explaining the risks posed by having too little bandwith, when it comes to early warnings of bad weather.

“Thanks to timely weather warnings, there has been a big reduction in loss of life during recent decades. These improvements are directly related to the use of radio frequency-based remote sensing, feeding directly into numerical weather prediction systems giving more accurate predictions with longer lead periods.”

No wish to hold technology back

Mr. Allaix, said WMO does not wish to hamper technological advancements, “but we are concerned that they should not encroach on the frequencies used by life-saving applications” including aircraft, radar and other observing systems beyond predicting the weather.

In June, the World Meteorological Congress, WMO’s decision-making body, passed a resolution stressing the need to protect radio bandwidth necessary for earth observations, explaining that “jeopardizing these frequencies jeopardizes weather forecasts and services, and thus, people’s lives.”

Our ability to foresee incoming disaster and destructive weather events is possible thanks to “passive sensing techniques”, used by many weather experts, the WMO explains. Sensitive instruments measure very low-power microwaves emitted from the atmosphere and the Earth’s surface.

The radio frequency on which these observations operate, runs adjacent to the 5G frequency used on many mobile devices, which make lines of communications in predicting the weather vulnerable to interference.

From 28 October to 22 November, the World Radio Communication Conference (WRC-19) will bring together more than 3,500 participants in Sharm el-Shaikh, Egypt, to address and revise radio regulations with major repercussions for earth exploration, environmental and meteorological monitoring.

The 193 Member States belonging to the International Telecommunications Union (ITU) will be in attendance, along with 267 members of the ITU Radiocommunication Sector (ITU-R).

La Prima Guerra Mondiale non va festeggiata, 4 novembre dovrebbe essere lutto

ottobre 26, 2019

26.10.2019 – Alessio Di Florio

La Prima Guerra Mondiale non va festeggiata, 4 novembre dovrebbe essere lutto
(Foto di Cambiamo Messina dal basso)

La Prima Guerra Mondiale fu uno scontro tra grandi potenze imperialiste che portò solo milioni di morte, atrocità, barbarie, distruzione e devastazione. Tanto è vero che la definizione più conosciuta e diffusa del conflitto fu quella di Benedetto XV: inutile strage. Solo l’Italia ebbe 650 mila morti e un milione di mutilati e feriti, molti di più di quanti erano gli abitanti di Trento e Trieste, in una guerra che – riportano i libri di storia – persino Giolitti disse che doveva essere evitata. Un approfondimento su “L’ascesa del nazismo e la lotta per il fronte unico nella Germania degli Anni Trenta”, disponibile sul sito “Movimento Operaio” di Antonio Moscato, riporta che “il numero delle vittime, militari e civili, arriva a circa 40 milioni di persone: 21 milioni di feriti, 19 milioni di morti – di cui 9,7 milioni di militari, 8,8 milioni di civili – (4,2 nell’Impero ottomano e 1,5 in Russia). Gli Alleati perdono oltre 5 milioni di soldati (Russia 1,8 – Francia 1,4 milioni) e gli Imperi centrali circa 4 milioni (la Germania 2 e l’Austria-Ungheria 1,1 milioni). Anche i feriti si contano a milioni (5 in Russia; 4,3 in Francia e in Germania; 3,6 in Austria-Ungheria) ”. Eppure in Italia, ancora oggi nel 2016 quando da tempo immemore gli storici hanno fatto i conti con la realtà di quanto accaduto, l’inutile strage continua ad essere festeggiata e si perpetua la propaganda della “vittoria”. Mutilata o meno che la si voglia definire poco cambia, non ci fu nessuna vittoria. PeaceLink, il Movimento Nonviolento (fondato da Aldo Capitini, l’ideatore della Marcia Perugia Assisi) e il Centro di Ricerca per la Pace e i diritti umani di Viterbo, propongono anche quest’anno di non partecipare alle cerimonie ufficiali e di organizzare iniziative nonviolente in tutte le piazze d’Italia dove commemorare le vittime di ogni guerra esprimendo un lutto che sia anche solenne impegno ad opporsi ad ogni guerra, sempre mosse da volontà di conquista, dominio, colonialismo politico ed economico.

