Archive for gennaio 2022

Etty Hillesum

gennaio 30, 2022

Nel 1986 fu pubblicata la prima edizione completa degli scritti di Etty Hillesum: i quaderni e le lettere che furono raccolti tutti in un solo volume (titoto: ETTY. De nagelaten geschriften van Etty Hillesum). Si trattò di un’edizione di grande rigore filologico, corredata da un notevole apparato di note che potesse offrire interessanti informazioni biografiche sugli innumerevoli personaggi citati e che chiarisse gli eventi storici ai quali la Hillesum fa riferimento nei testi. Nel 2008 fu pubblicata la quinta edizione aggiornata.
Ora, per il mese di giugno 2012, è in uscita una sesta edizione aggiornata, ma anche riformulata in modo piuttosto radicale. Non solo è stata riscritta l’introduzione e la biografia di Etty Hillesum, ma si è anche intervenuti sul vasto apparato delle annotazioni ed è stata aggiornata la bibliografia. In più c’è stata l’aggiunta di una lettera di Etty Hillesum ritrovata nell’autunno del 2011.
E per la prima volta si è messo mano al titolo, che è diventato:
   Etty Hillesum, Het Werk. [Etty Hillesum, L’Opera]
L’edizione è in uscita presso la storica casa editrice Balans di Amsterdam.


Il Centro di Ricerca Etty Hillesum a Gand (Belgio) ha trovato una nuova sede presso uno degli edifici dell’Università di Gand.
Il nuovo indirizzo postale:

Etty Hillesum Onderzoekscentrum – EHOC
Jozef Plateaustraat 22
B-9000 Gent – Belgio

Per informazioni mettersi in contatto con il Coordinatore dell’EHOC per l’Italia: Gerrit Van Oord: info@ettyhillesum.it

http://www.ehoc.ugent.be/nl

Fridays for future

gennaio 30, 2022

Extinction Rebellion e Fridays For Future: grande manifestazione oggi davanti al palazzo della Regione

28.01.22 – Fabrizio Maffioletti

(Foto di Fabrizio Maffioletti)

Molto partecipata e allegra la manifestazione degli ambientalisti oggi nel pomeriggio in piazza Castello a Torino

Dopo la vittoria dell’ottenimento di una seduta aperta in Consiglio Regionale calendarizzata per il 21 febbraio gli ambientalisti di Extinction Rebellion (XR) e Fridays for Future (FFF) si sono trovati in piazza per una grande manifestazione di sensibilizzazione sull’emergenza climatica.

Tutti molto qualificati gli interventi al microfono, belle le performances di danza al suono dei tamburi e suggestivo il flashmob con donne vestite di rosso raffiguranti i morti per causa dei cambiamenti climatici e la morte “in diretta” della danzatrici.

Molte le personalità politiche di area ambientalista presenti in piazza.

In mattinata gli attivisti di XR Torino sono stati impegnati in un’altra manifestazione:

Questa mattina, un gruppo di cittadinз ha deciso di bloccare il traffico sotto il palazzo della Regione Piemonte.
Dopo mezz’ora, le forze dell’ordine sono intervenute per rimuovere tutte le persone dalla strada.
In vari punti continuano tutt’ora i blocchi, che vengono subito rimossi dalle forze dell’ordine.
La crisi climatica ed ecologica sta colpendo in modo sempre più evidente il territorio regionale con morti, danni alle infrastrutture pubbliche e private e alle attività agricole produttive. Nonostante ciò, a due anni dalla dichiarazione di emergenza climatica, la Regione Piemonte non ha ancora nessun piano concreto per affrontare questa crisi.
Il tempo scorre, la temperatura globale aumenta e sempre più persone perdono la vita a causa di questa emergenza.
Se i governi non fanno ciò che è necessario per proteggere з proprз cittadini, la disobbedienza civile diventa un dovere.
In questo momento lз attivistз stanno rischiando multe e denunce per rendere possibile il cambiamento necessario.

La dichiarazione di Ruggero Reina di XR, artefice dello sciopero della fame (durata 2:29):
https://www.youtube.com/embed/Jb9zMS9YzmI

Ci piace molto questo Papa ma al di là degli assunti di Fede abbiamo centinaia di domande sulla efficacia delle sue posizioni?

gennaio 29, 2022

“Da giovane ho studiato in un istituto tecnico di indirizzo chimico, e questo mi avvicina un po’ alla vostra categoria”. È cominciato con accenti personali il discorso del Papa ai membri dell’Associazione italiana chimici del cuoio, “occasione per esprimere la vicinanza mia e della Chiesa al mondo del lavoro, in questo momento di crisi economica e sociale assai complessa”, ha spiegato Francesco.

