Archive for 5 novembre 2019

Le persone con disabilità sono più a rischio povertà (dati e numeri)… Altro che abolizione governativa della povertà

novembre 5, 2019

In Italia il 30% dei cittadini disabili con limitazioni funzionali è  a rischio povertà ed esclusione sociale: lo rileva l’Eurostat

Esiste una correlazione tra disabilità e rischio di povertà: non è solo una percezione, ma un dato confermato dai numeri. In Italia la FISH denunciava solo pochi mesi fa l’occasione persa dell’annuale rilevamento ISTAT utile a fotografare l’Italia, sui dati relativi alla povertà del nostro Paese non ha regisitrato dati specifici relativi alla disabilità.  Ad arrivarci sono però i dati europei, che danno conto di una situazione tutt’altro che rosea, a conferma che la correlazione c’è, ed è anche molto forte.

LA CORRELAZIONE TRA POVERTA’ E DISABILITA’ – Secondo i dati rilevati dall’EUROSTAT (l’ente europeo di statistica) nel 2018, circa il 28,7% della popolazione dell’UE con disabilità (di età pari o superiore a 16 anni) era a rischio di povertà o esclusione sociale, rispetto al 19,2% di quelli senza limitazioni. La voce, abbreviata con l’acronimo di AROPE (At Risck Of Poverty Or Social Exclusion),così scomposta,dà questi numeri:
-Rischio di povertà: 20,9% disabili VS 15% NON disabili
-Tasso di deprivazione materiale grave: 9,4% disabili VS 5% NON disabili
-Percentuale di persone con meno di 60 anni che vivono in NUCLEI familiari con bassa intensità di lavoro: 22,5% disabili VS 7,1% NON disabili

DATI IN ITALIA
Rispetto alla media generale, vediamo i dati italiani:
Rischio di povertà o esclusione sociale: 30% disabili VS 25,5% non disabili
-Rischio di povertà: 20% disabili VS 19% NON disabili
-Tasso di deprivazione materiale grave: 11,6% disabili VS 7,5% NON disabili
-Percentuale di persone con meno di 60 anni che vivono in nuceli familiari con bassa intensità di lavoro: 22,1% disabili VS 10,8% NON disabili

grafico povertà occupazione disabili
DATI NEGLI ALTRI PAESI – Il report registra naturalmente delle differenze anche significative tra i vari aPaesi dell’UE, ma quello che sembra rimanere come costante è comunque la correlazione tra povertà e disabilità, che in ogni paese rimane, registrando ovunque una percentuale maggioire di rischio di povertà, quando siamo in presenza di disabilità. Rispetto all’indicatore generale del rischio di povertà ed esclusione sociale in presenza di limitazioni funzionali, abbiamo visto che l’Itaolia si attesta su un 30%. Il Paese col più alto rischio è risultata la Bulgaria, con il 49,4% (rispetto al 29,9 della popolazione non disabile), a poca distanza da Lituania (43,0% rispetto al 22,5% dei cittadini non disabili) e da Lettonia (al 43,6% rispetto al 21,2% dei suoi cittadini non disabili). Il dato migliore è della Slovacchia, con il 18,4% (rispetto al 13,5% deinon disabili), mentre la Francia si attesta sul 21% (contro il 14,3% dei non disabili), e l’Austria al 21,7% contro il 14,1%.

tabella occupazione disabili
CORRELAZIONE TRA POVERTA’, OCCUPAZIONE E DISABILITA’ – Un altro dato interessante è quello relativo al rischio di povertà è anche in presenza di occupazione, in relazione alla condizione o meno di disabilità. Eurostat rileva che, indipendentemente dal fatto che esista o meno una limitazione, avere un lavoro riduce il rischio di povertà. Nel 2018, l’11,0% della popolazione occupata di età pari o superiore a 18 anni nell’UE-28 era a rischio di povertà, mentre la percentuale era del 16,3% per tutte le persone della stessa fascia d’età (non occupata). Tuttavia, l’occupazione non fa scomparire il rischio di povertà. La povertà sul lavoro, ovvero la povertà tra la popolazione occupata, è un indicatore chiave dell’integrazione nel mercato del lavoro delle persone che hanno una limitazione. Nell’UE-28, l’11,0% delle persone occupate con una limitazione dell’attività era a rischio di povertà. I valori più alti sono stati osservati in Grecia (16,4%), Romania (20,4%) e Lussemburgo (20,5%), e i più bassi in Repubblica Ceca (5,3%), Danimarca (4,8%) e Finlandia (3,5%). In Italia il dato non si discosta di molto.

grafico povertà disabili europa

Per approfondire:

Rilevazione Eurostat

US withdrawal from Paris Agreement to take effect in November 2020

novembre 5, 2019

05.11.2019 – US, United States – UN News Centre

US withdrawal from Paris Agreement to take effect in November 2020

The United States announced on Monday that it was formally beginning the process of withdrawal from the historic Paris Agreement on climate change, signed by 193 countries in 2015.

The UN Spokesperson’s Office issued a note to correspondents, in reaction to the notice of withdrawal, which came from US Secretary of State, Mike Pompeo, addressed to the Secretary-General:

“This letter constitutes notification by the United States of America of its withdrawal from the Paris Agreement.  Pursuant to Article 28, paragraph 2, of the Paris Agreement, the withdrawal of the United States from the Paris Agreement shall take effect upon expiry of one year from the date on which you receive this notification of withdrawal.”

The Spokesperson said the withdrawal of the United States “will take effect on 4 November 2020.” President Donald Trump made withdrawal from the Agreement a campaign pledge, although the US signed it in April 2016, and expressed consent to be bound by the deal in September that year.

In a statement from Mr. Pompeo released on Monday he said that in June 2017, President Trump “made the decision to withdraw from the Paris Agreement because of the unfair economic burden imposed on American workers, businesses, and taxpayers by U.S. pledges made under the Agreement. ”

The US is the only one of the signatories to the agreement – to keep CO2 emissions to well below 2 degrees Celsius above pre-industrial levels – to announce it is pulling out.


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