Dopo oltre 100 anni di guerre, lutti, carneficine in nome degli interessi delle grandi potenze capitaliste, a 20 anni dai bombardamenti su Belgrado che prolungarono la guerra nei Balcani e diedero avvio alla stagione delle guerre travestite da ingannevoli alti proclami (“umanitaria”, “per la democrazia” e simili), a 18 anni dall’inizio della “guerra al terrore” che ha distrutto l’Afghanistan e l’Iraq e reso il mondo molto più insicuro e disumano – si legge nell’appello di Centro di Ricerca per la Pace e i diritti umani di Viterbo, Movimento Nonviolento e PeaceLink è il momento di dire basta. Per questo le associazioni continuano, nel disinteresse della politica e dei grandi media nazionali, la richiesta che l’Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari del 7 luglio 2017, la campagna “Un’altra difesa è possibile” e una drastica riduzione delle spese militari e la riconversione civile della finanza pubblica. Le spese militari, che aumenteranno sempre più dopo che Trump ha ordinato ad Italia ed altri Stati una maggior partecipazione economica nella Nato, gravano sul bilancio dello stato italiano per l’enorme importo di decine e decine di milioni di euro al giorno. I fondi pubblici oggi destinati a strutture e strumenti di morte devono essere riconvertiti nella difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani e del mondo vivente.

Solo la nonviolenza può salvare l’umanità è il profondo monito pacifista. Per questo le proponenti l’appello perché il 4 novembre smetta di essere una “festa” chiedono “ un impegno particolare a contrastare la violenza maschilista, prima radice e primo paradigma di ogni violenza ” e si oppongono “ al razzismo, crimine contro l’umanità ” chiedendo “ che siano immediatamente revocate tutte le sciagurate decisioni governative che configurano omissione di soccorso, pratiche segregative e persecutorie, flagranti violazioni dei diritti umani e della stessa Costituzione della Repubblica italiana ”. L’appello dal titolo “ Ogni vittima ha il volto di Abele. 4 novembre non festa ma lutto ” è ormai da tantissimi anni un impegno fisso nell’agenda pacifista. E ogni anno, oltre la restituzione della verità storica e ribadire l’impegno per il disarmo e la retorica militarista, l’attenzione viene focalizzata su quanto accade in Italia e nel mondo, su una tematica e un impegno particolare con cui rendere ancor più concreto l’impegno da persuasi della nonviolenza. E quest’anno non si poteva non volgere lo sguardo al Medio Oriente e quanto sta accadendo tra Turchia, kurdi, Siria e Yemen. “ L’umanità intera è messa in pericolo da guerre e nuove escalation belliche – scrivono i tre sodalizi pacifisti – E ancora una volta il Medio Oriente in fiamme è simbolo di questo baratro. Mentre la guerra in Siria prosegue senza alcuna speranza, così come in Yemen ormai non si contano più le atrocità dei bombardamenti sauditi, l’attacco turco contro i curdi aumenta ancor di più il livello del conflitto, la barbarie, le sofferenze, i lutti. E, ancora una volta, Stati Uniti d’America e Unione Europea – Italia compresa – mentre emettono balbettii diplomatici o roboanti proclami, di fatto rimangono a guardare, o peggio: sostengono l’industria bellica, e quindi le stragi che le armi provocano. Chiediamo in nome dell’umanità l’immediata sospensione di produzione ed esportazioni di armi verso la Turchia, l’Arabia Saudita, tutti i paesi belligeranti e tutti i regimi che violano i diritti umani. Così come chiediamo che vengano immediatamente ritirati i soldati italiani impegnati nell’ambito della Nato sul confine turco ”.