“Molti lavoratori e lavoratrici e molte famiglie vivono situazioni difficili, aggravate dalla pandemia”, l’analisi del Papa: “Ma la pandemia non può e non deve diventare un alibi per giustificare omissioni nella giustizia o nella sicurezza. Al contrario, la crisi può essere affrontata come un’opportunità per crescere insieme nella solidarietà e nella qualità del lavoro”.

“L’esempio e l’intercessione di San Giuseppe vi aiutino a non cedere allo scoraggiamento, a valorizzare con creatività i vostri talenti e la vostra grande esperienza per andare avanti e aprire vie nuove”, l’augurio di Francesco, secondo il quale “è molto importante far incontrare la saggezza degli anziani e l’entusiasmo dei giovani: immagino i giovani che si appassionano a un settore originale come il vostro, e hanno bisogno di trovare ‘vecchi del mestiere’, che hanno tanto da insegnare, e non solo sul piano tecnico, ma anche su quello umano”.

Poi il Papa ha affrontato “un punto critico che vi sta a cuore”: ”si tratta dell’impatto ambientale di attività che, come la vostra, utilizzano sostanze chimiche per trattare i materiali, nel vostro caso i pellami destinati a diventare borse, scarpe e così via – tante cose che usiamo ogni giorno, e non pensiamo al lavoro che c’è dietro!”. “Anche voi, dunque, siete chiamati a dare il vostro specifico contributo alla cura della casa comune”, l’invito di Francesco: “e potete farlo proprio nel modo di impostare il vostro stesso lavoro. Per questa finalità è molto prezioso il fare associazione, perché si mettono in comune le conoscenze, le esperienze, come pure gli aggiornamenti giuridici e tecnici; e così ci si aiuta a crescere insieme in uno stile di responsabilità sociale ed ecologica. Questo è molto importante!”.

Il coraggio

gennaio 28, 2022

„Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare tutto, ogni norma e appiglio convenzionale, dobbiamo osare il gran salto nel cosmo, e allora, allora sì che la vita diventa infinitamente ricca e abbondante, anche nei suoi più profondi dolori.“—  Etty Hillesum

Il libro che ha cambiato la mia vita

gennaio 26, 2022

La città secolare

Harvey Cox

(1929- ), La città secolare, Firenze, 1968, pagg. 20s.

Secolarizzazione, come termine descrittivo, ha un significato assai vesto e comprensivo. Essa si manifesta sotto molti aspetti diversi, a seconda della storia religiosa e politica, dell’area in questione. Dovunque si manifesti, però, dovrebbe essere accuratamente distinta dal secolarismo. La secolarizzazione implica un processo storico, quasi certamente irreversibile, in cui la società e la cultura vengono liberate dalla tutela del controllo religioso e da concezioni metafisiche del mondo troppo chiuse. Ne abbiamo dedotto che si tratti di un fenomeno essenzialmente liberatore. Secolarismo, al contrario, è il nome di un’ideologia, di una nuova concezione del mondo chiusa, con funzioni molto simili a quelle di una nuova religione.

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La teologia

gennaio 26, 2022

Arrivato in Facoltà valdese trovai un quadro con questa scritta:

La teologia è una scienza bella, la più bella delle scienze.
Perciò si può e si deve fare teologia con gioia.
Un teologo non lieto, cattolico o protestante che sia,
non è un teologo. (Karl Barth)

Auguri Giorgio

gennaio 25, 2022
La Fondazione Gaber è felice e onorata che, in occasione dell’ottantatreesimo compleanno di Giorgio Gaber, Google abbia voluto dedicargli la speciale e creativa scritta dedicata ai grandi personaggi e ai grandi eventi.
Non poteva esserci iniziativa migliore per ricordare il Signor G, anche presso il pubblico più giovane, a riprova dell’importanza che la sua figura e la sua opera continuano a rappresentare.

La situazione in Ucraina

gennaio 25, 2022

Rete Pace Disarmo al Governo: neutralità attiva per scongiurare la guerra alle porte dell’Europa

24.01.22 – Rete Italiana Pace e Disarmo

(Foto di Rete Italiana Pace e Disarmo)

All’Italia e all’Europa viene chiesta un’iniziativa di neutralità attiva per ridurre la tensione e favorire un accordo politico chiarendo in particolare l’indisponibilità a sostenere avventure militari.

Come italiani e come europei stiamo assistendo ad una preoccupante escalation della tensione tra la Russia, gli Stati Uniti e la Nato ai confini dell’Europa.
Una escalation nella quale, allo stato attuale, nessuno dei contendenti esclude l’eventualità del ricorso alle armi e rispetto alla quale nessun osservatore esclude che possa evolvere in conflitto armato, anche nucleare, che potrebbe coinvolgere la stessa Europa.

