La Romania si riconcilia con il proprio passato nel riconoscere le responsabilità nella Shoah

Quaccheri e cristiani non evangelici senza chiesa

80 anni dopo il pogrom e le persecuzioni che costarono la vita a migliaia di ebrei, Bucarest si confronta con una storia a lungo rimossa

Si parla spesso di “Olocausto dimenticato” riguardante la Romania. Il Paese, che per lungo tempo ha negato la propria partecipazione al genocidio ebraico, ha reso omaggio il 30 giugno alle vittime del pogrom del 1941, durante una commemorazione in Parlamento senza precedenti, simbolo dell’opera di memoria compiuta negli ultimi anni.

«Dobbiamo riconoscerlo: il nostro passato non è sempre stato glorioso», ha dichiarato il presidente del ConsiglioFlorin Citu, riferendosi a «l’inimmaginabile sofferenza, la crudeltà, la ferocia». Il massacro, compiuto per ordine del maresciallo filonazistaIon Antonescua Iaşi (nord-est), ha lasciato quasi 15.000 morti, ovvero un terzo della popolazione ebraica dell’epoca di questa grande città universitaria. Il politico ha sottolineato «il dovere della verità e della giustizia affinché una simile tragedia non si ripeta»…

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