Archive for 1 dicembre 2019

‘Everything Is Not Fine’: Nobel Economist Calls on Humanity to End Obsession With GDP

dicembre 1, 2019

29.11.2019 – Pressenza London

This post is also available in: Greek

‘Everything Is Not Fine’: Nobel Economist Calls on Humanity to End Obsession With GDP
Buy Nothing Day demonstration in San Francisco, November 2000 (Image by Lars Aronsson – Own work, CC SA 1.0)

“If we measure the wrong thing,” warns Joseph Stiglitz, “we will do the wrong thing.”

Nobel Prize winning economist Joseph Stiglitz is warning the world that unless the obsession many world leaders have with gross national product (GDP) comes to end, there will be little chance of adequately fighting back against the triple-threat of climate destruction, the scourge of financial inequality, and the crises of democracy now being felt around the globe.

In an op-ed published Sunday in the Guardian, Stiglitz says that these interrelated crises of environmental degradation and human suffering have solidified in his mind the idea that  “something is fundamentally wrong with the way we assess economic performance and social progress.”

“Something is fundamentally wrong with the way we assess economic performance and social progress.”—Joseph Stiglitz

Defining GDP as “the sum of the value of goods and services produced within a country over a given period,” Stiglitz points to the financial crash of 2008—and the so-called “recovery” which has taken place in the decade since—as evidence that the widely-used measurement is not up to the task of providing an accurate assessment of the economy, let alone the state of the world or the people living in it.

“It should be clear that, in spite of the increases in GDP, in spite of the 2008 crisis being well behind us, everything is not fine,” writes Stiglitz. “We see this in the political discontent rippling through so many advanced countries; we see it in the widespread support of demagogues, whose successes depend on exploiting economic discontent; and we see it in the environment around us, where fires rage and floods and droughts occur at ever-increasing intervals.”

A central argument of his new book—co-authored by fellow economists Jean-Paul Fitoussi and Martine Durand and titled “Measuring What Counts: The Global Movement for Well-Being“—Stiglitz says that studying the last ten years of the global economy has showed him with increasing clarity why governments “can and should go well beyond GDP,” especially with the climate crisis knocking down the planet’s door. He writes:

If our economy seems to be growing but that growth is not sustainable because we are destroying the environment and using up scarce natural resources, our statistics should warn us. But because GDP didn’t include resource depletion and environmental degradation, we typically get an excessively rosy picture.

These concerns have now been brought to the fore with the climate crisis. It has been three decades since the threat of climate change was first widely recognized, and matters have grown worse faster than initially expected. There have been more extreme events, greater melting of glaciers and greater natural habitat destruction.

Everything is not fine, Stiglitz argues, but says economists have been working hard on providing new ways to measure economic health. Embraced more broadly, new economic measures that include accounting for human happiness and environmental well-being could help change the course of humanity.

As he notes in the op-ed, “If we measure the wrong thing, we will do the wrong thing.”

Le nuove famiglie

dicembre 1, 2019

Fabio Leli: le famiglie arcobaleno sono famiglie come tutte le altre

– Olivier Turquet

Fabio Leli: le famiglie arcobaleno sono famiglie come tutte le altre
Fabio Leli (a destra) con Luca Paladini de I Sentinelli

Lunione falla forse è l’ultimo docufilm di Fabio Leli dedicato al tema dell’omofobia. Un modo ironico di affrontare un tema di violenza che genera conflitti e sofferenza.

Fabio, come nasce l’idea del film?

L’idea nasce durante la discussione della legge sulle unioni civili; io ignoravo completamente questi movimenti Pro Life, Pro Family tradizionale, anti-lgbt eccetera; quando li ho conosciuti mi hanno spaventato molto;  io sono esterno all’attivismo lgbt, personalmente sono etero quindi il tema non mi coinvolge personalmente ma sono sempre stato favorevole ai diritti delle persone, di qualunque persona. Credo che sia importante parlarne anche se non ci riguardano personalmente.

I personaggi di questi movimenti  mi hanno spaventato ma anche incuriosito a livello drammaturgico e ho deciso di approfondirne la natura.

Quindi ho studiato il loro modo di fare loro modo di comunicare per un anno e poi ho deciso di che si poteva raccontare qualcosa ascoltando questa loro follia.  Secondo me poteva essere un’arma per combatterli perché stanno provocando molti danni. Credo di aver avuto ragione perché fino a qualche mese fa gli esponenti di questi movimenti erano al governo, il ministro Fontana, lo stesso senatore Pillon che è ancora lì. Diciamo che purtroppo ci avevo visto giusto.

Tu hai più volte presentato il film come “il primo film contro l’omofobia che fa parlare gli omofobi” spiegaci questa idea.