Ciò avviene, inoltre, in un clima di esasperato riarmo con il quale gli eserciti sembrano cercare la supremazia invece che un equilibrio strategico che sia garanzia di pace futura.
È forse dall’epoca della crisi dei missili a Cuba che il rischio di un nuovo conflitto globale non è stato così palpabile. È un rischio che non ci possiamo permettere, come denunciato la settimana scorsa dall’allarmante “100 secondi a mezzanotte” dell’Orologio dell’Apocalisse del Bulletin of Atomic Scientist. Per scongiurare questo rischio ogni paese ha il dovere di operare.

Al nostro Paese innanzi tutto, a cominciare dal Ministro degli Esteri, e all’Europa tutta chiediamo di prendere iniziative urgenti e significative da una posizione di neutralità attiva, per ottenere una de-escalation immediata della tensione e avviare la ricerca di un accordo politico negoziato nel rispetto della sicurezza e dei diritti di tutte le popolazioni coinvolte, chiarendo la propria indisponibilità a sostenere avventure militari.

A tutti i Paesi coinvolti diciamo: fermatevi. Deponete le armi e le minacce e trattate.

I rischi… Quaccheri

gennaio 24, 2022

Rischi della Nonviolenza

di Davide Melodia

In una società violenta, la violenza comporta dei rischi, ma la nonviolenza ne comporta di più. Prima di tutto perché è fraintesa, restando, nell’idea dei più, la politica di chi è debole, arrendevole, non combattivo, alieno da ogni forma di lotta.

Molti si sono fermati al concetto della “resistenza passiva”, che è stata superata sin dalla fine dell’ ‘800 in Sud Africa da Gandhi, con il “satyagraha”, che è l’adesione alla verità – da cui procede la forza della nonviolenza.

Da qui nasce la “resistenza attiva nonviolenta”.

La nonviolenza si trova ed opera fra i due estremi della rassegnazione e della violenza.

Dall’ incomprensione al rischio il passo è breve.

L’insulto, l’offesa e la diffamazione del nonviolento la seguono come un’ombra.

E sono pochi coloro che cercano di capire, e, quando lo fanno, rispettano il nonviolento.

La mia posizione rispetto ai rischi

Applicando nella vita e nella lotta politica la nonviolenza ho corso molti rischi, e mi sono reso conto che, ogni volta che la mia azione corrispondeva alla verità, la paura non esisteva.

Ma, sia per natura, che per auto-educazione e per principio, non mi sta bene di correre dei rischi che non ho accettato né scelto personalmente.

Quando mi ritraggo da una situazione pericolosa, non si tratta mai di timore, ma del fatto che quella situazione non l’ho cercata io.

E se non l’ho cercata, ho sicuramente avuto le mie buone ragioni.

Esempio: Le marce antimilitariste nonviolente, durante le quali abbiamo subito l’aggressione di reazionari, di nemici politici o di polizia male informata, non siamo fuggiti, non abbiamo chiesto scusa, non siamo venuti a compromessi, abbiamo subito percosse . . . arresti e processi. E siamo stati sempre assolti per avere dimostrato di avere alti ideali e di non avere esercitato alcuna violenza.

E tutto questo perché partecipare era una nostra scelta, nella consapevolezza dei rischi che una marcia antimilitarista in una società militarista comporta.

Ci sono fior di documenti e una storia che provano quanto sopra.

Gli infiltrati, durante una manifestazione dichiaratamente e coerentemente nonviolenta in ogni suo aspetto e momento, si possono scoprire, isolare e neutralizzare, per cui il confronto si svolge fra i nonviolenti ed i veri avversari che si vogliono contestare.

E non è facile neppure per i peggiori mezzi di comunicazione di stravolgerne i contenuti.

Gli infiltrati, durante una grande manifestazione di massa, che è parzialmente nonviolenta, sono difficilmente individuati, difficilmente isolati, difficilmente neutralizzati, e provocano lo scontro, giustificando le cariche delle forze dell’ordine e le aggressioni dei reazionari. Così facendo gettano il discredito su tutta la manifestazione – anche quando questa ha i più alti valori – ed allontanano il raggiungimento degli obiettivi dei partecipanti coerenti.

In tali casi cerco forme alternative di contestazione.

