Archive for the ‘Donne’ Category

Un Meeting sulla liberazione delle donne nella Bibbia

aprile 24, 2016

Quaccheri e cristiani non evangelici senza chiesa

Abbiamo creato l’evento “Le donne della Bibbia al Meeting quacchero per la liberazione” per il 28 maggio ore 16 al Parco Gonzaga di Olgiate Olona (VA). Aderisci anche te sebbene non abbiamo potuto invitarti personalmente. Se hai bisogno info sui mezzi telefona al 0331 641844 o scrivi nella inbox. e ti spediamo gli orari bus da stazione Busto Arsizio. Grazie.

Anteprima: Agar, la serva sofferente

Agar la schiava egiziana nella vicenda di Abramo e la potente Sara mostra l’essere vittima di un’oppressione nazionale, sessuale e di classe.

Il grande patriarca perde i tratti del protagonista per divenire figura minore del dramma che ha due donne come co-protagoniste. Sara è vecchia e sterile ma ricca e potente e dispone la sorte della straniera schiava, giovane e fertile. Abramo declina ogni interesse e responsabilità e Agar è solo un oggetto ai suoi occhi.

La fuga di Agar testimonia l’esodo dall’oppressione della matriarca…

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Michela Marzano: l’importanza di dire NO al PD

aprile 2, 2016

#‎unionicivili‬ Il termine per la presentazione in Commissione degli ‪#‎emendamenti‬ alla legge sulle unioni civili approvata dal Senato è scaduto ieri. Come previsto, gli emendamenti sono molti e di diversa natura. Più di 500 sono gli emendamenti della Lega. Circa 200 quelli presentati da Area Popolare. Poco meno di una trentina quelli del M5S. Nessuno presentato invece dal PD, a parte i 7 depositati da me a titolo personale. Ovviamente, il testo è blindato. E sarà molto probabilmente approvato all’inizio di maggio, con la fiducia del Governo. Allora perché presentare emendamenti? Con quale scopo? A qual fine? Dipende. Lo scopo della Lega e di Aria Popolare, è chiaramente ostruzionistico, ossia ritardare il più possibile, peggiorare, eventualmente anche evitare che la legge possa mai essere approvata. Lo scopo del M5S è più ambiguo, come sempre. Visto che nei dibattiti preliminari i deputati M5S sembravano più interessati alle unioni di fatto che alle unioni civili tra persone delle stesso sesso. E che però, alla fine, è stato anche depositato un emendamento dall’on Di Stefano sull’obiezione di coscienza per “rispettare chi non vuole celebrare unioni civili”, come ha lui stesso spiegato – pare che Di Stefano abbia assistito alla conferenza stampa di ProVita, convenendo con il portavoce dell’associazione sull’inaccettabile “mancanza di qualsiasi riferimento a una clausola di salvaguardia del diritto di libertà di pensiero, opinione e di professione religiosa per i Sindaci”.
E il mio scopo? È vero che, come alcuni sembrano suggerire, non ho capito niente, sono in malafede, voglio che la legge si impantani – perché se passa un emendamento, allora le legge torna al Senato; e se torna al Senato si impantana. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Vi pare che non lo so che se la legge viene modificata, poi torna al Senato e allora sono dolori? Vi pare che metterei in pericolo la legge se ci fosse anche una minima possibilità che ciò accada? Non è così. Non accadrà. I miei emendamenti sono solo una testimonianza del fatto che la legge che si aspettava era un’altra. E che questa è ben al sotto di qualunque lecita aspettativa.
Allora parliamoci chiaro: questa legge è brutta. E se anche c’è un passo avanti giuridico, c’è anche un passo indietro culturale. Lo sapete che è stato praticamente tolto ogni riferimento alla famiglia eliminando in maniera sistematica non solo la parola “famiglia” ma anche l’aggettivo “familiare”? Lo sapete che contraendo queste unioni civili, le persone omosessuali non saranno riconosciute come una famiglia? Lo sapete che togliendo il riferimento al “dovere di fedeltà” si vuole sottolineare il fatto che l’amore omosessuale è per “natura” promiscuo, meno profondo di quello eterosessuale, e quindi di serie “b”? Lo sapete che eliminando la norma sulla stepchild adoption ci saranno tanti bambini e tante bambine che non avranno gli stessi diritti dei bambini e delle bambine che vivono nelle famiglie composte da un uomo e da una donna? Lo sapete che in tema di omogenitorialità resta un vuoto normativo abissale e che si è persa ancora una volta l’occasione per disciplinare in maniera giusta anche questa sfera della vita?
I miei emendamenti sono una testimonianza di questa palese discriminazione di cui saranno ancora vittime le persone omosessuali anche quando sarà approvata la legge. Perché la legge sarà approvata così com’è, lo ripeto ancora una volta. Ma è questa la legge che volevano le persone omosessuali? È per questo misero risultato che ci si batte da anni? È per vedersi ancora una volta trattati come cittadini inferiori?
Non prendiamo in giro, per favore. Se ho depositato questi emendamenti, è perché ci sia traccia, un giorno, del fatto che c’era in Parlamento chi si è battuto veramente per l’uguaglianza. C’era chi è stato disposto a sacrificarsi, votando in dissenso rispetto al proprio gruppo e lasciandolo – come farò io con il PD una volta conclusosi l’iter di questa legge – perché i valori nei quali crede sono più importanti del proprio piccolo conforto o tornaconto personale. Io ci sono e ci sarò sempre per battermi per i ‪#‎diritti‬ di tutte e di tutti. ‪#‎LGBT‬ ‪#‎Camera‬

