Archive for 10 febbraio 2020

Sul Festival…

febbraio 10, 2020

Benigni e il Cantico dei Cantici

Una riflessione della biblista Lidia Maggi sulla scelta di Roberto Benigni di portare il Cantico dei cantici a Sanremo

Benigni e il Cantico dei Cantici
(Lidia Maggi/NEV) A Sanremo, al festival della canzone italiana, Roberto Benigni osa presentare la canzone più bella identificandola in quel capolavoro delle Scritture ebraico-cristiane che è il Cantico dei cantici. Ed è notevole che questo testo sia stato declamato all’Ariston, in un teatro e non in una chiesa o in una sinagoga. Un riconoscimento al carattere culturale e non solo religioso della Bibbia, vero proprio codice del nostro occidente, ovvero testo decisivo per leggere anche gli altri capolavori artistici della nostra civiltà.
Interessante anche il fatto che Benigni si sia avvalso di una traduzione letterale, citando vari esegeti. Non si è limitato a recitare il Cantico; lo ha introdotto, mostrando di essersi messo in ascolto della tradizione interpretativa, da Rabbi Achivà fino al recupero attuale del significato letterale, non allegorico del testo.

La relazione tra i due giovani amanti mostra che l’amore può abbattere i muri del patriarcato per dare corpo a relazioni libere, paritetiche

Il Cantico ci interroga su tutti quei modi di dire la fede che hanno separato il corpo dall’anima, lo spirito dalla materia. E lo fa mettendo al centro i corpi, abitati dal desiderio, chiamati ad amarsi. La relazione amorosa tra i due giovani amanti mostra che l’amore può abbattere i muri del patriarcato per dare corpo a relazioni libere, paritetiche. È proprio in una simile relazione amorosa che si sperimenta la sacralità della vita. Mi sembra questa la sintesi del messaggio di Benigni: ascoltare il Cantico più bello significa riscoprire che l’amore può ritornare ad essere una grammatica fondamentale per vivere la vita nella sua pienezza.

Benigni e il Cantico dei Cantici
Roberto Benigni a Sanremo 2020
Il Cantico dei Cantici (video RAI)
L’attore Benigni ha presentato la sua performance come un trailer finalizzato a stimolare la visione del film: un modo originale per invitare a leggere personalmente il testo, per riscoprire quel capolavoro della letteratura custodito nel Libro della vita.
Quella di Benigni non si riduce ad una lettura laica, che si limita a riaffermare la sacralità dell’erotismo. Dietro quel monologo si nasconde anche una provocazione teologica: proprio come nel Cantico, dove il nome di Dio non viene mai menzionato, chi legge è provocato a scorgervi un modo sorprendente di pensare al divino.

Chi lavora nel tentativo di dare voce al Libro assente, non può che giudicare positivamente l’operazione fatta da Benigni

Il fatto che il Cantico dei cantici si trovi nella Bibbia non ci richiama soltanto alla necessità di interrogarci sul modo moralistico con cui il mondo religioso ha guardato alle relazioni amorose. Quel testo poetico osa mostrarci immagini inedite di Dio. L’amore di due giovani amanti clandestini, che si amano fuori dai vincoli matrimoniali, diventa anche il luogo dove si rivela lo sguardo di un Dio che ama fuori dai rapporti “canonici” in cui rischiamo di imbrigliarlo.
Dio si nasconde nelle effusioni amorose degli amanti. Si rivela assetato di baci e di abbracci. È un Dio che, a tratti, assume la voce di una ragazza audace e spregiudicata nelle proposte amorose; ma anche quella di un ragazzotto timido e reticente sopraffatto dall’esuberanza della sua amata.
Non possiamo che essere grati a Benigni per il suo prezioso monologo e per l’invito rivolto dal palco dell’Ariston a riprendere in mano la Scrittura e a leggere con gli occhiali della poesia biblica la vita, le relazioni e la fede.

‘Something Big Is Shifting’: As Georgetown Announces Fossil Fuel Divestment, Students Across US Demand Their Schools Follow Suit

febbraio 10, 2020

Ecumenics without churchs by www.quaccheri.it

09.02.2020 – Washington D.C. – Common Dreams

‘Something Big Is Shifting’: As Georgetown Announces Fossil Fuel Divestment, Students Across US Demand Their Schools Follow Suit
The Georgetown University board of directors announced Thursday it would divest from fossil fuels. (Image by Ehpien/Flickr/cc)

The decision came after 90% of students who voted on a referendum voted in favor of divestment.

By Julia Conley, staff writer – Common Dream

Student-led anti-fossil fuel campaigns at universities across the country pointed to Georgetown University Friday as the school’s board of directors announced it would divest from fossil fuels and redouble its efforts to invest in renewable energy instead.

The university’s decision came after a sustained pressure campaign from Georgetown University Fossil Free (GUFF), a student group which submitted multiple proposals to the Georgetown Committee on Investments and Social Responsibility before the panel recommended the divestment this week. The school community also voted on a referendum regarding divestment on Thursday, withn more than 90% voting in favor.

GUFF issued a statement thanking the…

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Con la rivista Internazionale sul Giorno del Ricordo

febbraio 10, 2020

Quaccheri e cristiani non evangelici senza chiesa

La storia intorno alle foibe

Loška Dolina, Slovenia meridionale, il 31 luglio 1942. Soldati italiani fucilano Franc Žnidaršič, Janez Kranjc, Franc Škerbec, Feliks Žnidaršič ed Edvard Škerbec, cinque abitanti del villaggio di Dane presi in ostaggio qualche giorno prima. Nell’Italia degli ultimi anni, un’interpretazione frettolosa e “capovolta” di questa foto ne ha innescato la proliferazione virale in rete e sui giornali, sino a farne l’illustrazione per eccellenza di articoli sulle foibe e le vittime italiane della “violenza slava”. - Raccolta fotografica del Muzej novejše zgodovine Slovenije (Museo nazionale di storia contemporanea a Lubiana) -  Numero d'archivio pl1818 
Loška Dolina, Slovenia meridionale, il 31 luglio 1942. Soldati italiani fucilano Franc Žnidaršič, Janez Kranjc, Franc Škerbec, Feliks Žnidaršič ed Edvard Škerbec, cinque abitanti del villaggio di Dane presi in ostaggio qualche giorno prima. Nell’Italia degli ultimi anni, un’interpretazione frettolosa e “capovolta” di questa foto ne ha innescato la proliferazione virale in rete e sui giornali, sino a farne l’illustrazione per eccellenza di articoli sulle foibe e le vittime italiane della “violenza slava”. (Raccolta fotografica del Muzej novejše zgodovine Slovenije (Museo nazionale di storia contemporanea a Lubiana) – Numero d’archivio pl1818)

Il Giorno del ricordo, il 10 febbraio, è stato istituito al fine di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani…

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