Il più noto romanzo quacchero “La capanna dello zio Tom”

gennaio 24, 2022

La capanna dello zio Tom (titolo originale Uncle Tom’s Cabin or Life Among the Lowly) è un romanzo abolizionista scritto dalla statunitense Harriet Beecher Stowe. Fu pubblicato nel 1852 in seguito alla promulgazione, nel 1850 della legge sugli schiavi fuggitivi, che decretava che gli schiavi fuggiti da Stati schiavisti in Stati liberi dovessero essere arrestati e poi restituiti ai proprietari nello Stato di origine. Ebbe un profondo effetto sugli atteggiamenti nei confronti degli afroamericani e della schiavitù negli Stati Uniti e rese più acuto il conflitto che condusse alla guerra civile americana, contribuendo fortemente al cambio culturale al quale il nord del Paese andò incontro riguardo alla nozione di libertà della persona e di forzosa servitù.

Stowe, un’attiva abolizionista, focalizzò il romanzo sul personaggio di zio Tom e sulla lunga sofferenza degli schiavi afroamericani, attorno alla quale si intrecciano le storie di altri personaggi. Il romanzo raffigura la crudele realtà della schiavitù e afferma che l’amore cristiano può superare la distruzione e la riduzione in schiavitù di altri esseri umani.

La capanna dello zio Tom è stato uno dei romanzi più venduti del XIX secolo e molti critici ritengono che esso possa aver alimentato la causa abolizionista negli anni 1850 Solo negli Stati Uniti, nell’anno successivo alla sua pubblicazione ne furono vendute 300.000 copie. Il figlio dell’autrice scrisse che quando Abraham Lincoln incontrò l’autrice all’inizio della guerra civile, dichiarò: “Allora questa è la piccola signora che ha scatenato questa grande guerra”.

Trama

La vicenda si svolge dapprima nel Kentucky, prima dell’abolizione della schiavitù, dove un proprietario di schiavi ricco di umanità, Arthur Shelby, è costretto a vendere ad Haley, un mercante di schiavi dall’animo crudele, due neri della sua servitù. Si tratta dello zio Tom, il suo fidato braccio destro, e di Harry, un bambino di soli cinque anni figlio di Eliza e George Harris, mulatti. Eliza riesce a fuggire con il figlioletto dopo aver attraversato il fiume Ohio gelato e, malgrado il nuovo padrone dia l’incarico a due loschi individui di catturarla, riesce a mettersi in salvo presso una colonia di Quaccheri. Qui viene accolta dalla famiglia Bird che aveva da poco perso il figlio, viene in seguito raggiunta dal marito che era fuggito al suo padrone, e quindi andranno a vivere in Canada dove iniziano una vita nuova, libera.

Tom invece sceglie di rimanere perché ama il suo padrone e comprende che la decisione di venderlo era stata dettata dalla necessità. Dopo aver salutato con grande dolore la moglie Chloe e i figli si lascia mettere le catene e, senza ribellarsi, essendo cristiano e convinto della non-violenza, segue il nuovo padrone.

No, disse, non me ne vado. Vada Eliza, è giusto, non sarò io a dire di no, ma hai sentito che ha detto? Se non vende me, dovrà vendere tutti gli altri e tutto andrà in rovina… Il padrone mi ha sempre trovato al mio posto, e sempre mi ci troverà.”.

George Shelby, il figlio tredicenne di Arthur, gli promette che un giorno andrà a cercarlo e lo libererà.Lo zio Tom con Eva St. Clare

Tom viene imbarcato su un piroscafo con il mercante di schiavi e, grazie al suo carattere docile, viene liberato dalle catene. Sul piroscafo viaggia anche la piccola Eva St. Clare, che si affeziona a Tom, e suo padre, Augustine, un proprietario terriero della Louisiana. Un giorno la piccola Eva è appoggiata al parapetto della nave con il padre, quando, a causa di un improvviso e brusco movimento, perde l’equilibrio e cade in acqua. Tom si getta prontamente riuscendo a salvarla e così il padre, riconoscente, lo compra. Tuttavia Eva muore e Augustine, mentre si appresta a preparare i documenti per ridare la libertà a Tom, viene colpito a morte da una pugnalata durante una rissa in cui aveva cercato di dividere i due litiganti. Tutti i suoi schiavi vengono venduti e così Tom viene comprato da Simon Legree, un proprietario insensibile e cattivo, che possiede una piantagione di cotone sul Red River. Il nuovo padrone vuole fare di lui un aguzzino e al rifiuto di Tom, che non vuole maltrattare i suoi compagni e ha il coraggio di ribellarsi, lo fa uccidere. George Shelby, che è ormai diventato adulto, riesce a ritrovarlo dopo tante ricerche perché, come aveva promesso, lo vuole comprare per poi riscattarlo ma giunge solamente per raccogliere le parole di amore e perdono di Tom morente. Quando il giovane ritorna nel Kentucky libera tutti i suoi schiavi.


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