Trivelle, processi, disastri ambientali: ecco perché ENI non può insegnare sostenibilità

Quaccheri e cristiani non evangelici senza chiesa

29.01.2020 – Redazione Italia

Trivelle, processi, disastri ambientali: ecco perché ENI non può insegnare sostenibilità
Raffineria di Sannazzaro (Foto di Alessandro Vecchi, Wikimedia Commons)

L’annuncio che ENI potrà formare docenti sui temi ambientali ha scatenato un putiferio. Giustificato dalle strategie aziendali e dalle tante ombre del big petrolifero.

L’Italia sarà la prima nazione al mondo ad introdurre l’educazione civica ai cambiamenti climatici a scuola. Ma gli insegnanti potranno anche essere formati da ENI, una tra le maggiori società internazionali per produzione di petrolio e gas. Un paradosso tutto italiano, in tempi di Green New Deal e decarbonizzazione. ENI infatti primeggia per esplorazioni e trivellazioni di fonti fossili in 67 paesi del mondo e investe, appena lo 1,88% del proprio fatturato in progetti di sviluppo per le energie rinnovabili (dati 2018).

L’iniziativa per i docenti, frutto di una convenzione con l’Associazione nazionale dei presidi italiani, in collaborazione con la multinazionale, è già partita a Roma, Milano e Bologna. Proseguirà…

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