Archive for 2 novembre 2019

Meeting Minutes

novembre 2, 2019

Meeting Minutes domenicale del 3 dicembre 2019

Sembrano finiti finalmente i disguidi nella distribuzione delle e mail su Yaoo Groups; riprendiamo – senza anticipare – lunedì prossimo.

PROFOUND

In God’s love

I have found

A blessing

Truly profound

David Herr

Non si può stringere la mano a qualcuno con il pugno chiusi

Indira Gandhi

* A Bhopal in India 3500 morti per l’esplosione della fabbrica della “Union Carbide”

* 1917 muore in Francia Leon Bloy, scrittore, saggista e poeta francese

“Non si pone la domanda se possiamo essere giusti accanto a Dio, ma la domanda su come  sia vero ed effettivo che soltanto Dio è giusto

Dietrich Bonhoeffer

Preghiera per il perdono dei nostri peccati di egoismo e non solo

Per mezzo di tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo,
Tu hai fatto di noi dei tuoi figli.
Sii in mezzo in noi e ammaestraci, affinchè i nostri timori e i nostri scoraggiamenti, la nostra vanità e la nostra arroganza, la nostra incredulità e le nostre supersitizioni scompaiano davanti alla tua grandezza e alla tua bontà; affinche i nostri cuori si aprano gli uni agli altri, onde possiamo comprenderci e soccorrerci reiprocamente.

Karl Barth

No all’esercito nelle scuole

novembre 2, 2019

A Venezia professori e studenti dicono No all’esercito a scuola

01.11.2019 – Alessio Di Florio

A Venezia professori e studenti dicono No all’esercito a scuola
Joyeux Noel (Foto di Joyeux Noel)

La “Festa delle Forze Armate” del 4 novembre, in occasione dell’anniversario della fine della “inutile strage” della Prima Guerra Mondiale, oltre a imponenti manifestazioni nelle piazze (fortemente criticate da associazioni pacifiste che hanno sottolineato l’immensa strage e l’inaccettabilità ancora oggi della retorica militarista ) vede da tanti anni coinvolte le scuole. Di ogni ordine e grado. Coinvolte nelle celebrazioni organizzate dai Comuni (e non solo) nelle piazze o con iniziative ad hoc dentro l’istituto. Il 28 ottobre il Liceo Marco Polo di Venezia ha ospitato la conferenza “4 novembre Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate”. Relatori il Tenente di Vascello Elena Gravina della Scuola Navale Militare “F.Morosini” di Venezia e il Tenente Maria Grazia Ponziano, comandante della sezione operativa 2° Nucleo Operativo metropolitano Venezia della Guardia di Finanza. Un’iniziativa fortemente contestata da alcuni professori e studenti. I docenti hanno criticato l’iniziativa, hanno scritto in una lettera aperta al Dirigente scolastico e alla Presidente del Consiglio d’Istituto. Nel metodo chiedendo quando sarebbe stata deliberata l’iniziativa “considerato che, a quanto ci risulta, non è stata deliberata né dal Collegio Docenti, né dal Consiglio d’Istituto, né dai consigli delle classi coinvolte, che, anzi, in alcuni casi, avevano programmato differenti attività per la giornata”. Nel merito gli insegnanti, ribadendo l’articolo 11 (probabilmente tra i più disattesi di tutti) della Costituzione, esprimono profondo stupore per la presentazione dell’incontro “come potenziamento di Cittadinanza e Costituzione”.

