Archive for 23 novembre 2019

Il Right Livelihood Award 2019 verrà presentato a Stoccolma il 4 dicembre

novembre 23, 2019

22.11.2019 – Stoccolma – Right Livelihood Award Foundation

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

Il Right Livelihood Award 2019 verrà presentato a Stoccolma il 4 dicembre
Premio Nobel Alternativo 2019 (Foto di Right Livelihood Award)

I vincitori del Right Livelihood Award di quest’anno, noto come “Premio Nobel alternativo”, saranno premiati durante un programma di dieci giorni in Germania, Svizzera e Svezia dal 25 novembre al 4 dicembre. La presentazione del premio a Stoccolma segna anche il 40° anniversario del Right Livelihood Award, istituito nel 1980.

I vincitori del 2019 sono:

  • La difensora dei diritti umani Aminatou Haidar (Sahara occidentale):

“per la sua costante azione nonviolenta, nonostante l’incarcerazione e la tortura, nel perseguimento della giustizia e dell’autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale”.

  • L’avvocatessa Guo Jianmei (Cina):

“per il suo lavoro pionieristico e persistente nel garantire i diritti delle donne in Cina”.

  • L’attivista per il clima Greta Thunberg (Svezia):

“per aver ispirato e amplificato le richieste politiche di un’azione urgente per il clima che rifletta i fatti scientifici”.

  • Il leader indigeno Davi Kopenawa e l’Associazione Hutukara Yanomami (Brasile):

“per la loro coraggiosa determinazione a proteggere le foreste e la biodiversità dell’Amazzonia e le terre e la cultura dei suoi popoli indigeni”.

Il 4 dicembre alle 19.30 si terrà la presentazione della 40° edizione del Right Livelihood Award al Cirkus di Stoccolma. L’evento è aperto al pubblico. Tutti sono invitati a partecipare a una serata ispiratrice insieme ai vincitori del 2019 e ad artisti di fama mondiale come José González. Inoltre sul palco la giornalista Amy Goodman (Premio 2008) modererà una conversazione con Edward Snowden (Premio 2014) in collegamento da Mosca.

La presentazione del premio sarà trasmessa in diretta su rightlivelihood.org. I giornalisti interessati all’accreditamento o alla ricezione di una trasmissione in diretta sono invitati a contattare: communications@rightlivelihood.org.

Greta Thunberg sta attualmente attraversando l’Oceano Atlantico per partecipare alla Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici del 2019, la COP25, in Spagna. Per questo non potrà partecipare alla presentazione del premio a Stoccolma e sarà invece rappresentata sul palco da attivisti di Fridays For Future Svezia.

Thunberg ha dichiarato: “Sono profondamente grata di essere uno dei destinatari di questo grande onore. Naturalmente, ogni volta che ricevo un premio, non sono io la vincitrice. Il Right Livelihood Award è un enorme riconoscimento per Fridays For Future e il movimento degli scioperi per il clima. Grazie mille!”.

Anche la vincitrice Guo Jianmei non potrà partecipare personalmente alla presentazione del premio. Guo ha dichiarato: “Il Right Livelihood Award premia e riconosce i miei sforzi e quelli dei miei collaboratori per difendere i diritti delle donne e lo stato di diritto in Cina. Questo premio serve come incoraggiamento e motivazione”.

Ole von Uexkull, direttore esecutivo della Right Livelihood Foundation, ha detto: “Promettiamo ai nostri vincitori un sostegno a lungo termine; la consegna del premio a Stoccolma è il punto di partenza celebrativo della nostra collaborazione. Il nostro lavoro di supporto sarà adattato alle esigenze specifiche dei vincitori e non vediamo l’ora di ampliare il loro lavoro pionieristico”.

Il programma del Premio 2019 prevede 10 giorni di eventi e incontri di alto livello per i vincitori a Berlino, Zurigo, Ginevra e Stoccolma. Per ulteriori dettagli, vedi sotto.

Sono passati 40 anni da quando la Fondazione Nobel ha rifiutato di assegnare un premio ambientale e il filantropo svedese-tedesco Jakob von Uexkull ha deciso di istituire il Right Livelihood Award. Il premio è ampiamente conosciuto come “Premio Nobel alternativo” ed è oggi uno dei premi più prestigiosi per la sostenibilità, la giustizia sociale e la pace.

Una settimana di eventi

Berlino

Martedì 26 novembre, 18:00-19:45 CET

Conversazione con Aminatou Haidar (Sahara occidentale) presso le ambasciate nordiche a Berlino. Per l’accredito stampa, si prega di contattare: presse@rightlivelihood.org.

Zurigo

Mercoledì 27 novembre, 18:30-20:00 CET

La dodicesima conferenza Right Livelihood Award con Aminatou Haidar all’Università di Zurigo. Registrazione online su zurich.rightlivelihoodaward.org.

Giovedì 28 novembre, 18:00-19:45 CET

Celebrazione dei vincitori del 2019 alla Maison de la Paix di Ginevra. Si prega di registrarsi online tramite The Graduate Institute Geneva

Stoccolma

Domenica 1° dicembre, 15:00-16:30 CET

Conversazione con Aminatou Haidar sul suo attivismo nonviolento a favore della giustizia e dell’autodeterminazione del popolo del Sahara occidentale. La pre-registrazione non è necessaria. Medelhavsmuseet, Fredsgatan 2.