Lidia Menapace: Patriarcato e femminismo

aprile 2, 2016

 

Sono solita dire da un po’ che se il femminismo non cerca nè trova altri punti di partenza, non può resistere alla recente, non ancora del tutto consolidata, vittoria del Patriarcato; ma che ciò non blocca la crisi capitalistica, la quale anzi, con l’appoggio del “patriarcato gentile” va sempre più non già verso l’uscita dalla crisi, con una nuova gloriosa socialdemocrazia, detta pure “riformismo”, bensì a capofitto nella barbarie che ha il nome proprio di “guerra”.

Voglio cercare di spiegarmi bene: che cosa sia il patriarcato è noto e qui non ho da inventare nulla. Che il patriarcato stia vincendo si vede dall’ ininterrotto e non risolutivo dominio della finanza in economia. Che la sua incipiente “vittoria” sia una sciagura, si vede dalle vicende greche; dalla perdita di significato della parola “classe”; dalla trasformazione del sindacato in corporazione (cioè dal “progresso” verso il Feudalesimo!), dall’emergere di una emancipazione ottusamente mimetica, che produce persino le ragazze “bulle”, nonchè le ministre adoranti, come quelle del governo Renzi o le parlamentari come la Moretti che svolgono benissimo la parte di altoparlante del “capo”. E mi spiace molto di dover mettere in elenco pure la vicesegretaria nazionale del Pd, che è una donna intelligente, la quale non può non capire quel che fa.

Ci troviamo dunque in una fase -che non credo sarà lunga, ma non è nemmeno un attimo fuggente- di regresso e di caduta. Da qualche tempo, sia pure in modo apparentemente casuale emergenziale e non organizzato, nè analizzato a dovere, si palesano alcune “maglie rotte” nella rete della barbarie del capitalismo in crisi strutturale globale e -credo- finale (crisi, non crollo).

Mentre ciò succede, sembra che ciò che viene chiamato “sinistra” non se ne accorga nemmeno, non ne abbia coscienza e provi a fare del riformismo, senza nemmeno riuscire, proprio nei paesi dove la socialdemocrazia europea fu più gloriosa e consolidata, a contenere le crescenti spinte razziste, guerrafondaie e neocolonialiste, cioè fascisteggianti.

Colloco qui il fenomeno che chiamo “patriarcato gentile”, cioè quello “di sinistra”, che usa persino a volte il inguaggio inclusivo, dice”ministra”o “sindaca”, che non dice più “porca Eva”, anzi persino avanza analisi sulla “democrazia imperfetta per le donne”.

Qui è il possibile aggancio nuovo. Prendo in considerazone una dichiarazine delle N.U.(da alcuni decenni si chiamano Nazioni Unite e non più ONU) fonte non sospetta di posizione preconcetta progressista, ma abbastanza attendibile, che suona: “Le donne sono ormai stabilmente la maggioranza della popolazione del pianeta e di ogni paese che lo compone e occupano ovunque gli strati più modesti”. Se volessi tradurre subito in politichese sinistrese direi: dunque noi donne siamo il nuovo proletariato mondiale o almeno la sua stabile maggioranza.

Mi limito ad osservare che se le donne sono ormai la stabile maggioranza della popolazione, “una democrazia imperfetta per le donne” è “una democrazia imperfetta” e basta. Toccherebbe a tutte e tutti rispodere correttamente al conseguente “che fare?” A destra si accetta sia pure di malavoglia e col contagocce di mollare un po’ di potere (bisogna dire che socialmente la destra ne ha di più e il sacrificio é minore). Ma a “sinistra” il niente. Non sono disposta a considerare “sinistra” una cosa così. Ripartiamo in ogni circostanza col ricordare che noi siamo la maggioranza e che chi non lo riconosce, non può di conseguenza dichiararsi se non conservatore o addirittura reazionario. E avanti tutta!

….

Corre l’obbligo di segnalare e consigliare la lettura dell’ultimo libro della compagna Lidia Menapace “Canta il merlo sul frumento.Il romanzo della mia vita

menapace - canta


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