Educhiamo i nostri studenti ai valori della pace, della nonviolenza, del dialogo – sottolineano gli autori della lettera aperta di protesta – e a tali valori sempre si sono ispirati i progetti di “Cittadinanza e Costituzione “ai quali la nostra scuola ha partecipato. Una circolare ministeriale, uscita in questi giorni, avente come oggetto: “4 Novembre “Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate”, invita sì ad organizzare conferenze nelle scuole di ogni ordine e grado, ma precisa altresì che “gli argomenti, traendo spunto della ricorrenza del Centenario della Prima Guerra Mondiale, saranno incentranti sulle circostanze storiche e le fasi salienti della Grande Guerra”. Si chiedono quindi se gli invitati alla Conferenza del 28 ottobre siano le persone più compenti nel trattare argomenti di tale portata storica, culturale e ideologica. Preoccupati  della mancanza di un contraddittorio con esponenti del mondo civile e/o accademico proprio perché “il 4 novembre 1918 aveva termine il primo conflitto mondiale, un evento che ha segnato in modo profondo e indelebile l’inizio del ‘900 e che ha determinato radicali mutamenti politici e sociali” (circolare ministeriale citata)”. In conclusione gli insegnanti affermano di preferire “celebrare” il 4 novembre come giornata di commemorazione dei caduti di tutte le guerre, militari e civili, “vittime di un potere che si mantiene vivo proprio con la guerra, guerra che rappresenta sempre e comunque una sconfitta”. Parole in perfetta sintonia con quanto, sul 4 novembre di “festa” e la retorica militarista che l’accompagna, da molti anni ribadiscono diverse associazioni pacifiste che, come abbiamo già riportato https://www.pressenza.com/it/2019/10/la-prima-guerra-mondiale-non-va-festeggiata-4-novembre-dovrebbe-essere-lutto/ , denunciano l’inutilità dell’inutile strage 1914-1918 e di tutte le guerre. E invitano a considerare il 4 novembre “non festa ma lutto”. Lo stesso concetto che, a loro volta, ribadiscono in un’altra lettera aperta un gruppo di studentesse e studenti della scuola. Le autrici e gli autrici definiscono assurdo e inaccettabile che in una scuola una vittoria di guerra “visto che nella vittoria o nella sconfitta di una guerra non c’è nulla da celebrare”. La scuola, affermano, deve essere “luogo di formazione che ci educhi al valore della pace e del dialogo e non dell’aggressione e della guerra”. E, dopo aver ribadito anche loro l’articolo 11 della Costituzione e che l’evento stupisce rientri in un programma su cittadinanza e costituzione, concludono di essere propensi a celebrare il 4 novembre “come giornata di commemorazione dei caduti di tutte le guerre, che causano lutti e conseguenze catastrofiche senza mai avere un vero vincitore” e invitando “tutti gli studenti coinvolti a tale conferenza a rimanere nelle classi e/o organizzarci diversamente trovando un momento collettivo per discutere effettivamente e in altri termini della questione”.

Ha espresso solidarietà e sostegno alla protesta degli insegnanti e degli studenti del “Marco Polo” di Venezia il Movimento Internazionale della Riconciliazione. Dopo aver apprezzato il lavoro di educazione alla Pace e alla nonviolenza e condivisa la preoccupazione “a non fare della ricorrenza del 4 novembre un momento celebrativo della vittoria, della guerra e delle Forze Armate, bensì un’occasione di approfondimento storico e di commemorazione delle vittime” dell’inutile strage, il MIR ha auspicato “il superamento di norme e circolari che consentono all’interno delle scuole attività contrarie all’educazione alla pace”. Incredibilmente proprio richiamando la Costituzione ha invece attaccato i docenti l’assessore veneta all’istruzione Donazzan di FdI che ha definito “sovversivo” l’atteggiamento degli insegnanti che non meriterebbero di insegnare e chiesto un’ispezione dell’Ufficio Scolastico Regionale.

