Figlio della tempesta

Quaccheri e cristiani non evangelici senza chiesa

23.06.2020 – New York, USA-Marco Da Costa

Quest’articolo è disponibile anche in:Spagnolo,Francese,Portoghese

Figlio della tempesta
Foto di Giulia Pugliese/unsplash

Aníbal guarda avanti, sempre. Seduto in salotto sembra disconnesso da tutto. Guarda la parete, e neanche si accorge che sono lì vicino. È una mattina di un’estate rovente.

– Ce l’hai l’aria condizionata, vero?
Risposi sospettoso – Sì, perché?

Così cominciò un susseguirsi di giornate in cui lui prendeva un cuscino e una coperta, li metteva per terra e si sdraiava, in camera mia, per cercare di sopravvivere ai 42 gradi di Crown heiths, nel cuore di Brooklyn. Prima di addormentarsi mi raccontava qualcuna delle sue storie.
Ho deciso di scrivere di lui, non delle sue storie.

La prima volta che lo vidi è stato quando ha bussato alla mia porta perché voleva affittare una stanza. Portava una camicia rossa e dei pantaloncini bianchi da giocatore di…

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