Lunedì 2 dicembre, 12:00-13:30 CET

In che modo i fondi pensionistici svedesi incidono sulla situazione in Amazzonia e nel Sahara occidentale? Pranzo-Seminario con Aminatou Haidar e Davi Kopenawa allo Skeppsbron 10, Sjöfartshuset. Registrazione su https://www.forumsyd.org/sv/kalender/vad-har-arets-right-livelihood-pristagare-med-vara-pensionspengar-att-gora

Martedì 3 dicembre, 13:30-15:00 CET

Seminario al Parlamento svedese con Aminatou Haidar e Davi Kopenawa. Per l’accredito stampa, si prega di contattare: communications@rightlivelihood.org.

Mercoledì 4 dicembre, 19:30-21:15 CE

Presentazione del 40° Premio al Cirkus di Stoccolma con ospiti speciali, tra cui Edward Snowden, e artisti di fama mondiale. I biglietti possono essere acquistati online o contattando:  communications@rightlivelihood.org per l’accredito stampa.

Traduzione dall’inglese di Thomas Schmid

Climate Change Is Breaking Open America’s Nuclear Tombs in Marshall Islands and Johnston Island

novembre 23, 2019

23.11.2019 – TRANSCEND Media Service

Climate Change Is Breaking Open America’s Nuclear Tombs in Marshall Islands and Johnston Island
The concrete dome the U.S. built to dispose of its nuclear waste.

By James Albertini | Malu ‘Aina Center for Non-violent Education & Action

14 Nov 2019 – The Marshall Islands say that plutonium is leaking into the Pacific Ocean from the concrete dome the U.S. built to dispose of its nuclear waste.  (Also see information below on Johnston Island plutonium contamination, etc.)

During the Cold War, the United States nuked the Marshall Islands 67 times. After it finished nuking the islands, the Pentagon dropped biological weapons on the islands. Once the U.S. was finished, it scooped the irradiated and ruined soil from the islands, poured it into a crater left behind from a nuclear detonation, mixed it all with concrete, and covered the whole thing in a concrete dome. They called it “The Tomb.” According to a report from The Los Angeles Timesclimate change is breaking that dome open. Rising sea levels and temperatures are cracking open The Tomb, threatening to spill nuclear waste into the Pacific Ocean.

The Marshall Islands is a collection of 29 atolls across 1,156 islands. More than 50,000 people live on the islands. From 1946 to 1958, it was a proving ground for America’s nuclear arsenal. On March 1, 1954, the Pentagon conducted Castle Bravo and detonated a 15 megaton thermonuclear warhead over the Bikini Atoll. It was the largest nuclear weapon the U.S. ever detonated.

The fallout from the explosion rained down on the people of the Marshall Islands.

“It was only a matter of two or three years before women on the island started to give birth to things less than human,” a Marshall Islands woman told diplomats on a fact finding mission decades later. Birth defects are so common on the islands that the people have a number of words to describe them, among them marlins, devils, jellyfish children, and grape babies.

The U.S. has largely dismissed its responsibility to the Marshall Islands. It relocated many of its people and claims the cost of relocation and installation of The Tomb at the Enewetak Atoll covers its liability. As sea levels and temperatures rise, however, the Tomb is cracking. As it cracks, water rushes over it, leaching out plutonium and dumping it into the sea.

The U.S. has said The Tomb is now the Marshall Islands’ responsibility.

“I’m like, how can it [the dome] be ours?” Hilda Heine, the president of the Republic of the Marshall Islands, told The Los Angeles Times. “We don’t want it. We didn’t build it. The garbage inside is not ours. It’s theirs.”

*************

Johnston Island Questions Too!

And what about Johnston Island located 800 miles south west of Hawaii where 12 nuclear atmospheric tests were conducted.   Two nuclear weapons also blew up on the launch pad contaminating  the island with plutonium.  For years Johnston also was the storage and disposal site for chemical and biological weapons, many of which were incinerated there.  The original size of Johnston island was enlarged by dredging for the harbor there, but it is likely that the island will revert to it’s original size or even smaller as a result of climate change.  The big question is what will happen to all those nuclear, chemical and biological contaminants there that were put in a large hole and simply capped with dirt and a sign placed on the island — “Wildlife Refuge,” before the military abandoned the island.  There were reports that following the plutonium accidents on the launch pad that the plutonium was simply bulldozed into the lagoon  In 2018 Johnston took a direct hit from a hurricane.  I wonder what was washed off the island already with that and other storms and have the currents brought that toxic pollution to Hawaii’s shores and waters.

Below is a study of Plutonium fallout from atmospheric nuclear tests.  Please note that of all the soil samples tested, the soil sample with the highest level of plutonium contamination worldwide was from Papaikou, Hawaii, four miles north of Hilo.  The correlation seems to be the high rainfall bringing the fallout down on the east side of the Hawaiian Islands.  The upper jet stream winds which travel west to east (opposite the trade winds) would have brought the fallout eastward from Johnston to Hawaii.  I would suspect that all the windward sides of the Hawaiian Islands received plutonium fallout from Johnston Island tests in the late 50s and early 60s.  One of the atmospheric nuclear tests done at Johnston in 1962 resulted in street lights on Oahu and phone lines on Kauai being knocked out by the electromagnetic pulse of the atmospheric nuclear blast.

See — Just after 11 p.m. Honolulu time on July 9, 1962 the 1.45-megaton hydrogen bomb was detonated thirteen minutes after launch from Johnston Island. Almost immediately, an electromagnetic pulse knocked out electrical service in Hawaii, nearly 1,000 miles away. Telephone service was disrupted, streetlights were down and burglar alarms were set off by a pulse that was much larger than scientists expected….


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