Università italiane collaborano con NATO e Turchia

Quanto accaduto a Venezia è solo l’ultimo episodio, almeno conosciuto nel momento in cui quest’articolo viene scritto, di un rapporto tra scuole e istituzioni militari sempre più stretto. Non si contano più, nelle cerimonie più diverse o approfittando dei progetti scolastici (persino l’alternanza scuola/lavoro) più disparati. Fortissima attenzione sul tema, con la denuncia di tantissimi episodi, da anni cerca di portarla avanti l’insegnante e giornalista pacifista Antonio Mazzeo. Insegnante da 35 anni all’Istituto Comprensivo Cannizzaro Galatti di Messina, l’anno scorso subì l’avvio di un provvedimento disciplinare per aver criticato la partecipazione dell’Istituto al progetto “Esercito e studenti uniti nel tricolore” della Brigata Meccanizzata “Aosta” dell’Esercito italiano, reparto coinvolto in missioni NATO. Nel mese scorso in due articoli sul proprio blog, rilanciati da molte testate internet indipendenti, ha documentato che “sono più di duecento i progetti di collaborazione culturale e scientifica tra le università italiane e gli atenei turchi implementati negli ultimi vent’anni”. “27 le università italiane partner di centri di ricerca accademici del paese mediorientale e ci sono accordi di mutua cooperazione firmati appena qualche mese fa, mentre altri hanno preso il via decadi fa ma vengono rinnovati tacitamente e automaticamente di anno in anno” leggiamo nell’articolato dossier (http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2019/10/ecco-voi-le-universita-italiane-che.html ). “La difesa dei diritti del popolo kurdo e la resistenza all’escalation di morte in Medio oriente impone a tutti scelte nette e inequivocabili” su embargo delle fornitura di armi e fine di ogni collaborazione con il regime turco afferma con forza, ribadendo che devono dare un contributo importantissimo in questa direzione le università. Nell’elenco delle 27 università in un secondo articolo Antonio Mazzeo documenta la presenza dell’Università di Messina, firmataria il 16 aprile 2014 di un accordo quinquennale di un “Accordo-quadro di cooperazione culturale, scientifica e didattica nei campi di mutuo interesse” con l’Università di SmirneNon essendoci notizie di espresse interruzioni, l’accordo quest’anno dovrebbe essersi rinnovato tacitamente. A Messina, riporta il giornalista pacifista, pare che nessuno ne abbia mai avuto notizia: numerosi report di organizzazioni non governative in difesa dei diritti umani e inchieste giornalistiche (http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2019/10/linsostenibile-accordo-delluniversita.html ) “hanno documentato come proprio la Dokuz Eylul Universitesi di Smirne sia stata tra le più colpite dalla furia repressiva e dai decreti emergenziali (illegittimi ed incostituzionali) del nuovo sultano di Ankara”. Il dossier di Antonio Mazzeo riporta alcuni di questi episodi e documenta che, mentre la repressione di Erdogan colpiva docenti e studenti, l’università di Smirne ha consolidato la forte pluridecennale partnership con la Nato e l’esercito. Il 3 maggio scorso gli studenti hanno visitato hanno visitato il quartier generale delle forze terrestri alleate di Izmir (NATO Allied Land Command’s – LANDCOM), per “approfondire il ruolo e la missione dei reparti della NATO che garantisce la sicurezza al nostro popolo e al nostro paese, adattandosi continuamente alle nuove sfide”. Da molti anni la stessa Università, insieme con altri centri accademici che vantano accordi con l’Italia, “coopera con il NATO Undersea Research Centre (NURC) con sede a La Spezia in progetti di ricerca sulla “sicurezza navale e sottomarina” e a controverse sperimentazioni militari nelle acque del Mar Nero, del Mar di Marmara e dell’Egeo (anche congiuntamente con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste, l’ENEA e il Massachusetts Institute of Technology – MIT). “I risultati delle ricerche del NATO Undersea Research Centre supportano l’abilità delle nazioni NATO a condurre con successo le operazioni contro le minacce e/o per la sicurezza marittima”, riporta un comunicato emesso dal entro NATO di La Spezia a conclusione di una campagna di “ricerche” eseguite in Turchia con l’Università di Smirne”.

I QUACCHERI SONO FRA I FONDATORI in italia del MIR e solo negli ultimi decenni lo hanno abbandonato per l’abbandono della scelta di sola laicita’ contro il clericalismo, siciliano in particolare. Meglio soli che accompagnati da preti o Vescovi.

The new Right Livelihood Award Sculpture is made from recycled illegal guns

novembre 2, 2019

01.11.2019 – Right Livelihood Award Foundation

The new Right Livelihood Award Sculpture is made from recycled illegal guns
(Image by Right Livelihood Award)

The Right Livelihood Award, widely known as the ‘Alternative Nobel Prize’, celebrates its 40th anniversary this year. Tony Cragg, one of the world’s foremost sculptors, has custom-designed the new Award. The sculpture is made from Humanium Metal by IM, a unique material made of recycled metal from gun destruction programs in Central America. Climate activist Greta Thunberg is among the first Laureates to receive the new Award Sculpture.

“Every day, around 1.000 people are killed by guns in non-conflict areas around the globe. The Right Livelihood Award was founded to honor and support people who solve global problems. Creating the Award Sculpture from melted, illegal guns is a perfect match, says Ole von Uexkull, executive director of the Right Livelihood Foundation.

Gun violence is a global epidemic. To tackle this problem, the organization IM Swedish Development Partner launched the Humanium Metal initiative in 2016, which aims to decrease gun violence and build inclusive and peaceful societies. So far, about 5,500 illegal weapons have been recycled within the project. The most recent destruction of guns took place yesterday in El Salvador. The metal from seized firearms is melted and molded into units, called Humanium Metal, which are then made available for commercial production. The revenues go back to communities affected by gun violence. Products available on the market include watches and jewellery.

Humanium Metal is sometimes referred to as “the most valuable metal in the world” as the destruction of guns contributes to removing weapons from the streets and saving lives. Soon, the first Right Livelihood Awards made from Humanium Metal will be given to climate activists Greta Thunberg from Sweden and nonviolent activist Aminatou Haidar from Western Sahara, among others.