Sì, questa è l’idea principale del film, far parlar solo loro perché dall’altra parte ci sono queste famiglie con cui non interagisco: vediamo  loro vita, la loro quotidianità che scorre così, in modo molto tranquillo. Dall’altra parte ci sono questi omofobi che esprimono le loro teorie (che definirle idee mi sembra un po’ troppo) su vari temi (il film è diviso a tematiche, ogni capitolo ha la sua tematica) e da una parte ci sono le famiglie che affrontano questa tematica e dall’altra gli omofobi che parlano del tema. E’ il primo film contro l’omofobia che fa parlare solo gli omofobi; prima di intraprendere questo progetto mi sono visto già le cose che erano state fatte, i progetti cinematografici contro l’omofobia erano a senso unico nel senso che c’erano le vittime di omofobia o comunque si raccontava la storia d’amore omosessuale;  secondo me è inutile perché penso che come si innamorano, come si baciano e come si conoscono due omosessuali non è molto diverso da come lo fanno due eterosessuali quindi mi sembrava inutile raccontare questo aspetto. Cosìi ho fatto parlare solo loro perché dall’altra parte avevo delle immagini molto forti a cui non servivano parole, ecco.

Come stanno andando le proiezioni, qual è la reazione delle persone?

Molto bene! Le sale sono quasi sempre piene e quindi a livello numerico molto bene. Rispetto alle reazioni dipende:  ci sono reazioni a volte contrastanti; la maggior parte delle reazioni sono comunque di curiosità su quello che volevo dire, sul modo provocatorio di affrontare il tema.  Nel senso che comunque dare voce solo a questi qui in alcune persone provoca troppa rabbia, anche quella va gestita. Il lavoro ironico viene apprezzato dalla maggior parte del pubblico però ci sono casi in cui magari questo crea un po’ di disagio.

Ovviamente poi dall’altra parte a queste famiglie arriva la totale approvazione;  credo sia questa una cosa importante, tra le due parti quella vincente è assolutamente quella delle famiglie arcobaleno.

La tua narrazione lavora sull’ironia e sulla tenerezza. Qual è la forza di questi due aspetti?

L’ironia e la tenerezza sono in contrasto alle due parti. Nel senso che l’ironia, più che altro la satira e sarcasmo sono cose che si sono un po’ perse in Italia negli ultimi anni forse dai tempi di Guzzanti. Insomma è un arma molto importante da poter usare per riuscire a scardinare l’odio di queste persone, smontare questo con con l’ironia, la satira e sarcasmo secondo me è molto efficace; anche perché magari non se ne accorgono ma sono molto ridicoli, forse qualcuno se ne accorge. Nel film c’è quotidianità, naturalezza più che tenerezza: quello che accade in tutte le famiglie del mondo accade anche nelle famiglie del nostro film quindi anche dalle persone esterne possono immedesimarsi e questo avviene molto dopo le proiezioni:  confrontarsi su questo punto nel senso di comprendere che non c’è nessun problema, sono famiglie come tutte le altre. Credo sia un aspetto molto importante.

Il docufilm vuole dare un contributo forte contro l’omofobia, un grido d’allarme contro il fanatismo e la violenza: puoi approfondire?

Sì è un grido di allarme perché, come ti dicevo prima, quando è uscito il al governo c’era la Lega di cui fanno parte  esponenti di spicco di questi movimenti: Fontana, Pillon, Bussetti tutti personaggi che fanno capo a Gandolfini che ha stretto un rapporto molto forte rapporto con la Lega,  a parte quello di Adinolfi che va da solo però gli altri sono tutti con la Lega quindi dato il consenso elettorale che questo partito sta prendendo credo che l’allarme sia giustificato.

Il motivo principale per cui è stato fatto il film  è quello di arruolare nuove leve in questa lotta, informare chi come me non era a conoscenza di questi movimenti omofobi e del potere che stanno prendendo; molte persone non lo sanno. Un grido di allarme e bisogno di attivismo anche e soprattutto a livello politico;  basti pensare al manifesto firmato da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega alle ultime elezioni regionali proposto da Gandolfini; un manifesto a favore della famiglia tradizionale e contro la lotta all’omofobia in cui si promette l’abrogazione della legge contro l’omofobia approvato in Umbria allo scorso anno, l’abolizione di qualsiasi progetto educativo contro il bullismo omofobico e di eliminare l’educazione sessuale nelle scuole. Questo manifesto impegna attivamente la presidente della regione ormai in carica a cancellare tutti i progetti scolastici contro l’omofobia.

In conclusione il film vuol far prendere coscienza e arruolare chi vuol partecipare a questa battaglia di civiltà.


Nonviolent Campaign Strategy

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The Armchair Theologian

Disestablishmentarianism in the UK, okay?

Fronte Popolare

Organizzazione militante comunista

Quaccheri Medio Olona

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Maurizio Benazzi

Resistenza olgiatese - Coalizione civica per l'alternativa - maurizio_benazzi@libero.it

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