Meeting Minutes

ottobre 26, 2019

 

Meeting Minutes del 26-10-2019: shabbat Shalom

” La vita e la morte, il dolore e la gioia, le vesciche ai piedi estenuati dal camminare e il gelsomino dietro casa, le persecuzioni, le innumerevoli atrocità,tutto, tutto è in me come un unico potente insieme, e come tale lo accetto e comincio a capirlo sempre meglio -così, per me stessa, senza riuscire ancora a spiegarlo agli altri ”

Etty Hillesum

Proprio come l’uomo crede, così spera: e non è scandaloso sperare, sperare illimitatamente

Dietrich Bonhoeffer

BELIEVE

 

Though God

 

Is beyond my seeing

 

I believe

 

With all my being

 

David Herr

* 1954 Ritorno di Trieste all’Italia

* 2011 Alluvione in Liguria, che si ripeterà con violenza nel 2014

* Giornata europea delle lingue (noi lavoriamo religiosamente in bilingue)

Il nostro errore più grande è quello di cercare negli altri le qualità che non hanno, trascurando di esaltare quelle qualità che invece realmente possiedono

Marguerie Yourcenar

«Oggetto della preghiera nei salmi è la vita in comunione con il Dio della rivelazione, la vittoria finale di Dio nel mondo e l’instaurarsi del regno messianico». È la stessa meta a cui ci conduce il Nuovo Testamento, è lo stesso respiro che regge il Padre nostro, considerato da Bonhoeffer come l’ideale summa del Salterio. Perciò, «l’unica cosa importante è il ricominciare di nuovo con fedeltà e amore a pregare i salmi, in nome del nostro Signore Gesù Cristo».

Ravasi citando il pastore della chiesa confessante

Plaza Italia, Santiago, 25 ottobre: la più grande mobilitazione mai vista in Cile

ottobre 26, 2019

26.10.2019 – Redacción Chile

Quest’articolo è disponibile anche in: SpagnoloFranceseGreco

Plaza Italia, Santiago, 25 ottobre: la più grande mobilitazione mai vista in Cile
(Foto di YouTube.com))

Pubblichiamo qui la sequenza delle foto che testimoniano ciò che è accaduto venerdì 25 ottobre a Santiago con la maggior mobilitazione mai vista prima in una manifestazione cilena. Secondo i dati in nostro possesso, nella capitale hanno partecipato circa 1.500.000 persone. Se contiamo anche quelli che hanno manifestato in altre città del paese, il totale supera i 4 milioni di persone. Questo è lo stesso numero che si è presentato a votare alle ultime elezioni. Gli slogan scanditi più spesso dalla folla sono stati: ” Il Cile si è svegliato!” e anche “Addio Sebastián!”.

Foto-reportage di Sergio Bastías:

Chile

ottobre 26, 2019

More demonstrations of support and solidarity with Chile around the world

25.10.2019 – Redacción Chile

This post is also available in: SpanishGerman

More demonstrations of support and solidarity with Chile around the world

As the days go by, demonstrations by Chileans and local organizations are held in more cities around the world to express their support for the Chilean people in these days of change, as well as to join the demand that Sebastián Piñera resign and call a Constituent Assembly to replace the 1980 Constitution, imposed by the dictatorship. Today, Thursday, was a special day, because a simultaneous world march was called. Some of the cities were:

Barcelona, a city where demonstrations are also taking place due to the Madrid court ruling against Catalan political leaders.

 

Mexico Federal District 

 

Okinawa, Japan 

 

Milan, Italy

 

Berlin, Germany 

Keep up, Chile!


Nonviolent Campaign Strategy

Learn how to plan and implement a nonviolent strategy for your campaign

Positive Peace Warrior Network

More People! More Power!! More Progress!!!

The Armchair Theologian

Disestablishmentarianism in the UK, okay?

Fronte Popolare

Organizzazione militante comunista

Quaccheri Medio Olona

Sempre antifascisti: ieri e oggi. Anche domani - creato e gestito dai quaccheri in Italia

Maurizio Benazzi

Resistenza olgiatese - Coalizione civica per l'alternativa - maurizio_benazzi@libero.it

A Friendly Letter

Chuck Fager -- Writer, Editor

ValleOlonaRespira

Basta veleni sul nostro territorio

lessicocristianoblog

Nuova alleanza: usalo come preghiera

Friends in Christ

(Primitive Quakers)

The Postmodern Quaker

An experiment in publishing by George Amoss Jr.

Partito Comunista Italiano Federazione di Varese

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. -- Antonio Gramsci

Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene

A cura del quacchero conservative Maurizio Benazzi

quaccheri e hutteriti in Italia

Io non vi chiamo più servi; perché il servo non sa quel che fa il suo signore; ma voi vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio (Gv 15,15)