“The Right Livelihood Award is one of the world’s most prestigious awards in sustainability, peace and social justice. We are thrilled and proud that the awards are now being created out of Humanium Metal. I hope that this will inspire to more sustainable collaborations between business, governments and civil society working for a more peaceful world”, says Martin Nihlgård, Secretary-General at IM Swedish Development Partner.

Famous British sculptor Tony Cragg created the awards pro bono. Cragg is known for working with unconventional materials, such as Kevlar and industrial scraps, and can now add yet another unusual material to his list made of illegal guns. “It is a delight for me to participate in this context”, says Tony Cragg.

Laureates will receive their prizes at the 2019 Right Livelihood Award Presentation in Stockholm on 4 December. For the first time, the public is invited to participate in the Award Presentation as the Award celebrates its 40th anniversary. Edward Snowden, who received the Right Livelihood Award in 2014, will join the celebration via link from Moscow and the artists José González and Ane Brun will perform at the event.

Tickets for the Award Presentation are available via Cirkus.se.

About the Right Livelihood Award

Established in 1980, the Right Livelihood Award honours and supports courageous people solving global problems. To date, there are 178 Laureates from 70 countries.

The Swedish Right Livelihood Foundation presenting the Award sees its role as being the megaphone and shield for the Laureates and provides them with long-term support. It seeks to help protect those Award recipients whose life and liberty are in danger. The Foundation has Special Consultative Status with the UN Economic and Social Council.

Anyone can propose candidates to be considered for the Right Livelihood Award. The Laureates are selected by an international Jury after careful investigation by the Foundation’s research team. Unlike most other international prizes, the Right Livelihood Award has no categories. It recognises that, in striving to meet the challenges of today’s world, the most inspiring and remarkable work often defies any standard classification.

How it all began – The Nobel Foundation rejected an environmental prize

In 1979, the Swedish-German philanthropist and stamp collector Jakob von Uexkull turned to the Nobel Foundation with the proposal to create two new Nobel Prizes, one environmental award and one award to promote knowledge and perspectives of people in poor countries. To fund the prizes, he offered to sell his stamp collection, worth more than one million US Dollars, and donate the money to the Nobel Foundation.

Jakob was alarmed by the disconnect between the urgency of global problems and the way the international community was dealing with them. He saw how decision-makers were meeting behind closed doors, out of touch with reality. Activists and civil society organizations were at the same time gathering outside the meeting rooms, often presenting constructive solutions to the problems. But their proposals were not taken seriously, and Jakob wanted to do something about it.

“Whoever gets the Nobel Prize will be listened to”, he thought and contacted the Nobel Foundation, which politely rejected the proposal to establish two new awards. There and then, Jakob decided to create the Right Livelihood Award to support people fighting for a just, peaceful and sustainable world. He went ahead and sold parts of the stamp collection, and that was how it all began. The Right Livelihood Award received a lot of attention when it was presented for the first time in 1980, one day before the Nobel Prize. Today, it is one of the most prestigious awards in sustainability, social justice and peace.

Income from the sale of stamps generated sufficient means to kick off the prize, but ever since the Right Livelihood Award has been receiving its funding from private donors. A unique feature is that the Award comes with long-term support that includes networking and protection for Laureates under threat. Because of its founding history, it has come to be known as the ‘Alternative Nobel Prize’.


Nonviolent Campaign Strategy

Learn how to plan and implement a nonviolent strategy for your campaign

Positive Peace Warrior Network

More People! More Power!! More Progress!!!

The Armchair Theologian

Disestablishmentarianism in the UK, okay?

Fronte Popolare

Organizzazione militante comunista

Quaccheri Medio Olona

Sempre antifascisti: ieri e oggi. Anche domani - creato e gestito dai quaccheri in Italia

Maurizio Benazzi

Resistenza olgiatese - Coalizione civica per l'alternativa - maurizio_benazzi@libero.it

A Friendly Letter

Chuck Fager -- Writer, Editor

ValleOlonaRespira

Basta veleni sul nostro territorio

lessicocristianoblog

Nuova alleanza: usalo come preghiera

Friends in Christ

(Primitive Quakers)

The Postmodern Quaker

An experiment in publishing by George Amoss Jr.

Partito Comunista Italiano Federazione di Varese

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. -- Antonio Gramsci

Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene

A cura del quacchero conservative Maurizio Benazzi

quaccheri e hutteriti in Italia

Io non vi chiamo più servi; perché il servo non sa quel che fa il suo signore; ma voi vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio (Gv 15,15)